< STATO DEMOCRATICO E UNIONE EUROPEA NELLA VISIONE DI ALDO MORO >
Il pensiero di Aldo Moro, insigne statista, accademico, giurista, padre costituente, personalità dai tratti rigorosi e – nello stesso tempo – visionari, spazia su un’infinità di argomenti: essi spesso trattano di nodi non ancora pienamente risolti e che ancora si riverberano nel nostro presente.

Tra i tanti interessanti e, soprattutto attuali, ci sono quelli riguardanti la sua visione di Stato democratico e di Unione Europea.
Nel primo caso Moro sosteneva che “lo Stato democratico, lo Stato del valore umano, lo Stato fondato sul prestigio di ogni uomo e che garantisce il prestigio di ogni uomo, è uno Stato nel quale ogni azione è sottratta all’arbitrio ed alla prepotenza, in cui ogni sfera d’interesse e di potere obbedisce ad una rigida delimitazione di giustizia, ad un criterio obiettivo e per sua natura liberatore”.
Dunque, trattasi di uno Stato rispettoso del valore e della dignità di ogni singola persona e che, nello stesso tempo, si sottrae all’ingerenza di qualsiasi sfera d’interesse e di potere esterna.
Nel secondo caso, il politico, convinto europeista, riteneva che “nessuno è chiamato a scegliere tra l’essere in Europa ed essere nel Mediterraneo, perché l’Europa intera è nel Mediterraneo”.
Egli cioè sosteneva una visione unitaria dell’Europa, intesa come un tutt’uno geografico e storico comprensivo tanto dei Paesi del Nord quanto di quelli situati lungo il bacino del Mediterraneo, Italia compresa.
Riflettendo approfonditamente su questi due pensieri, allo stato attuale delle cose, viene da chiedersi se, ovunque, uno Stato ufficialmente democratico sia in grado di garantire sempre e per tutti pieni e veri diritti umani e se una costruzione comunitaria del tipo dell’Unione Europea sia sempre capace di tenere nella dovuta considerazione ogni suo membro costituente, senza possibilità di favoritismi, né prevaricazioni di alcun tipo.
La realtà dei fatti, purtroppo, rivela che si può essere testimoni della contraddizione anche del più perfetto ed inattaccabile costrutto normativo,
E ciò insegna che, proprio in questi casi, i valori e le idee devono essere difesi con più voce, forza e convinzione.
Ad ogni modo l’On. Aldo Moro suggeriva di fare ricorso in ogni circostanza – e specie nel campo politico, onde evitare possibilità di chiusure e contrasti – allo strumento fondamentale del dialogo, che egli amava definire “il ponte che unisce le diversità nella speranza di un domani più giusto”.
Ed appunto ben per questo Moro è stato unanimemente definito “uomo del dialogo”.
Un ‘esortazione, dunque, quella di Moro, di cui bisogna far tesoro, poiché essa è ancora profondamente valida ed anzi pienamente rispondente alle esigenze del nostro tempo, così complesso e conflittuale e così bisognoso di concordia e rispetto umano.
A cura di Ins. Giuseppina Papa – Democrazia Cristiana Ceccano – Frosinone
giuseppina.papa@dconline.info
Segretaria provinciale del < Movimento Femminile e per le Pari Opportunità > della Democrazia Cristiana provincia di Frosinone
Componente del Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana
Componente della Direzione Nazionale della Democrazia Cristiana
Editorialista de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana

👍🙏👋
Professoressa complimenti davvero. Far conoscere lo Statista Aldo Moro è un azione quanto mai necessaria per alimentare la politica di una visione a 360 gradi lungimirante e fondata sui valori non negoziabili.