Sabato 22 settembre 2018 a Roma presentazione del libro di Anna Rita Santoro “Prospetto psicografico di Aldo Moro”.

Sabato 22 settembre 2018 a Roma presentazione del libro di Anna Rita Santoro “Prospetto psicografico di Aldo Moro”.

di ANGELO SANDRI (Udine)

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*SABATO 22 SETTEMBRE 2018 – PRESSO LA MONDADORI DI ROMA – VERRA’ PRESENTATO IL LIBRO DI ANNA RITA SANTORO: PROSPETTO PSICOGRAFICO DI ALDO MORO.

Sabato 22 settembre 2018, alle ore 17.30, presso la Mondadori di Roma, sita al numero 18 della centralissima Via Piave, avrà luogo la attesa presentazione del libro su “ALDO MORO” scritto da ANNA RITA SANTORO.

Il libro si intitola <PROSPETTO PSICOGRAFICO DI ALDO MORO>.

L’autrice sarà lieta di poter incontrare i graditi ospiti, avendo cura di presentare personalmente la propria ultima fatica editoriale che ha già ottenuto notevoli consensi di pubblico e di critica.

LA FIGURA DI ALDO MORO.

Aldo Moro nasce il 23 settembre 1916 a Maglie, in provincia di Lecce, da Renato Moro (era un ispettore scolastico) e da Fida Stinchi (che era un insegnante elementare di Cosenza). Dal matrimonio nascono cinque figli: Alberto, Aldo, Salvatore, Maria Rosaria, Alfredo Carlo.

Nel 1934 Aldo consegue la maturità classica presso il Liceo Archita di Taranto e nello stesso anno si trasferisce con la famiglia a Bari, laddove si iscrive all’Università di giurisprudenza. Nel 1938 si laurea in giurisprudenza con una tesi su “La capacità giuridica penale”. In quell’anno viene anche nominato assistente volontario alla cattedra di Diritto e procedura penale.

Viene eletto nel 1939 presidente nazionale della FUCI. Nel 1941 gli viene conferito l’incarico di Filosofia del Diritto e di Storia e Politica coloniale all’Università di Bari, incarico che lascia nel 1963 per trasferirsi alla Facoltà di Scienze politiche della Sapienza di Roma dove occupa la cattedra di istituzioni di Diritto e Procedura Penale.

Nel 1944 si iscrive alla Dc e nel 1945 viene nominato presidente del Movimento dei laureati di Azione Cattolica.

Nell’aprile 1945 si sposa a Montemarciano in provincia di Ancona con Eleonora Chiavarelli, conosciuta tempo prima a Roma. La moglie, laureata in Lettere gli dà quattro figli: Maria Fida (1946), la primogenita laureata in Scienze politiche e giornalista; Anna Maria (1948), figlia secondogenita, specializzata in neuropsichiatria infantile, lavora come medico; Maria Agnese (1958), figlia terzogenita, laureata in psicologia, lavora alla biblioteca centrale della Cisl; Giovanni (1958), figlio quartogenito.

Nel 1946 viene eletto alla Costituente con 27.801 voti di preferenza. Viene nominato Vice-Presidente del gruppo democristiano alla Costituente.

Nel 1956 nel VI Congresso Dc viene eletto Consigliere Nazionale,e nel 1957 nominato ministro della Pubblica Istruzione; dopo appena un anno diviene capolista della Dc nella circoscrizione di Bari-Foggia per la Camera dei Deputati.
Nel febbraio del 1959 viene eletto Segretario politico della Dc.

Nel 1963 è rieletto deputato sempre nella circoscrizione di Bari-Foggia con 225.991 voti di preferenza. Costituisce il suo primo governo, un governo di centrosinistra dove concorrono Dc, Psi, Psdi, Pri.

Nel 1966 costituisce il terzo governo quadripartito di centrosinistra, e nel 1968 viene eletto alla Camera dei Deputati. Dopo un anno forma la sua corrente che all’XI Congresso della Dc a Roma, e viene nominato ministro degli Esteri. Nel 1972 viene nominato presidente della Commissione Affari esteri della Camera dei Deputati.

Nell’anno 1973 è riconfermato ministro degli Esteri. Nel mese di luglio del 1976 viene eletto presidente del Consiglio Nazionale della Dc.

Nel 1978 nel mese di febbraio nella riunione dei gruppi parlamentari democristiani di Camera e Senato alla fine del discorso decisivo, ottiene il consenso alla nascita del nuovo governo del Pci.

Il 16 marzo 1978, mentre si sta recando alla Camera per il voto al nuovo governo, viene rapito dalle Brigate rosse; in quell’occasione muoiono gli uomini della sua scorta: Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera. Aldo Moro viene ucciso dopo una prigionia di 55 giorni con dieci colpi di pistola. Il suo corpo viene ritrovato il 9 maggio dentro il portabagagli di una Renault 4 rossa parcheggiata in via Caetani a Roma. Viene sepolto nel comune di Torrita Tiberina. Aveva 61 anni.

PRESENTAZIONE DI ANNA RITA SANTORO.

Anna Rita Santoro

<< Sono Anna Rita Santoro, nata a San Pietro Vernotico provincia di Brindisi. Ho studiato Psicologia, Criminologia e Grafologia e sono iscritta come perito C.T.U. al Tribunale di Brindisi come Grafologa e Valutazione sui presunti abusi o maltrattamenti ai minori.

Sono stata nominata Generale di Brigata presso N.O.S., Crocerossina, Poetessa e Scrittrice Internazionale.

Dal luglio del 2018 ricopro l’incarico di Segretario provinciale del Dipartimento < Sviluppo e cultura > della DEMOCRAZIA CRISTIANA della provincia di ROMA (incarico prot. num. 085/2018 – provinciali D.C. ).

A. R. Santoro ritratta insieme a Michelangelo Letizia (Paese Roma)

Collaboro con varie testate giornalistiche tra cui la storica testata de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana (coordinato giornalisticamente da ANTONIO GENTILE) e con PAESE SERA di Roma (collaborando proficuamente con il Direttore MICHELANGELO LETIZIA).

Sono iscritta alla Federazione Unitaria Italiana Scrittori (FUIS). Grazie al mio Prof. Ivan Potì dell’Università di Lecce, mi ha fatto capire che avevo le doti e le potenzialità per essere una grande scrittrice.
E così ho ascoltato il mio Prof. di Grafologia, unendo Insieme nelle mie opere le tre qualità: l’arte “scrivere”, la cultura “i personaggi storici” e la nuova scienza “la grafologia”.

La mia prima opera scritta nel 2013 “Giuseppe Melli”, è stata molto apprezzata dal cantante Max Pezzali alla Feltrinelli di Brindisi.
La seconda opera che ho scritto nel 2016 “Guido Gozzano” è stata scritta con più autori Piemontesi, per il centenario della scomparsa di Guido Gozzano. La presentazione dell’opera è avvenuta al Salone Internazionale del libro a Torino, l’opera è stata molto apprezzata anche da Vittorio Sgarbi ed io fui ntervistata dalla FUIS.
La terza opera è stata scritta quest’anno (2018) e riguardava “Aldo Moro” (nel quarantesimo anniversario della sua scomparsa). L’opera è stata protagonista al Salone Internazionale del libro a Torino ed io, anche questa volta, sono stata intervistata sulla mia opera riguardante Aldo Moro e ho ricevuto molti complimenti per essermi impegnata in un lavoro tanto delicato.

Ho voluto dedicare al Presidente Aldo Moro questa opera – un frammento di una produzione più ampia e articolata – degli interventi e degli scritti di Aldo Moro, per ricordare, anche nel tempo della politica sui social, in quanto Egli è stato una delle figure più rappresentative della vita politica e civile del nostro Paese.

Un personaggio tra i più rilevanti della nostra storia repubblicana. Riproporre e ricordare, a quarant’anni dal suo sequestro e della sua morte, la figura e la vicenda politica e umana di Aldo Moro è stato, anche per me, molto importante.

Aldo Moro è stato un autorevole e convinto uomo di parte e di partito e allo stesso tempo uomo delle istituzioni, capace di percepire i mutamenti sociali e politici della sua epoca. Tentava di governarli e, prima ancora, di capirli, riuscendo ad “immaginare” spazi laddove altri vedevano soltanto strettoie, opportunità dove altri vedevano essenzialmente pericoli. Questo è forse uno, fra tanti, dei lasciti più importanti di Moro: la capacità e la volontà di sperimentare nuovi assetti, di spingere il proprio pensiero oltre il contingente, di perseguire, in tutte le occasioni che lo hanno visto protagonista, gli ideali di libertà e democrazia attraverso una prassi costante di allargamento della partecipazione alla vita politica.

Per raggiungere il mio obiettivo di descrivere la personalità di Moro, il mio impegno principale è stato quello di seguire alcuni aspetti fondamentali della biografia di Moro: dalla fase del suo impegno in Assemblea Costituente, e quella della politica estera, sia come Ministro degli Esteri che in qualità di Presidente del Consiglio, al contenuto dei suoi manoscritti e il suo prospetto psicografico della personalità.

Ho analizzato i manoscritti di Aldo Moro sia nella vita quotidiana, e sia nella vita vissuta come prigioniero delle Brigate Rosse, e confrontando i manoscritti di Moro, nella sua vita solita e quella della prigionia.

Ho inserito anche del materiale (foto, documenti e articoli di giornali, anche de “Il Popolo”) dell’Archivio Centrale di Stato che non sono stati mai pubblicati.

Alla fine di quest’opera, posso dire di me che sono soddisfatta di aver potuto dedicare la mia opera ad un Grande Statista, Professore, Politico, Scrittore, ma soprattutto una persona UMILE, con i Valori Cristiani, un uomo per bene. “Condannato” per colpe non commesse, ucciso dalle Brigate Rosse. >>

ANGELO SANDRI (Udine)

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