< ANCHE LA DEMOCRAZIA CRISTIANA DELLA REGIONE CALABRIA SCENDE IN CAMPO CONTRO IL CARO CARBURANTI ED IL CARO VITA: IL CITTADINO NON PUO’ ESSERE LASCIATO SOLO ! >
Anche la Democrazia Cristiana della regione Calabria, così come molte altre Associazioni e Movimenti politici sociali (tra cui menzioniamo Cittadinanza attiva della Calabria) scendono in campo per protestare contro una certa qual “amnesia” verso problematiche che dovrebbero invece messe al primo posto dell’agenda di cui dovrebbe occuparsi la Politica con la < P > maiuscola !

Il caro carburanti è tornato a pesare in modo concreto sulla vita quotidiana delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese.
Ogni aumento del prezzo della benzina e del gasolio si riflette inevitabilmente sul costo dei trasporti, degli alimenti, dei servizi e delle attività produttive.
Non si tratta, dunque, soltanto del prezzo pagato al distributore. Il carburante rappresenta un costo indiretto che entra nella formazione del prezzo di quasi tutti i beni di consumo.
L’Istat ha già evidenziato come la crescita dei prezzi degli energetici e dei servizi di trasporto contribuisca alla pressione inflazionistica sulle famiglie.
Per molti cittadini l’automobile non è un bene di lusso, ma uno strumento indispensabile per lavorare.
È necessaria per raggiungere il luogo di lavoro, accompagnare i figli a scuola, assistere familiari anziani o malati e spostarsi in territori, come quelli meridionali e periferici, dove il trasporto pubblico spesso non è sufficiente.
Il problema è che, mentre il costo della vita aumenta, gli stipendi e le pensioni restano sostanzialmente fermi.
Il risultato è un progressivo impoverimento delle famiglie, costrette a ridurre i consumi, rinunciare a spostamenti necessari e rinviare spese importanti.
Negli ultimi anni sono stati adottati interventi temporanei, come riduzioni delle accise e misure limitate nel tempo. Il Ministero dell’Economia ha disposto, in diverse occasioni, riduzioni provvisorie delle accise sui carburanti.
Tuttavia, provvedimenti occasionali e di breve durata non possono rappresentare una risposta strutturale. Il cittadino ha bisogno di certezza, continuità e di un reale contenimento dei costi.
Non è sufficiente annunciare sconti temporanei quando i prezzi sono già aumentati. Occorre verificare con attenzione l’effetto concreto delle manovre: se il beneficio fiscale viene assorbito dall’aumento del prezzo industriale o da altri rincari, il vantaggio per il consumatore diventa minimo o addirittura impercettibile.
Per questo è necessario che il Parlamento e il Governo mettano in campo soluzioni più sostenibili ed efficaci.
Tra le proposte da valutare vi sono:
* un meccanismo automatico di riduzione delle accise quando il prezzo internazionale del petrolio supera determinate soglie;
* l’utilizzo di una parte delle maggiori entrate fiscali derivanti dagli aumenti dei carburanti per sostenere direttamente lavoratori, famiglie e pendolari;
* un credito d’imposta o una detrazione per chi percorre quotidianamente grandi distanze per motivi di lavoro;
* un contributo mirato per le famiglie con redditi medio-bassi, senza misure indistinte che rischiano di favorire anche chi non ne ha realmente bisogno;
* maggiori controlli sui prezzi praticati lungo tutta la filiera, dalla raffinazione alla distribuzione;
* un rafforzamento degli strumenti di trasparenza, affinché il cittadino possa confrontare facilmente i prezzi dei distributori.
Il Ministero delle Imprese e del “Made in Italy” dispone già dell’Osservaprezzi e dell’applicazione per confrontare i prezzi medi regionali e quelli praticati dai singoli impianti.
È inoltre indispensabile investire nel trasporto pubblico locale, nei collegamenti ferroviari e nella mobilità sostenibile.
Tuttavia, la transizione ecologica non può essere scaricata interamente sulle famiglie. Non si può chiedere al cittadino di sostituire la propria automobile senza garantire incentivi accessibili, infrastrutture adeguate e servizi pubblici efficienti.
Serve una politica energetica seria, capace di ridurre la dipendenza dalle crisi internazionali e di accompagnare gradualmente cittadini e imprese verso sistemi di mobilità meno costosi e più sostenibili.
Il caro carburanti non è soltanto un problema economico: è una questione sociale.
Colpisce soprattutto chi ha meno possibilità di scelta, chi vive lontano dai centri urbani, chi lavora con la propria automobile e chi è già costretto a fare i conti con bollette, spesa alimentare e costi sanitari sempre più elevati.
Ai nostri parlamentari chiediamo di superare la logica degli interventi emergenziali e delle misure annunciate soltanto per fronteggiare l’emergenza del momento. Servono provvedimenti stabili, verificabili e realmente misurabili nel loro effetto sulle famiglie.
Il cittadino non chiede privilegi, ma il diritto di lavorare, muoversi e vivere dignitosamente senza essere continuamente penalizzato dall’aumento dei costi.
La politica deve tornare ad ascoltare la vita reale delle persone. Il pieno di carburante non può diventare un lusso e l’automobile, per chi lavora, non può trasformarsi in una tassa quotidiana sulla sopravvivenza.

A cura di Avv. DARIO GIANNICOLA (Castrovillari / in provincia di Cosenza)
dario.giannicola@dconline.info
Segretario generale della Fondazione “Papa Clemente XI – Albani”
Direttore e docente del Dipartimento Sicurezza Pubblica e Stradale della “Federiciana Università Popolare”
Direttore del Dipartimento Regionale per la Calabria dello “Sportello dei Diritti del Cittadino e dei Diritti del Malato”, nonchè Responsabile degli Affari Giuridici dello stesso.
Editorialista de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana

Ottimo articolo