< DOTT. UMBERTO CARUSO (DEMOCRAZIA CRISTIANA): INACCETTABILE ATTEGGIAMENTO ALL’ONU DA PARTE DI UN MEMBRO DELLA DELEGAZIONE ISRAELIANA >.
Mente Papa Leone XIV lancia la proposta di una preghiera universale da parte della Chiesa cattolica che invochi la pace nel mondo, la situazione politico/diplomatica a livello internazionale si sta ingarbugliando sempre di più.

Interviene in proposito il Dott. Cav. Umberto Caruso (Napoli), attuale Segretario nazionale della Democrazia Cristiana per le relazioni con il mondo ecclesiale e del volontariato.
Umberto Caruso è anche il Priore generale dell’Ordine Sovrano Militare dei Cavalieri del tempio di Gerusalemme 1804 (OSMTJ 1804).
<< Quello a cui abbiamo assistito in questi giorni nell’aula delle Nazioni Unite è l’immagine di un’arroganza che non possiamo più tollerare in silenzio.
Diversi rappresentanti di popoli sovrani hanno compiuto un gesto legittimo, antico e nobile: alzarsi e lasciare i propri seggi.
Non è violenza. Non è offesa. È dissenso.
È il linguaggio più civile che la diplomazia conosca quando le parole non bastano più a denunciare un’ingiustizia.
E qual è stata la risposta?
Un membro della delegazione Israeliana che si aggira tra i banchi vuoti, contando chi è andato via e chi è restato.
Contando r schedando, come un sorvegliante in una classe, come chi vuole segnarsi i nomi dei disobbedienti.
Questo non è certp comportamento da Statista. È un atto di prepotenza. È intimidazione istituzionale.
È il tentativo di trasformare l’Assemblea Generale, che dovrebbe essere la casa di tutti i popoli, nel tribunale di uno solo.
Noi conosciamo bene la nostra storia.
Non abbiamo mai combattuto per un trono o per un confine.
Abbiamo combattuto le oppressioni. Abbiamo combattuto le ingiustizie.
Abbiamo combattuto quando i potenti schiacciavano i deboli, quando la forza pretendeva di sostituire il diritto.
E oggi la nostra lotta continua, non con la spada, ma con la parola e con la testimonianza.
Non possiamo accettare che il dissenso venga trattato come un crimine da catalogare.
Non possiamo accettare che chi denuncia venga contato, come per dire “ci ricorderemo di voi”.
L’ONU è nata proprio perché nessuno potesse più contare e schedare gli altri popoli.
È nata perché tutti avessero voce, anche quando quella voce è il silenzio di una sedia vuota lasciata per protesta.
Il nostro dissenso oggi è questo: chiediamo rispetto per il dissenso stesso.
Chiediamo che l’arroganza lasci il posto al diritto. >>





Condivido. Ottima analisi