UN’ALTRA “PERLA” DEL DECRETO “CURA ITALIA”: UNO SCUDO PENALE PER IL “CORONAVIRUS”.  UN EMENDAMENTO (A FIRMA PD ) PER CAUTELARSI DALLE PROPIE EVENTUALI RESPONSABILITA’ POLITICHE.

UN’ALTRA “PERLA” DEL DECRETO “CURA ITALIA”: UNO SCUDO PENALE PER IL “CORONAVIRUS”.  UN EMENDAMENTO (A FIRMA PD ) PER CAUTELARSI DALLE PROPIE EVENTUALI RESPONSABILITA’ POLITICHE.

A cura di DANILO BAZZUCCHI (Perugia) * danilo.bazzucchi@ilpopolo.news * Vice-Responsabile nazionale Ufficio stampa della Democrazia Cristiana.

Danilo Bazzucchi (Perugia)

< UN’ALTRA “PERLA” DEL DECRETO “CURA ITALIA”: UNO SCUDO PENALE PER IL “CORONAVIRUS”.  UN EMENDAMENTO (A FIRMA PD) PER CAUTELARSI DALLE PROPRIE EVENTUALI RESPONSABILITA’ POLITICHE >.

In piena pandemia, mentre si continua a morire e a soffrire a causa di questo maledetto virus ed emergono impietose le cifre reali dei decessi, mentre arrivano le tantissime e continue testimonianze di coloro che hanno perso i loro congiunti, sia a casa che negli ospedali, nei Palazzi romani c’è già chi si organizza, mettendo le mani avanti, preparando uno scudo penale, non solo per i medici e sanitari (cosa giusta e doverosa), ma anche per chi ha avuto ed ha la responsabilità della gestione di questa crisi.

Praticamente si sta cercando di eliminare il reato di epidemia colposa e mantenere solo quello di epidemia dolosa.

Gli emendamenti al Decreto Cura Italia, presentati sia dai partiti della maggioranza che della opposizione, sono finalizzati a ridefinire, durante il periodo del Covid19, lo spazio di responsabilità per i medici ed operatore del settore.

Tra le varie richieste, c’è quella dell’esonero totale che cancellerebbe la responsabilità penale, civile, amministrativa ed erariale di tutti gli operatori.

C’è la richiesta di rendere perseguibili penalmente le sole colpe gravi, fino a richiedere il patrocinio gratuito dello Stato a chi sarà accusato di presunte colpe.

Da ieri il “Cura Italia” è all’esame della Commissione Bilancio del Senato.

L’emendamento a prima firma Sen. Marcucci (Partito Democratico) – che ha già ricevuto il parere favorevole del Governo – chiede, tanto per essere chiari, di limitare la punibilità penale per:  – le strutture sanitarie e socio sanitarie pubbliche e private e gli esercenti le professione sanitarie, professionali e tecniche amministrative del Servizio sanitario – alle sole violazioni “macroscopiche di colpa grave”.

Però, secondo il testo presentato dal Sen. Marcucci, lo scudo non protegge solo le “condotte professionali”, ma anche le “condotte gestionali o amministrative” purché non” sia stato accertato il dolo del funzionario o dell’agente che le ha poste in essere o vi ha dato esecuzione.

“Approvare un tale emendamento”, tuona l’Avv. Roberto Trussardi di Bergamo che segue da vicino il caso di Alzano Lombardo, “significa condonare penalmente i tre quarti degli eventi che sono successi in questo periodo, tranne i casi gravissimi”.

“Se le condotte gestionali o amministrative, anche se eclatanti, non potranno essere perseguite se non c’è dolo, significa che non si potranno mai perseguire”.

Quindi la vera novità di questa modifica, che potrebbe essere inserita nel Decreto Cura Italia, è la protezione fornita ai burocrati e ai dirigenti amministrativi, è ovvio che una cosa del genere farebbe sorgere il dubbio che il vero scopo della norma è quello di tutelare la direzione politica e gestionale dell’emergenza Covid19, anche perché come primo effetto faciliterebbe la difesa dei futuri imputati.

Fortemente contrario e critico a questo emendamento anche il Sen. De Falco (Gruppo Misto):

“Qui si sta cercando di precostituire una assoluzione per le responsabilità che in realtà non hanno carattere sanitario o medico, ma manageriale, probabilmente politico”.

Il Sen. De Falco non si ferma ed aggiunge “la responsabilità dei medici è già coperta da una recente legge, quindi non capisco quale sia la necessità di un emendamento di questo tipo. Tutti gli operatori sanitari stanno dando un contributo enorme, se però vengono mandati al fronte con quelle mascherine swifter che non servono a niente, bisogna stabilire chi ha certificato che quei dispositivi fossero ritenuti idonei. Qualcuno ne dovrà rispondere, anche perché poi le persone muoiono”.

L’emendamento sarà discusso in aula in questi e come sempre vi terremo al corrente.

A cura di DANILO BAZZUCCHI (Perugia) * danilo.bazzucchi@ilpopolo.news * Vice-Responsabile nazionale Ufficio stampa della Democrazia Cristiana.

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