GIUSEPPINA PAPA (FROSINONE): IL LINGUAGGIO DELLA POLITICA

GIUSEPPINA PAPA (FROSINONE): IL LINGUAGGIO DELLA POLITICA

< GIUSEPPINA PAPA (FROSINONE): IL LINGUAGGIO DELLA POLITICA. >

Una politica che possa dirsi veramente responsabile, attendibile  ed efficace, deve avvalersi di un linguaggio  chiaro e definito, capace di esprimere  realtà e verità , in grado di fugare dubbi e respingere interpretazioni settarie e personalistiche.

Un linguaggio, pertanto, consono ed adeguato allo scopo principale di un’azione politica che dev’essere, innanzitutto, tutela delle persone e dei loro più  autentici diritti ed interessi.

Tutto questo nell’ ottica del raggiungimento di un Bene Comune, sia sotto il profilo materiale che spirituale, che si traduca in crescita interiore, progresso e pace sociale.

Nella situazione attuale però, in molti casi, le cose sono purtroppo ben diverse.

Pressioni ideologiche per lo più di natura progressista e liberale, tendenti al globalismo, infatti, stanno cercando di trasformare la lingua e con essa il significato stesso delle parole, piegandola all’utilità dei propri valori ed obiettivi  e condannando strenuamente qualsiasi posizione contrastante.

Esempi significativi sono, in questo senso, la cosiddetta cultura “woke” e l’ideologia “gender”.

Insomma, in ultima analisi, si sta sempre più assistendo ad uno scollamento fra parola e significato corrispondente, fra parola e realtà fattuale.

Conscio di questa grave discrasia è anche Papa Leone  XIV che, proprio nel corso di una delle sue ultime udienze, ha parlato di un”indebolimento della parola” paradossalmente “rivendicato in nome della stessa  libertà  d’informazione”.

Egli, a questo proposito, fa notare che “si stanno sempre più riducendo gli spazi per l’autentica libertà d’espressione” e nel contempo si sta sempre più sviluppando “un linguaggio nuovo, dal sapore orwelliano che – nel tentativo di essere sempre più  inclusivo – finisce per escludere quanti non si adeguano alle ideologie che lo animano”.

Pertanto, onde evitare l’avverarsi della famosa profezia contenuta nel celeberrimo libro “1984” di George Orwell, profezia che prefigurava, come noto, un futuro sistema dispotico governato da un partito dominante, autore di una neolingua imposta coattivamente al popolo con lo scopo di realizzare il controllo di ogni individuo ed impedirne l’esercizio del  libero pensiero, occorre impegnarsi per preservare l’integrità semantica di ogni singolo termine linguistico.

Questo a dimostrazione che concetti come libertà, pace e giustizia  passano anche attraverso la corretta interpretazione di simboli e significati e che la politica, quale arte eccelsa di esercizio democratico, non può  esimersi anche da questo particolare tipo di operazione.

 

 

A cura di Ins. Giuseppina Papa (Ceccano/in provincia di Frosinone)

giuseppina.papa@dconline.info

Segretaria provinciale del Movimento Femminile e per le Pari Opportunità della Democrazia Cristiana della provincia di Frosinone

Componente del Consiglio nazionale della Democrazia Cristiana italiana

Componente della Direzione Nazionale della Democrazia Cristiana italiana

Editorialista de IL POPOLO della Democrazia Cristiana