La nuova legge elettorale torna alla Camera dopo l’approvazione del Senato.

La tanto attesa legge elettorale in questi giorni ha superato l’esame del Senato dove è stata approvata quasi a voler recuperare quanto accadde alla Camera al mesi or sono dove alcuni franchi tiratori non esitarono a farsi sentire nel segreto dell’urna.
Ora la procedura prevede un ulteriore passaggio alla Camera dei Deputati, in sostanza trattasi della fase conclusiva e definitiva.
E’ il principio della terza lettura così come disposto dalla art,.138 dalla nostra Carta Costituzionale in caso di revisione costituzionale o di nuove leggi costituzionali come nella fattispecie di nuova legge elettorale.
Una canzone arcinota più o meno aveva queste parole “Quanta fretta, ma dove corri, dove vai?”.
Perdonate la citazione ma questo per dire: si va così spediti perché, ovviamente, le elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento si avvicinano a gambe levate allora la politica si sta attrezzando, o meglio, preparando con una nuova legge elettorale che ne disciplini lo svolgimento.
Fin qui “nulla quaestio” ci mancherebbe!
Dalle numerose interpretazioni che si susseguono, dalle prese di posizioni della minoranza che si oppongono alle dichiarazioni dei massimi esponenti di Governo emergono alcuni aspetti che forse dovrebbero essere rivisti.

La Democrazia Cristiana non può che esprimere apprezzamento per la reintroduzione delle preferenze è una battaglia che conduce da oltre trent’anni da quando furono abolite dalle varie edizioni della legge elettorale ed emendamenti vari di cui la stessa legge elettorale è stata oggetto fino all’attuale sistema bipolare.
Le preferenze sono state reintrodotte, va bene, ma i capilista restano bloccati, dunque nominati dalle segreterie nazionali dei partiti.
Il premio di maggioranza scatta con il 42% dei voti avuti, è stato aumentato il numero delle firme da raccogliere dai partiti non presenti in Parlamento sembra che occorrebbero circa 6000 firme.
Poi altri dettagli che verranno esplicitati nei giorni a venire.
Un dato certo è la calendarizzazione alla Camera dove la discussione è prevista per il prossimo 28/09/2026.
La reintroduzione delle preferenze è senza alcuna ombra di dubbio un dato estremamente positivo che restituisce al cittadino il suo insostituibile ruolo di “arbitrer” cioè a dire di protagonista nella scelta dei suoi rappresentati nelle camere elettive come statuito dalla Costituzione.

Da ciò derivano, poi, altri elementi: i partiti devono tornare a radicarsi nei territori quindi non essere più dei comitati elettorali a tempo che appaiono alle elezioni e scompaiono al loro termine.
L’istituto della preferenza implica inevitabilmente l’esistenza di una democrazia sostanziale non formale questo per dire che la scelta dei capi lista deve essere altresì ponderata e migliorata.
Comunque vedremo quale sarà l’epilogo: la legislatura arriverà a scadenza elettorale o ci saranno elezioni anticipate?
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A cura di Dott. FERNANDO CIARROCCHI (Ascoli Piceno)
fernando.ciarrocchi@dconline.info * cell. 347-2577651 *
Vice-Segretario nazionale Dipartimento Sviluppo-Comunicazione-Marketing della Democrazia Cristiana italiana
Vice-Direttore de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana
Coordinatore della redazione giornalistica de “Il Popolo” della Democrazia Cristiana.
Responsabile nazionale dell’Agenzia Stampa “Libertas”
