Storie di genitori separati, genitori di serie B, troppo spesso abbandonati a se stessi

Storie di genitori separati, genitori di serie B, troppo spesso abbandonati a se stessi

A cura di Mariella D’Amore (Taranto) * mariella.damore@dconline.info * cell. 338-3891501 *Segretario regionale Movimento femminile e per le Pari Opportunità Democrazia Cristiana della Puglia

Mariella D’Amore (Taranto)

www.ilpopolo.news * www.democraziacristianaonline.it *

< Storie di genitori separati, genitori di serie B, troppo spesso abbandonati a se stessi >.

La Democrazia Cristiana deve scendere in campo per affrontare e contribuire a risolvere le tante (troppe) uestioni sociali che investono ormai milioni di persone nel nostro Paese e che trovano una classe politica/parlamentare troppo assente ed avulsa dal pesante contesto in cui ci troviamo.

Lo sostiene con forza il Movimento femminile e per le Pari Opportunità della Democrazia Cristiana sia a livello di regione Puglia che nel più generale contesto nazionale italiano.

Secondo l’organizzazione pastorale per la carità della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) – ad esempio -, su 4 milioni di padri separati presenti nel nostro Paese, ben 800 mila sarebbero ormai in condizioni di estrema povertà.

E tra loro c’è chi si arrende, che si abbandona a gesti estremi, come addirittura – in certi casi – il suicidio.

Un vero esercito di persone che attende da tanto tempo delle risposte da parte delle Istituzioni.

Delle risposte che però tardano ad arrivare e che se arrivano, sono minime e molto spesso molto carenti, per non dire inesistenti.

I figli di genitori separati hanno bisogno di essere amati da entrambi i loro genitori.

E specie in questo periodo, che tutti abbiamo vissuto, di astinenza delle forme più semplici dei rapporti sociali a cui eravamo abituati, si è visto che i padri separati hanno elemosinato l’incontro con i propri figli.

Il vivere quotidiano ed il rapportarsi con loro anche in piccole e semplici cose ha portati questi padri, molte volte, a fare dei gesti del tutto inconsueti.

Oggi vediamo che molti di loro – per necessità – sono tornati nella famiglia di origine.

Per questo motivo sono “ridiventati” figli, anche se sono padri, perdendo la loro libertà di vivere, di rapportarsi e di condividere con i propri figli dei momenti sereni.

Molti di loro non avendo la possibilità nemmeno di queste situazioni, vivono addirittura in macchina, con tutti i disagi che questo stato di cose arreca.

Molto spesso si recano alle mense dei poveri per avere un pasto caldo.

Molti perdono anche il lavoro e si trovano ad affrontare la depressione più nera perché si sentono responsabili della non riuscita del loro matrimonio, si sentono dei falliti.

La separazione molte volte diventa una guerra fra due persone ed al centro di questo conflitto rimangono i figli che soffrono in silenzio. Questo vale specialmente per i più piccoli, creando in loro dei problemi psicologici che si porteranno dietro per tutta la vita.

Per loro è un abbandono del genitore, perché non sono ancora in grado di capire.

Il tutto inizia quasi come un gioco. Ma non è così, purtroppo, perché non tutti hanno la possibilità di dare loro una casa quando ci si vede.

E soprattutto in questi casi le Istituzioni dovrebbero intervenire creando delle strutture idonee in grado di sopperire a questo stato di cose davvero increscioso ed inaccettabile.

 

Katya Omes (Milano)

SI RINGRAZIA L’ING.RA KATYA OMES (MILANO) PER LA CORTESE COLLABORAZIONE OFFERTA NELLA PUBBLICAZIONE DELL’ARTICOLO.

A cura di Mariella D’Amore (Taranto) * mariella.damore@dconline.info * cell. 338-3891501

*Segretario regionale Movimento femminile e per le Pari Opportunità Democrazia Cristiana della Puglia

www.ilpopolo.news * www.democraziacristianaonline.it *