La nuova legge elettorale ha prodotto un sistema proporzionale ibrido !
Quante volte ciascuno di noi ha sentito pronunciare dai propri nonni o genitori proverbi suggeriti dalla saggezza popolare ad es: “Chi lasca la strada vecchia per la nuova, sa quello che lascia ma non sa quello che trova”, oppure, “chi tanto vuole ma nulla strige”.
Pur non investito da improvvisa ondata di saggezza, intendo solo stigmatizzare che il più delle volte è nei proverbi popolari che si perpetuano da decennio in decennio, che troviamo risposte alle situazioni più disparate ed impensabili.

Sono due proverbi che possono aiutarci a comprendere meglio la nuova legge elettorale, approvata in via definitiva alcuni giorni or sono dalla Camera dei Deputati al termine di un procedimento legislativo articolato, contrassegnato da vari passaggi e dall’apposizione di ben 3 voti di fiducia da parte del Governo.
Non dimentichiamo poi che potrebbero esserci dei ricorsi alla Corte Costituzionale per eventuali vizi di costituzionalità.
“Rebus sic stantibus” ci saranno i tempi tecnici per potere votare con questa nuova legge elettorale?
A ben guardare il primo detto popolare sopra menzionato sembra fatto proprio su misura: circa trent’anni or sono tutti ricordiamo il sistema delle preferenze, della cui inadeguatezza il Paese prese consapevolezza col referendum Segni, quando si arrivò al punto che risultarono inadeguate con la conseguenza che da un sistema proporzionale puro si passò all’attuale sistema bipolare, soggetto a diverse modifiche di consultazione in consultazione.
Dunque tanto chiasso, infinite recriminazioni, battaglie, perché dopo un farraginoso rodaggio, a gran voce tutti tornarono a richiedere il ripristino delle preferenze per mille legittime ragioni.
La Democrazia Cristiana guidata da Angelo Sandri ha sempre lavorato politicamente per il reinserimento delle preferenze dunque per un sistema elettorale proporzionale con sbarramento al 3%.
<< Le riforme, anche le più ardite, anche le più profonde, non ci fanno paura; ci fa paura solo l’impreparazione, la convulsione dei politici e delle masse inesperte, perché queste possono mettere in gioco non solo le riforme, ma anche la libertà di tutti.
E nulla ci è più caro della libertà per poter vivere, lavorare, produrre, divenire ancora un popolo che rispetta sé stesso e si fa rispettare dagli altri >>.
Alcide De Gasperi. Roma, 12 dicembre 1943.
Senza ombra di dubbio le preferenze sono state reintrodotte ed in qualche modo restituiscono seppur solo in parte al cittadino quel ruolo di “arbiter” cosi come statuito dalla Costituzione nella scelta dei propri rappresentanti nelle Camere elettive.
Si, sono state reintrodotte, ma i capilista (destinati alla loro probabile elezione automatica) sono comunque designati dalle segreterie dei partiti.
È venuto fuori un sistema proporzionale davvero ibrido.
Mentre ciò che si auspicava era una vera legge elettorale proporzionale con preferenze cui accompagnare la fattispecie di un cancellierato italiano, sul modello tedesco, con sfiducia costruttiva.
Questa sarebbe stata una riforma istituzionale idonea a conferire maggiore forza al Governo, senza mettere a rischio nè il ruolo centrale del Parlamento, nè l’insostituibile funzione di garanzia del Presidente della Repubblica restituendo effettiva rappresentanza ai cittadini per una democrazia sana, forte e pienamente realizzata.
Perché la Terza Repubblica possa prendere forma essa non sorgerà da reiterate modifiche delle leggi elettorali che di fatto non producono altro che la riproduzione di distorsioni politiche-giuridiche che hanno contraddistinto l’ultimo trentennio.
A detta dei maggiori costituzionalisti italiani con lo “Stabilicum” approvato dall’attuale maggioranza alla guida dell’esecutivo nazionale si assiste al trionfo del bipolarismo della Seconda Repubblica.
Sembra che la preoccupazione principale sia quella di inseguire la governabilità con meccanismi che alterano la rappresentanza invece di tendere ad un equilibrio tra la necessaria stabilità degli esecutivi e l’espressione della volontà popolare.

Conferma di ciò è la previsione del premio di maggioranza al 42%. Cosa vuol dire?
La coalizione che raggiunge tale soglia ha un premio che consisterà nell’aggiunta di un ulteriore quota di parlamentari sia alla Camera, sia al Senato avendo così una maggioranza schiacciante.
A questo punto per dirla con l’interrogativo che era del noto Lubrano, sorge spontanea una domanda: ma siamo sicuri che il 42% sia la maggioranza dei titolari al voto?
Altro criticità da più parti sottolineata è rappresentata dall’esagerato numero di firme per la presentazione delle liste da parte di partiti o movimenti non presenti nelle aule parlamentari unitamente ai capilista bloccati.
È inevitabile che nulla è perfetto ma tutto è perfettibile.
Occorrono dei correttivi, degli emendamenti migliorativi per il bene della democrazia del Paese ma per far questo occorre una forte maturità politica che sappia guardare oltre il confine delle coalizioni e dei partiti di appartenenza, recuperando il nobile spirito dei nostri padri costituenti che ebbero come unico obiettivo la costruzione di un’Italia libera, democratica e pluralista.
Il tutto grazie alla sintesi concretizzatasi nel varo e nella vigenza della nostra Carta Costituzionale, Madre di tutte le leggi.
A cura di Dott. FERNANDO CIARROCCHI (Ascoli Piceno)
fernando.ciarrocchi@dconline.info * cell. 347-2577651 *
Vice-Segretario nazionale Dipartimento Sviluppo-Comunicazione-Marketing della Democrazia Cristiana italiana
Vice-Direttore de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana
Coordinatore della redazione giornalistica de “Il Popolo” della Democrazia Cristiana.
Responsabile nazionale dell’Agenzia Stampa “Libertas”
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