IL GIUDICE ROSARIO LIVATINO DICHIARATO UFFICIALMENTE BEATO E PROCLAMATO PATRONO DEI MAGISTRATI ITALIANI.

IL GIUDICE ROSARIO LIVATINO DICHIARATO UFFICIALMENTE BEATO E PROCLAMATO PATRONO DEI MAGISTRATI ITALIANI.

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Il Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti lo scorso 7 ottobre 2026 ha firmato il decreto con cui dichiara ufficialmente Beato il giovane magistrato siciliano Rosario Livatino barbaramente ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990  mentre si recava a lavoro.

Nel 2021 il giovane giudice venne beatificato a Agrigento oggi riconosciuto ufficialmente tale dalla Chiesa con un suo atto “pleno iure”.

È il Patrono dei Magistrati italiani.

L’organo di autogoverno dei vescovi italiani, La Conferenza Episcopale Italia, durante la sua 82° Assemblea generale, svoltasi nel maggio scorso, aveva manifestato il suo ampio sostegno nel riconoscere la persona del Giudice Rosario Livatino come un modello di riferimento e uno speciale intercessore per i magistrati italiani.

Con l’emanazione del decreto da parte dei Dicastero competente l’iter della beatificazione si è compiuto.   

S. Em Card. Matteo Zuppi, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana e Arcivescovo di Bologna ha sottolineato così l’importanza della beatificazione che è stata attribuita al giovane giudice siciliano.

«Il giudice Livatino si è distinto quale autentico uomo di legge e fedele servitore dello Stato. Nel suo servizio alla collettività, è stato capace di contemperare nell’esercizio delle sue funzioni la verità con la carità, la scienza giuridica con l’etica cristiana e l’atto del giudicare con un discernimento illuminato dalla fede e dalla preghiera».

Sono parole che richiamano il cuore della testimonianza di Livatino. Nelle sue riflessioni sul ruolo del giudice aveva insistito sulla necessità di un magistrato «serio, equilibrato, responsabile», capace «di condannare, ma anche di capire».

L’indipendenza, nella sua prospettiva, non poteva trasformarsi in isolamento dalla realtà sociale: il giudice doveva uscire dalla propria «torre eburnea» e mantenere uno sguardo attento a ciò che intorno a lui «si crea, si trasforma, si perde».

Il giudice Rosario Livatino aveva maturato una concezione esigente della funzione giudiziaria, in cui la fedeltà alla legge non cancellava la persona chiamata a risponderne davanti al giudice.

Livatino sosteneva che chiede giustizia deve avere la possibilità di affidare al magistrato le proprie ragioni «come se fossero sue» ma non per confondere i ruoli o per gettare ombre sull’imparzialità, questa empatia, sempre nel rispetto dei ruoli al solo fine precipuo di comprendere pienamente la vicenda umana sulla quale è chiamato a decidere.

Un visone coerente con il suo essere cristiano che inevitabilmente non può prescindere dal porre, sempre e comunque la PERSONA, creata a immagine e somiglianza di Dio, al centro del procedimento. Celeberrimo ed esplicativo il suo motto “Sub tutela Dei” tanto che lo aveva annotato nella copertina dei suoi codici quotidiano strumento della sua attività di magistrato.

Negli anni la testimonianza del giovane magistrato cattolico era andata oltre la sua triste vicenda personale tanto che il 25 ottobre 2025 il Santo Padre, Papa Leone XIV in occasione del l Giubileo degli Uffici Cerimoniali Istituzionali, Leone XIV lo aveva annoverato tra i testimoni di «speranza e di giustizia, di umiltà e di dedizione per lo Stato», insieme ad Alcide De Gasperi e Salvo D’Acquisto.  

 

Il Papa  – a proposito del beato Livatino – aveva ricordato che è «il primo magistrato nella storia a essere riconosciuto come martire».

Nella   stessa occasione Sua Santità Papa Leone XIV aveva altresì evidenziato una delle espressioni che il giudice Livatino era solito annotare nei suoi appunti: «Sub tutela Dei», sotto la protezione di Dio.

Il Santo Padre concludeva affermando «la legalità non è anzitutto un insieme di norme, ma uno stile di vita, e quindi un possibile cammino di santità».

Oggi il giudice Rosario Livatino, a 36 anni dalla sua morte, è stato dichiarato ufficialmente Beato dalla Chiesa cattolica e proclamato Patrono dei Magistrati Italiani.

 

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A cura di Dott. FERNANDO CIARROCCHI (Ascoli Piceno)

fernando.ciarrocchi@dconline.info *  cell. 347-2577651 *

Vice-Segretario nazionale Dipartimento Sviluppo-Comunicazione-Marketing della Democrazia Cristiana italiana

 Vice-Direttore de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana

Coordinatore della redazione giornalistica de “Il Popolo” della Democrazia Cristiana.

 Responsabile nazionale dell’Agenzia Stampa “Libertas”

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