Stretto di Hormuz, Energia, Intelligenza artificiale: le sfide mondiali di questo secolo !

Stretto di Hormuz, Energia, Intelligenza artificiale: le sfide mondiali di questo secolo !

Stretto di Hormuz, Energia, Intelligenza artificiale: le sfide mondiali di questo secolo !

Papa Francesco di ritorno da uno dei suoi viaggi apostolici, durante i consueti incontri con la stampa in areo, a proposito dell’inquieto scenario geopolitico internazionale in tempi non sospetti predisse: “Assisteremo ad una Terza Guerra Mondiale a pezzi”.

La frase, come era prevedibile ebbe una eco mondiale anche se nell’immediatezza non si riuscì a comprenderne il senso profondo e le implicazioni che ne sarebbero scaturite.

Tutto questo oggi è davanti agli occhi di tutti. Il conflitto ucraino continua e la pace in quelle terre è, purtroppo, ancora oggi sembra essere un miraggio, con immani disagi per la popolazione e per le fasce più deboli private dell’essenziale tra cui bambini e innocenti.

L’altro versante incandescente è quello del Medioriente dove culture, religioni diverse, interessi economici su vasta scala alimentano un crogiolo altrettanto ultra esplosivo.

In uno dei recenti vertici di Bruxelles ha il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres ha dichiarato: «È ora di chiudere questa guerra, lo Stretto di Hormuz deve riaprire», dice a Usa, Israele e Iran.

Non si vuole essere per nulla venali ma è talmente palese che l’aspro conflitto mediorientale ha due obiettivi inconfutabili: arginare al massimo la minaccia atomica e conquistare la leadership mondiale per la gestione del prezioso oro nero.

A pensarci bene, poi, è proprio da qui che arriva il petrolio che, piaccia o non piaccia, comunque muove i motori dell’economia mondiale.

Una ricchezza di così di inestimabile valore su scala mondiale transita sulla direzione marittima arcinota al mondo come lo stretto di Hormuz. Il transito del prezioso carburante avviene su mega navi petroliere insieme ad altre metaniere e mercantili.

Il blocco del transito di un traffico commerciale nello stretto di Hormuz così importante e intenso ha provocato gravissime conseguenze economiche per il mondo intero.

In primis la  conseguenza più negativa è stata l’impennata dei prezzi dei carburanti per il rifornimento quotidiano di auto, trasporti su gomma, arei, chi più ne ha, ne metta.

Questo è solo la punta di un icerberg che può benissimo identificarsi con la popolazione mondiale che vede seriamente compromesso sia il proprio tenore di vita, sia il trend di sviluppo economico che si arresta in un batter d’occhio.

Fino ad oggi, a quanto pare, è consentito il transito commerciale nello stretto soltanto a navi di paesi amici che devono comunque un obolo per poi essere impiegato a titolo di risarcimento dei danni di guerra.

Ciò fa comprendere che lo scopo di questa strategia sia quello di isolare politicamente la Casa Bianca e Telaviv aprendo al resto del mondo che, comunque, da anni dipende dagli approvvigionamenti energetici provenienti dall’Arabia che gioca la sua partita alzando il prezzo del greggio con palesi ripercussioni in ogni paese del mondo.

dimentichiamo che il greggio estratto dai giacimenti viene poi lavorato per poi essere utilizzato non solo come carburante ma soprattutto come fonte produttiva di energia elettrica.

Non a caso gran parte degli economisti ed esperti della finanza iniziano insistentemente a parlare di recessione e crisi energetica con effetti disastrosi sulle economie mondiali.

A voler volgere lo sguardo in casa nostra la Federalberghi in questi giorni ha diffuso un primo dato preoccupante: si è riscontrato un meno 20% di prenotazioni nelle strutture alberghiere.  Il turismo per l’economia italiana rappresenta una delle principali fonti di reddito e di occupazione per migliaia di famiglie italiane.

E’ di questi giorni, inoltre, la notizia in base alla quale se lo stato delle cose dovesse permanere così com’è ci sarebbe ancora soltanto un mese di autonomia energetica altrimenti inizieranno i razionamenti alle pompe di benzina, agli stoccaggi di carburante per gli arei negli aeroporti, la circolazione domenicale a targhe alterne,  spegnere la luce pubblica nelle città primo degli orari attuali e così via. Quella in atto dunque è un mega conflitto per il controllo energetico mondiale.

Pensando, poi, all’ Europa, ci viene in mente un detto popolare “Se ci sei batti un colpo”.

Non si può pensare solo a stabilire le misure delle sardine, oppure, a norme che vieterebbero i caminetti e le stufe a legna perché inquinano, tesi del resto confutabile.

O meglio ancora ad imporre una politica green a tutti i costi dove la libertà di scelta, diritto sacrosanto, non si sa più neppure cosa fosse.

La guerra in Iran ha confermato in primis la totale dipendenza energetica di tutta l’Europa che come istituzione manca di una visione strategica complessiva, in questo caso, in materia energetica.

Le scorte accumulate sino ad ora non sono di lunga durata.

Elaborare una politica energetica comune a tutti paesi dell’Unione Europea è una priorità assoluta da cui il legislatore europeo non può più esimersi.

Disporre di energia è la chiave di volta per l’immediato futuro.

Vuol dire avere la possibilità di essere qualcosa e di dire qualcosa in uno scacchiere geopolitico in continua mutazione in cui l’Intelligenza Artificiale sta agendo velocemente e silenziosamente creando nuovi ritmi e introducendo nuove tecnologie nel mondo del lavoro.

Ancora una volta assistiamo ad uno sviluppo a due velocità in cui il mondo delle istituzioni ha il suo ritmo con dinamiche diverse dalla velocità anche supersonica dell’intelligenza artificiale.

Ma tutto questo richiede una disponibilità energetica colossale che per alimentare i big data center che trasformano l’elettricità in capacità di calcolo, in potere economico e strategico.

Ad oggi protagonisti principali sono gli Stati Uniti d’America e Cina che ciascuno con propri schemi e dinamiche sono già attrezzati per contendersi la leadership mondiale dell’energia per esercitare la primazia cui ambiscono.

Con i big data center si dominerà il mondo in cui energia e intelligenza artificiale saranno le armi per una silente battaglia non solo informatica ma soprattutto economica.

Da ciò si può dedurre che in piena era dell’intelligenza artificiale è pur vero che la risorsa principale non in modo assoluto è l’energia ma farà la differenza soprattutto ciò che si è in grado di farne.

“Rebus sic stantibus”   , può sembrare fantapolitica, ma i presupposti di una pace solida e duratura, è proprio il caso di dirlo, transitano nello spazio acqueo del canale di Hormuz.

Dott. Angelo Sandri (Udine)

La diplomazia mondiale deve essere così abile da saper realizzare un puzzle in cui i tasselli, che potremmo denominare diritti umani, convivenza delle popolazioni, delle religioni, coesistenza di culture diverse, interesse economici su scala mondiale, sovranità nazionali, siano in un equilibrio in cui il rispetto vicendevole sia il minimo comun denominatore imprescindibile.

Dott. Aldo Palleschi (Brescia)

Auspichiamo dunque vivamente che questi gironi di tregua siano forieri di  notizie positive  utili a stilare un buon accordo di PACE non solo per i diretti contendenti ma per il mondo intero.

E’ chiaro che per una composizione accettabile dell’intesa ciascuno dovrà rinunciare a qualcosa per il bene dell’umanità mondiale che grida a gran voce:

PACE, LIBERTA’ e PROGRESSO UMANO, ECONOMICO E CULTURALE.

Il Segretario Politico Nazionale della Democrazia Cristiana , Dott. Angelo Sandri, a nome suo personale e del partito esprime pieno sostegno alla diplomazia in itinere afficnhè la PACE torni a governare il mondo per il benessere della comunità mondiale. La Democrazia Cristiana da sempre partito per la convivenza pacifica nel mondo.

Anche il Segretario politico nazionale di Italia 2.0 dott. Aldo Palleschi ha voluto unirsi a questo pressante appello a difesa della PACE e della convivenza civile tra i popoli !

 

*****************************************

www.ilpopolonews.it

*****************************************

www.democristianaonline.it

*****************************************

 

A cura di Dott. FERNANDO CIARROCCHI (Ascoli Piceno)

fernando.ciarrocchi@dconline.info *  cell. 347-2577651 *

Vice-Segretario nazionale Dipartimento Sviluppo-Comunicazione-Marketing della Democrazia Cristiana italiana

 Vice-Direttore de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana

Coordinatore della redazione giornalistica de “Il Popolo” della Democrazia Cristiana.

 Responsabile nazionale dell’Agenzia Stampa “Libertas”