Il Segretario per i Rapporti Internazionali della Democrazia Cristiana On. Zef Bushati: “La D.C. deve ritornare ad essere un’alternativa in Europa !”

Il Segretario per i Rapporti Internazionali della Democrazia Cristiana On. Zef Bushati: “La D.C. deve ritornare ad essere un’alternativa in Europa !”

< Il Segretario per i Rapporti Internazionali della Democrazia Cristiana On. Zef Bushati: “La D.C.  deve ritornare ad essere un’alternativa in Europa !” >

Appresa la notizia dell’avvenuta nomina a Segretario per i rapporti internazionali della Democrazia Cristiana, abbiamo raggiunto telefonicamente il Prof. Zef Bushati, già Deputato al Parlamento della Repubblica d’Albania; Ambasciatore della Repubblica d’Albania presso la Santa Sede in Città del Vaticano (dal 2002 al 2006); Plenipotenziario presso l’Ambasciata della Repubblica d’Albania in Italia; Presidente della Fondazione Internazionale Papa Clemente XII – Albani.

Ci fermiamo qui perché l’On. Zef Bushati ha un palmares prestigiosissimo e particolarmente denso di autorevoli incarichi ricoperti nell’arco dei suoi cinquant’anni di attività politico- stituzionale, culturale e sociale.

D) Onorevole come ha accolto questo nuovo incarico?

On. Zef Bushati e Angelo Sandri

R) In primis ringrazio il Segretario Politico nazionale Dott. Angelo Sandri e tutti gli amici della Democrazia Cristiana che hanno voluto manifestarmi la loro stina e fiducia nei miei confronti chiamandomi a questo importante incarico in un contesto sociale e storico così difficile e contraddittorio al tempo stesso.

Un incarico che richiede responsabilità, dedizione e disponibilità ad ascoltare e soprattutto al confronto per trovare le migliori soluzioni per tutti.

D) Dal suo osservatorio privilegiato anche nella Sua qualità di ex Ambasciatore presso la Santa Sede, come valuta l’attuale scenario internazionale funestato da guerre e da fenomeni di immigrazione massiccia

R) Dopo la Seconda guerra mondiale, l’Europa occidentale ha costruito un modello sociale fondato sulla democrazia parlamentare, sullo sviluppo economico, sullo Stato sociale e sulla cooperazione tra i popoli.

Negli ultimi decenni, questo modello si è trovato ad affrontare sfide importanti, tra cui l’immigrazione, l’integrazione sociale, l’insicurezza economica, la crisi della rappresentanza politica e l’indebolimento della fiducia nelle istituzioni.

Una parte delle politiche della sinistra europea, in particolare quelle che hanno promosso la liberalizzazione dell’immigrazione es il concetto di una società sempre più multietnica, hanno alimentato un intenso dibattito sulla capacità degli Stati di preservare la coesione sociale e la loro identità culturale.

In alcuni casi, le politiche di integrazione non hanno risposto adeguatamente alle preoccupazioni dei cittadini in materia di sicurezza, occupazione, servizi pubblici e rispetto della legge.

È necessario comprendere che gli Stati Uniti d’America e gli Stati europei hanno storie differenti per quanto riguarda la loro formazione nazionale.

L’America si è sviluppata attraverso successive ondate migratorie, trasformandosi in uno Stato caratterizzato da un’ampia pluralità etnica e culturale.

Zef Bushati con Papa Benedetto XVI

L’Europa, invece, è composta da Stati con storie nazionali, lingue, tradizioni e istituzioni formatesi nel corso dei secoli.

Per questa ragione, i modelli di integrazione e convivenza non possono essere applicati meccanicamente da un continente all’altro.

On. Zef Bushati ricevuto da Papa San Giovanni Paolo II

L’immigrazione può apportare contributi economici, culturali e demografici, ma i suoi risultati dipendono dalle politiche pubbliche, dalla capacità di integrazione, dal rispetto della legge e dalla responsabilità delle istituzioni se questi elementi si indeboliscono, possono emergere tensioni sociali e un senso di insicurezza in una parte della popolazione autoctona.

La responsabilità politica consiste nella capacità dello Stato di prevenire tali problemi, senza ledere la dignità e i diritti fondamentali di alcuna persona.

In questo contesto va interpretata anche la crescita dei partiti della destra radicale in Paesi come la Francia, la Germania, l’Austria e l’Italia.

D) La Democrazia Cristiana in questo contesto quale azione diplomatica può mettere in campo?

R) La Democrazia Cristiana può essere senz’altro vista – a mio avviso – come un’alternativa in Europa.

Proprio in questo periodo di difficoltà, l’eredità della Democrazia Cristiana europea, rappresentata da figure storiche come Robert Schuman, Konrad Adenauer e Alcide De Gasperi, può tornare al centro del dibattito politico.

La Democrazia Cristiana non deve essere uno strumento per alimentare le divisioni tra i popoli, ma una forza politica capace di unire la tradizione alla modernità, la libertà alla responsabilità e i diritti individuali al Bene Comune.

Zef Bushati con On. Romano Prodi

Essa può proporre un modello sociale nel quale l’immigrazione sia gestita in modo legale e responsabile; l’integrazione sia accompagnata dal rispetto della lingua, delle leggi e dei valori costituzionali del Paese ospitante Allo stesso tempo, la Democrazia Cristiana deve difendere il pluralismo, le libertà fondamentali, la solidarietà verso le fasce più deboli e l’uguaglianza davanti alla legge. La tradizione cristiana europea può rappresentare una fonte d’ispirazione per questi valori, senza trasformare la fede religiosa in una condizione per il godimento dei diritti civili.

D) E quale sarà l’Europa che verrà?

 

Zef Bushati con Ministro deli Esteri On. Tajani

R) Il futuro dell’Europa non deve ridursi alla scelta tra una società senza frontiere e un nazionalismo escludente.

La sfida consiste nel costruire un equilibrio democratico: frontiere gestite in modo efficace, immigrazione legale, integrazione concreta, sicurezza pubblica, sviluppo economico e tutela dell’identità nazionale e culturale. 

La Democrazia Cristiana deve tornare a essere un’alternativa europea fondata sulla responsabilità, sulla solidarietà, sulla famiglia, sulla giustizia e sulla dignità umana: una forza al servizio di un’Europa che custodisce la propria identità, rispetta la legge e costruisce il futuro senza abbandonare i valori sui quali si è fondata.

La ringraziamo davvero immensamente di cuore per la sua collaborazione e squisita disponibilità !

 

A cura di Dott. FERNANDO CIARROCCHI (Ascoli Piceno)

fernando.ciarrocchi@dconline.info *  cell. 347-2577651 *

 Vice-Segretario nazionale Dipartimento “Sviluppo-Comunicazione-Marketing” della Democrazia Cristiana italiana

 Vice-Direttore de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana

Coordinatore della redazione giornalistica de “IL POPOLO” della Democrazia Cristiana.

 Responsabile nazionale dell’Agenzia Stampa “Libertas”

 

 

www.ilpopolo.news * www.democraziacristianaonline.it

 

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