A cura di Dott. LORENZO RANIOLO (Gela/CL) – dott.lorenzoraniolo@tiscali.it –Editorialista de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana
<Si ripete la 45^ edizione della Via Crucis a Pergusa (Enna), nota al mondo per il circuito dell’autodromo>

Dopo la settimana Santa di Siviglia e il Corpus Domini di Cuzco in Perù, Sant’Agata di Catania è la terza festa cristiana con più partecipanti al mondo. Dal 3 al 6 febbraio a Catania infatti partecipano alla processione in media quasi un milione di persone, fedeli che arrivano per salutare la martire etnea da ogni parte del mondo. Verso il riconoscimento Unesco ed è Inserita nel Reis, il registro delle eredità immateriali, atto propedeutico al riconoscimento dell’Unesco come Bene immateriale patrimonio dell’umanità, la festa di Sant’Agata è attesa anno dopo anno da catanesi e turisti che a partire dall’offerta della cera del 3 febbraio sino al rientro in cattedrale all’alba, del giorno 6, accompagnano la Patrona della città in una lunga processione.

La marea bianca di devoti che indossa il “sacco bianco”, un cappello nero, una corda stretta alla vita, i guanti, un fazzoletto e una coccarda sul cuore, segue il busto reliquiario della Patrona a partire dall’Alba di giorno 4, quando con la suggestiva messa dell’Aurora i fedeli salutano la Santa per la prima uscita dell’anno.

Ma la via Crucis perché non viene considerata? La via Crucis è la preghiera tipica del tempo di passione, una preghiera tutta biblica come il salterio, anche il Papa prega con essa, in mondo visione, la sera del Venerdì Santo intorno al Calvario di Roma: il Colosseo. E’ una preghiera completa che coinvolge la mente, il cuore, tutto il corpo seguendo una croce. Ma perché farla? Perché questo genere di preghiera?

Le origini della Via Crucis risalgono ai primi pellegrini cristiani che, già nel IV secolo, si recavano in Terra Santa per visitare i luoghi legati alla Passione di Cristo. Con il tempo, questi pellegrinaggi divennero sempre più strutturati e iniziarono a comprendere tappe specifiche che ripercorrevano il percorso di Gesù verso il Golgota.

Nel Medioevo, i Francescani, custodi dei Luoghi Santi dal 1342, ebbero un ruolo fondamentale nella diffusione della Via Crucis. Non tutti i fedeli potevano compiere il pellegrinaggio in Terra Santa, così si sviluppò la pratica di ricreare il percorso della Passione in chiese e monasteri europei. Queste rappresentazioni iniziarono ad essere chiamate “stazioni”. Ma non molti sanno che a Pergusa, una piccola frazione di Enna, “La Passione di Cristo” rivive dalla 45ª edizione, quindi esattamente dal 1981, tra tradizione e nuove interpretazioni, la piccola Pergusa si prepara cosi ad accogliere, appunto per il 45° anno consecutivo, nonostante il freddo tantissimi fedeli presenti, per una tradizione che si tramanda da generazioni Quando parliamo della “Via Crucis”, dobbiamo ricordare che essa non è solamente una rievocazione storica, ma è senza dubbio un momento di preghiera, a camminare insieme per fermarsi a riflettere davanti a ciascuna stazione, significa anche porsi delle domande sul senso della sofferenza, per riconoscerla come parte della stessa condizione umana.

Meditare le stazioni significa anche riconoscere le “croci” quotidiane: le difficoltà familiari, le malattie, le ingiustizie sociali, le solitudini interiori, la “Via Crucis”, ci insegna che nessuna sofferenza è vissuta invano se è attraversata con amore e fiducia, ci insegna inoltre, la compassione attraverso l’incontro con chi soffre; ci invita al perdono davanti alla violenza; non è un cammino che si concluse nel buio del sepolcro, ma ci prepara alla luce della Pasqua e alla Resurrezione. L’evento, in programma per mercoledì 16 aprile 2026, è organizzato dalla Confraternita del Santissimo Crocifisso, guidata da Pietro Sutera, in collaborazione con la parrocchia di Pergusa diretta da fra’ Saverio Benenati, e gode del patrocinio del Comune di Enna e del Collegio dei rettori delle confraternite.

Come da tradizione, la Via Crucis vivente ha preso il via alle ore 20 da piazza della Bonifica, di fronte alla chiesa di Pergusa, dove sono state allestite molte delle scene chiave ispirate alla vita e alla passione di Cristo. Il corteo proseguirà poi fino al suggestivo Calvario, davanti alle spalle dell’autodromo di Pergusa.

Da segnalare che, oltre Sessantacinque tra attori e figuranti hanno partecipato nell’allestimento diretto, per il terzo anno consecutivo, dall’artista e regista gelese Stefano Rizzo. Originario di Piazza Armerina ma residente da molti anni a Gela, il regista Rizzo promette un’edizione rinnovata, più snella e accessibile per il pubblico, ma sempre fedele allo spirito della tradizione. “Questa rappresentazione, afferma, è un’esperienza emotiva e spirituale che unisce arte, fede e comunità. Insieme all’aiuto regista Pietrina Saja, abbiamo lavorato a soluzioni sceniche innovative per valorizzare il messaggio evangelico in modo coinvolgente.”

Il cast è variegato e rappresenta diverse realtà del territorio siciliano. Tra gli interpreti principali figurano Marika Catanese nel ruolo di Maria di Nazareth, Gaetano Libertino (Rabuit), Guglielmo Ingrá (Pietro) e Sergio Gioventì (Pilato) e soprattutto la straordinaria interpretazione di Maria Giannone di Gela, nel ruolo difficilissimo di Maddalena, che ha saputo interpretare il meglio della sua aspettativa.


Ovviamente non è mancato l’esperto Biagio Pardo, regista storico di tanti giovani gelesi, nel ruolo di Caifa. A loro si affiancano attori provenienti da Gela, Licata, Niscemi, San Cono e Piazza Armerina, a testimonianza di una partecipazione corale e diffusa.
La figura del Messia, interpretata quest’anno dal nisseno Manuel Scarano, rappresenta la figura principale dell’opera: Il termine “Messia” è una parola che ha un significato profondo in diverse religioni e culture.

Associato alla figura di un salvatore inviato da Dio, il concetto di Messia ha influenzato la storia , la spiritualità e la tradizione di milioni di persone. Accanto a lui, il personaggio di Maria, affidato a Marika Catanese, la sua storia insegna fiducia ricettiva, amore perseverante e speranza ancorata alle promesse di Dio.

Con gli attori professionisti, resta centrale il contributo del gruppo storico di figuranti volontari di Pergusa , Enna e dintorni, che da anni offrono il loro tempo e la loro passione per mantenere viva questa tradizione.

Il filo conduttore dell’incontro è stato il richiamo alla pace nel mondo e al ruolo della formazione nella costruzione di una coscienza più attenta, responsabile e solidale.

La Via Crucis ha così assunto un significato che va oltre il solo momento liturgico, diventando anche occasione di riflessione sul presente e sulle sfide che attraversano la società, in particolare quelle che coinvolgono le nuove generazioni.

Anche quet’anno come negli anni passati , importante è stata la figura di primo piano della guida voce narrante di Matteo Federico. Seguiva tutti i passi nelle strade di Pergusa ma era un’ immagine invisibile, sospesa tra cielo e terra, osservava ogni cosa senza essere visto. Conosceva già il dolore, la croce, il destino, e lo sussurrava al tempo prima che accadesse, una gradita presenza silenziosa e narrava la Passione senza toccarla, come un testimone eterno di ciò che noi non potevamo ancora comprendere. Ma ad un certo punto rappresentava anche Satana, sinuoso. Un attento osservatore nei momenti di alta tensione. Una intepretazione da ammirare.

Ecco il cast:
GUIDA VOCE NARRANTE: Matteo Federico
GESU’ : Manuel Scarano
MARIA MADDALENA : Maria Giannone
MARIA : Marika Catanese
GIOVANNI : Elvis Marinaro
PIETRO : Guglielmo Ingrà
GIUDA : Paolo Giannone
CAIFA : Biagio Pardo
RABUIT : Gaetano Libertino
GIUSEPPE D’ARIMATEA : Giuseppe Restivo
VERONICA : Anna Bonafede
NICODEMO : Angelo Ciurca
PILATO : Sergio Gioveni
PARENTE GESU’ / DONNA SAMARITANA : Borina Scicolone
DONNA / SERVA : Diana Bernadette Guarneri
DONNA 2 : Giovanna Brigadeci
DONNA 3 : Rosetta Lucia Mondello
CENTURIONE : Ivan Blanco
MISANDRO : Enzo Migliore
SOLDATO LONGINO : Dario Ciancio
CLAUDIA : Consuelo Lisciandra
MALCO : Francesco Salotta
ALTRE DONNE : Lucia Melita , Anna Emma

