< AVVOCATO DARIO GIANNICOLA (DEMOCRAZIA CRISTIANA) A PROPOSITO DELLA NUOVA LEGGE ELETTORALE: LA DEMOCRAZIA RINNOVA LE SUE REGOLE ED IL VOTO DEI CITTADINI TORNA AL CENTRO DEL DIBATTITO POLITICO ! >
Si è innescato un poderoso dibattito in ordine alla nuova legge elettorale, questione di estrema importanza e che è alla base della tenuta democratica del nostro ordinamento giuridico ed istituzionale.
Sono molti i commenti ed i contributi che già sono arrivati alla Redazione del nostro giornale < IL POPOLO > e ne daremo contezza ai nostri lettori provvedendo alla loro pubblicazione, anche se lo dovremo fare con gradualità.
Cominicamo dunque con il contributo che ci ha inviato l’Avvocato Dario Giannicola (Calabria) il quale ha analizzato i vari aspetti della nuova normativa in campo elettorale,
<< Approvata l’8 ottobre 2026 la riforma del sistema elettorale italiano: proporzionale con premio di maggioranza, ritorno delle preferenze, indicazione del candidato premier e voto fuori sede: ecco cosa cambia e quali saranno le nuove sfide per la rappresentanza democratica.
La democrazia rinnova dunque le sue regole: con l’approvazione della nuova legge elettorale si apre una nuova stagione, nella quale restituire centralità, chiarezza e valore alla voce di ogni singolo cittadino deve rappresentare l’obiettivo fondamentale delle istituzioni.
L’8 ottobre è stata una giornata destinata a segnare un passaggio significativo nella storia politico-istituzionale della Repubblica italiana.
Con l’approvazione definitiva dell’8 ottobre 2026, il Parlamento ha dato il via libera alla nuova legge elettorale, introducendo importanti modifiche alle modalità attraverso le quali i cittadini saranno chiamati a scegliere i propri rappresentanti alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica.
La riforma, approvata dalla Camera con 227 voti favorevoli e 164 contrari, supera il precedente sistema misto, conosciuto come “Rosatellum”, introducendo un modello proporzionale corretto da un premio di maggioranza, accompagnato dal ritorno delle preferenze e da nuove disposizioni finalizzate a favorire una maggiore chiarezza nella formazione delle maggioranze parlamentari.
Non si tratta soltanto di una modifica tecnica dei meccanismi elettorali, ma di un intervento che incide direttamente sul rapporto tra cittadini, rappresentanza politica e istituzioni democratiche.
IL NUOVO SISTEMA: RAPPRESENTANZA PROPORZIONALE E STABILITÀ DI GOVERNO.
Il primo elemento di novità riguarda il superamento dei collegi uninominali e l’introduzione di un sistema proporzionale con premio di maggioranza.
La nuova disciplina prevede l’attribuzione di un premio pari a 70 deputati e 35 senatori alla lista o coalizione che abbia conseguito il miglior risultato elettorale, raggiungendo almeno il 42% dei voti validi in entrambe le Camere.
Il premio è comunque soggetto a limiti massimi, fissati in 220 deputati e 113 senatori complessivi, esclusi i seggi della circoscrizione Estero.
Qualora nessuna forza politica raggiunga la soglia prevista, oppure emergano risultati differenti tra Camera e Senato, l’assegnazione dei seggi avverrà con il sistema proporzionale senza premio.
L’obiettivo dichiarato è quello di conciliare due esigenze fondamentali: assicurare una rappresentanza delle diverse sensibilità politiche e favorire la formazione di governi capaci di garantire continuità e stabilità.
Resta tuttavia aperto il dibattito sulla proporzionalità del premio rispetto ai consensi effettivamente ottenuti e sulla sua compatibilità con i principi costituzionali della rappresentanza.
IL RITORNO DELLE PREFERENZE: UNA MAGGIORE POSSIBILITÀ DI SCELTA PER GLI ELETTORI
Tra gli aspetti maggiormente significativi della riforma figura la reintroduzione delle preferenze.
Il cittadino potrà esprimere fino a tre preferenze tra i candidati presenti nella lista, nel rispetto delle disposizioni sull’alternanza di genere.
Si tratta di una novità che amplia la possibilità di partecipare direttamente alla scelta dei parlamentari, attribuendo all’elettore un ruolo più incisivo rispetto al sistema delle liste interamente bloccate.
La riforma mantiene, tuttavia, la figura del capolista bloccato, individuato preventivamente dalla formazione politica. Il sistema risulta quindi caratterizzato da una combinazione tra candidature predeterminate e candidati selezionabili attraverso le preferenze.
È proprio su questo punto che si concentra una delle principali riflessioni: restituire centralità al voto significa consentire ai cittadini di incidere concretamente sulla composizione delle assemblee parlamentari.
Le preferenze rappresentano uno strumento importante in questa direzione, ma la loro effettiva capacità di valorizzare la scelta degli elettori dipenderà anche dal funzionamento dei meccanismi di assegnazione dei seggi.
INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER: MAGGIORE CHIAREZZA PRIMA DEL VOTO
Altra innovazione riguarda l’obbligo per le forze politiche e le coalizioni di indicare preventivamente, all’atto del deposito del programma elettorale, il nominativo della persona proposta per l’incarico di Presidente del Consiglio dei ministri.
La disposizione mira a consentire agli elettori di conoscere, prima del voto, non soltanto il programma e la coalizione politica, ma anche la figura indicata per la guida dell’eventuale futuro Governo.
Occorre tuttavia evidenziare un elemento giuridico fondamentale: tale indicazione non configura l’elezione diretta del Presidente del Consiglio.
Restano infatti pienamente salvaguardate le prerogative attribuite al Presidente della Repubblica dall’articolo 92 della Costituzione, così come il principio dell’assenza del vincolo di mandato parlamentare sancito dall’articolo 67.
La maggiore trasparenza nella proposta politica deve quindi essere interpretata nel pieno rispetto dell’assetto costituzionale della Repubblica parlamentare.
LE SOGLIE DI SBARRAMENTO E L’ACCESSO ALLA RAPPRESENTANZA.
La legge conferma la soglia del 3% per le singole liste e del 10% per le coalizioni, prevedendo specifici meccanismi per l’accesso alla rappresentanza.
Le soglie intendono limitare l’eccessiva frammentazione politica, ma pongono inevitabilmente una questione di equilibrio tra stabilità del sistema e pluralismo democratico.
Merita particolare attenzione anche l’innalzamento a 6.000 delle firme richieste, per ciascun collegio, alle nuove formazioni politiche non beneficiarie delle esenzioni previste.
Una disposizione che solleva interrogativi sulle possibilità di accesso alla competizione elettorale da parte dei movimenti emergenti e delle realtà politiche meno strutturate.
In una democrazia pluralista, infatti, la stabilità delle istituzioni non può prescindere dall’effettiva possibilità per nuove idee e nuove rappresentanze di confrontarsi liberamente con il consenso popolare.
VOTO FUORI SEDE: UN PASSO VERSO UNA DEMOCRAZIA PIÙ ACCESSIBILE.
Particolarmente significativa è l’introduzione di disposizioni che consentono, al ricorrere di specifici requisiti, di votare nel luogo di domicilio temporaneo, senza dover necessariamente rientrare nel Comune di iscrizione elettorale.
Il nuovo sistema riguarda, tra gli altri, cittadini temporaneamente domiciliati altrove da almeno nove mesi, con termini ridotti a tre mesi in determinate situazioni legate a esigenze di cura.
La possibilità viene estesa, secondo le condizioni previste, anche ai caregiver impegnati nell’assistenza di familiari ricoverati fuori dalla propria Regione.
L’esercizio di tale diritto richiede il rispetto degli adempimenti e delle scadenze stabilite dalla legge.
Questa innovazione assume un particolare valore sociale e democratico, perché mira a ridurre gli ostacoli che, negli anni, hanno reso difficoltosa la partecipazione elettorale di numerosi cittadini.
Il diritto di voto, costituzionalmente tutelato, non deve essere soltanto formalmente riconosciuto, ma deve poter essere concretamente esercitato.
IL CONFRONTO POLITICO E I PRINCIPI COSTITUZIONALI.
L’approvazione della riforma ha inevitabilmente alimentato un acceso confronto tra maggioranza e opposizioni.
Da una parte, i sostenitori evidenziano la necessità di rafforzare la governabilità, rendere più chiara la scelta politica e restituire agli elettori la possibilità di esprimere preferenze sui candidati.
Dall’altra, vengono sollevate perplessità sulla distribuzione del premio di maggioranza, sulla permanenza dei capilista bloccati, sull’accesso delle nuove formazioni politiche e sulle garanzie di rappresentanza di genere.
Sono state inoltre annunciate iniziative volte a sottoporre alcuni aspetti della riforma al vaglio di costituzionalità.
Il confronto, anche quando particolarmente acceso, rappresenta un elemento fisiologico della dialettica democratica.
La legge elettorale, del resto, non costituisce una normativa ordinaria come le altre: attraverso di essa si definiscono le regole con cui la volontà popolare si trasforma in rappresentanza parlamentare.
Proprio per questa ragione, ogni riforma dovrebbe essere accompagnata da un confronto istituzionale approfondito e da un’attenzione costante ai principi sanciti dalla Carta costituzionale.
LA VERA SFIDA: RESTITUIRE FIDUCIA ALLA POLITICA E VALORE ALLA PARTECIPAZIONE.
Al di là delle valutazioni politiche, la nuova legge elettorale pone una questione più ampia, che riguarda il rapporto tra cittadini e istituzioni.
Negli ultimi anni, la crescente disaffezione verso la politica e il fenomeno dell’astensionismo hanno evidenziato la necessità di ricostruire un legame di fiducia tra elettori ed eletti.
Una legge elettorale può contribuire a migliorare il funzionamento della democrazia, ma da sola non può colmare questa distanza.
Occorrono responsabilità, trasparenza, partecipazione, credibilità delle istituzioni e capacità della politica di interpretare i bisogni reali delle comunità.
Il cittadino non deve essere considerato soltanto un elettore da coinvolgere durante le campagne elettorali, ma il protagonista permanente della vita democratica del Paese.
CONCLUSIONI: LA DEMOCRAZIA NON È SOLTANTO UNA REGOLA, MA UNA RESPONSABILITÀ COLLETTIVA.
L’approvazione della nuova legge elettorale rappresenta un momento importante per il futuro delle istituzioni italiane.
Il vero banco di prova non sarà però soltanto la capacità del nuovo sistema di garantire maggioranze stabili, ma soprattutto quella di assicurare rappresentanza, pluralismo, partecipazione e rispetto della volontà popolare.
La sovranità appartiene al popolo, come stabilisce l’articolo 1 della Costituzione italiana, e ogni disposizione che disciplina l’esercizio del voto deve trovare in questo principio il proprio riferimento fondamentale.
Una democrazia è realmente forte non quando limita il confronto, ma quando lo garantisce; non quando allontana i cittadini dalle istituzioni, ma quando li rende protagonisti delle scelte che determinano il futuro della Nazione.
Le regole possono cambiare, i sistemi elettorali possono evolversi e le maggioranze politiche possono alternarsi.
Ciò che deve rimanere immutato è il valore della libertà di scelta, della rappresentanza e della partecipazione democratica.
Perché il voto non è soltanto un diritto sancito dalla Costituzione: è la voce di ogni cittadino, la forza della sovranità popolare e il fondamento irrinunciabile della nostra Repubblica.
A cura di Avv. DARIO GIANNICOLA * dario.giannicola@dconline.info *
Segretario generale della Fondazione “Papa Clemente XI – Albani”
Direttore e docente del Dipartimento Sicurezza Pubblica e Stradale della “Federiciana Università Popolare”
Direttore del Dipartimento Regionale per la Calabria dello “Sportello dei Diritti del Cittadino e dei Diritti del Malato”, nonchè Responsabile degli Affari Giuridici dello stesso.
Componente Dipartimento nazionale “Legalità e Giustizia” della D.C.
Componente Dipartimento nazionale “Difesa e Sicurezza” della Democrazia Cristiana
Editorialista de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana
ed a cura di ANGELO SANDRI (Cervignano del Friuli/Udine)
segreteria.nazionale@dconline.info * cell. 380-7875103 *
Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana
Diretttore Responsabile del giornale < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana
Componenete del Collegio Senatioriale della < Fondazione Papa Clemente XI – Albani >
www.ilpopolo.news * www.democraziacristianaonline.it

