VANGELO DEL GIORNO – Domenica 24 Giugno 2018 – Natività di San Giovanni Battista

VANGELO DEL GIORNO – Domenica 24 Giugno 2018 – Natività di San Giovanni Battista

« Signore, da chi andremo ? Tu hai parole di vita eterna » Gv 6,68

VANGELO DEL GIORNO – Domenica 24 Giugno 2018

Natività di San Giovanni Battista, solennità

Santo(i) del giorno : S. Maria Guadalupe García Zavala, cofondatrice (1878-1963), S. Rumoldo di Mechelen (B), martire (720-755)

Meditazione del giorno – San Massimo di Torino : “Egli deve crescere e io invece diminuire”

********************************************

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 1,57-66.80.

Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei la sua misericordia, e si rallegravano con lei.

All’ottavo giorno vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo col nome di suo padre, Zaccaria.
Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni».
Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse.
Egli chiese una tavoletta, e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati.

In quel medesimo istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose.
Coloro che le udivano, le serbavano in cuor loro: «Che sarà mai questo bambino?» si dicevano. Davvero la mano del Signore stava con lui.

Il fanciullo cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.

Traduzione liturgica della Bibbia

**********************************************

Meditazione del giorno:

San Massimo di Torino (? – ca 420), vescovo
Discorso 99; PL 57, 535
“Egli deve crescere e io invece diminuire”

A giusto titolo, Giovanni Battista può dire del Signore nostro Salvatore: “Egli deve crescere e io invece diminuire” (Gv 3,30). Questa verità si compie nello stesso momento: alla nascita di Cristo, i giorni aumentano; a quella di Giovanni, diminuiscono… Quando apparve il Salvatore, il giorno, chiaramente, crebbe; va indietro dal momento in cui nacque l’ultimo profeta, poiché è scritto: “La Legge e i Profeti fino a Giovanni” (Lc 16,16). Era inevitabile che l’osservanza della Legge si oscuri nelle tenebre quando la grazia del Vangelo comincia a risplendere; alla profezia dell’Antico Testamento succede la gloria del Nuovo…

L’evangelista dice a proposito del Signore Gesù Cristo: “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo” (Gv 1,9)… E’ nel momento in cui la lunghezza della notte copriva quasi l’intera giornata che l’arrivo del Signore ha immediatamente gettato tutta la sua luce. Se la sua nascita ha cacciato le tenebre del peccato dell’umanità, la sua venuta ha messo fine alla notte e portato agli uomini la luce ed il giorno…

Il Signore dice che Giovanni è una lampada: “Egli era una lampada che arde e risplende” (Gv 5,35). La luce della lampada impallidisce quando brillano i raggi del sole; la fiamma si abbassa, vinta dal rifulgere di una luce più radiosa. Quale uomo ragionevole usa una lampada in pieno sole?… Chi vorrebbe ancora ricevere il battesimo di penitenza di Giovanni (Mc 1,4), quando il battesimo di Gesù porta la salvezza?

******************************************

“Egli deve crescere e io invece diminuire”

Ci sono persone che rendono onore alla razza umana, uomini e donne che nelle loro scelte e nel loro operato ci fanno sentire orgogliosi di appartenervi. Giovanni è sicuramente fra questi: chiamato fin da bambino ad assumere un ruolo scomodo, quello del profeta, ha vissuto questo compito con grande serietà, diventando il punto di riferimento per un intero popolo alla ricerca di Dio. Ricerca che la rinata classe sacerdotale, sorta intorno al tempio in costruzione, evidentemente non riusciva a soddisfare. Quanta credibilità deve dimostrare un profeta per convincere migliaia di persone a scendere nel deserto per ascoltare una sua parola? Eppure anche per noi oggi è così: la fame e la sete di infinito che portiamo nel cuore ci spingono alla ricerca di parole che possono orientare le nostre scelte. Sempre più spesso, purtroppo, la nostra ricerca si indirizza verso parole poco credibili, bizzarre, stregonesche. Sul bisogno di felicità che portiamo nel cuore la società contemporanea ha costruito un intero sistema finanziario. Ciò che ci è necessario è, invece, una parola che ci conduca a Dio, che vada dritto all’essenziale. Una Parola di cui Giovanni è diventato voce.

(PAOLO CURTAZ)

0 0 votes
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments