Dimenticati e silenziosi sono 5 milioni gli anziani soli: la Dc scende in campo.

Una piccola minoranza silenziosa, ma in continua crescita. In Italia sono 5,6 milioni gli anziani soli e nella stragrande maggioranza hanno bisogno di aiuto e assistenza a casa.

Dimenticati e silenziosi sono 5 milioni gli anziani soli: la Dc scende in campo.

Chiede aiuto, dice che è stata rapinata. Quanti anni ha, signora? «Novantatrè». Sul posto, in zona San Carlo dell’Arena, accorre una pattuglia. Gli agenti, preoccupati dalla telefonata ricevuta, arrivano in fretta. Ma la signora non è legata, è tranquilla, sta bene, i capelli ordinati, il vestito blu. La rapina, in realtà, non c’è mai stata. La signora ha chiamato perché si sentiva sola. Dopo una certa età ci si sente spesso dimenticati. E quando le città si svuotano, le scuole chiudono e i bambini se ne vanno, il vuoto si fa sentire e pesa. Quello della solitudine è un problema sottovalutato nella nostra società, che vive di velocità e ignora la lentezza.

Come se la gente sui social e le persone fuori, vivessero su binari paralleli che non si incontrano. Ma c’è un’altra signora, la cui foto sta facendo il giro del web. Lei cuce presine e centrini davanti al Tribunale di Roma con i suoi ferri da maglia. Lei lo fa per non rimanere chiusa in casa, «per sentirsi attiva» e «per uscire all’aria aperta», ma «non ha bisogno di aiuti economici» perché di lei si prende cura il figlio. E c’è anche quel signore, la cui immagine girava sui social, che ogni giorno porta la fotografia di sua moglie sul lungomare di Gaeta per farle vedere il mare. La foto, che lo ritrae di spalle, è stata scattata dal titolare dell’Antica pizzeria Ciro ci regala un retrogusto amaro perché racchiude insieme la dualità di due concetti: amore e dolore.

Altro caso di tenerezza e della  nonnina, invalida, residente a Marano di Napoli, ha telefonato al centralino chiedendo un poʼ di conforto …”Potete farmi compagnia?”. E’ stata questa la richiesta arrivata al centralino dei carabinieri di Marano di Napoli nella sera della Vigilia. Non è la solita chiamata di soccorso: dall’altro capo del telefono c’è una nonnina di 90 anni, invalida, sola a casa in un giorno di festa, con i figli lontani. “Per favore, mi fare compagnia?”, ripete con una voce sottile all’operatore del 112. “Voglio solo parlare un po’, sono sola”, spiega. E’ così che viene allertata una pattuglia che si reca direttamente a casa dell’anziana. Natale salvo, per lei, con le divise dell’Arma.

Ma la solitudine accompagna un fenomeno che stiamo imparando a conoscere e con cui dovremo fare presto i conti: l’invecchiamento della popolazione. Come riporta LaPresse, in Italia c’è «la bomba invecchiamento», oltre 5 milioni di anziani vivono soli. E la bomba esploderà presto. Secondo l’Istat, l’innalzamento dell’età della popolazione porterà con sé diverse problematiche: aumenteranno le persone non autosufficienti e la solitudine e l’emarginazione sociale diventeranno fenomeni diffusi. I problemi saranno cure e assistenza. Ma anche pensioni e previdenza.

«Oggi, tre lavoratori hanno sulle spalle un anziano, domani saranno solo in due a sostenerlo»: questo è quello che segnalano le proiezioni sociodemografiche e sanitario-assistenziali elaborate dall’Istat per Italia Longeva (rete nazionale sull’invecchiamento e sulla longevità attiva). Le previsioni, presentate agli Stati generali dell’assistenza a lungo termine al ministero della Salute, considerano il periodo tra il 2030 e il 2050 e mostrano uno scenario preoccupante: la popolazione diminuisce e, contemporaneamente, invecchia. «Nei prossimi 50 anni le generazioni maggiormente a rischio di non autosufficienza passeranno da un quinto a un terzo della popolazione italiana», dice Boeri. Nel 2030, le disabilità interesseranno 5 milioni di anziani. E allora, forse è meglio prepararci perché il futuro ci guarda dritti in faccia e ci chiede attenzione.

Vorremmo ricordare che ci sono dei doveri da assolvere su chi non può più pensare a se stesso, perché ci sono anche conseguenze penali per chi omette l’assistenza ai propri cari anziani:

Mancanza di cure: quali conseguenze?

La mancanza di cure nei confronti dei genitori anziani da parte dei figli comporta la violazione degli obblighi di assistenza familiare (con reclusione fino ad 1 anni e multe da 103 a 1032 euro).

Il non prendersi cura di genitori anziani incapaci, invece, prevede un reato per il quale è prevista reclusione da 6 mesi a 5 anni.

In caso di incapacità e bisogno concreto dei genitori tutti i figli sono tenuti a concorrere alle cure dei genitori in base alla proprie possibilità economiche anche se non convivono con essi. Se un figlio non è in possesso di mezzi economici può provvedere ospitando il genitore o prestandogli cure con la sua presenza.

Se tra i figli non c’è accordo sulla cura dei genitori la cosa migliore è quella di nominare un amministratore di sostegno, scelto tra uno dei parenti, con il compito di curare gli interessi dell’anziano e di rendicontare periodicamente al giudice la situazione.

Amministratore di sostegno: iter per nomina

La richiesta dell’amministratore di sostegno può essere presentata davanti al giudice tutelare del luogo in cui risiede il beneficiario in una forma di ricorso da depositare nella cancelleria centrale. Il ricorso deve contenere:

– generalità, residenza e dimora abituale del beneficiario;

– generalità, domicilio ed eventuale grado di parentela del ricorrente (se il ricorrente è responsabile del servizio sanitario deve indicarlo);

– generalità e domicilio del coniuge, degli ascendenti e dei discendenti, degli ascendenti dei fratelli e dei conviventi del beneficiario, laddove conosciuti dal ricorrente;

– se vi sono, generalità e domicilio del tutore o del curatore (nel caso di minore o di soggetto già interdetto o inabilitato);

– le ragioni per cui si richiede la nomina dell’amministratore di sostegno;

– l’indicazione degli atti per il compimento dei quali si rende necessaria l’assistenza o la rappresentanza dell’amministratore di sostegno;

– l’esposizione dei fatti posti alla base della domanda;

– le conclusioni, inclusa l’indicazione della persona proposta come amministratore di sostegno;

– la sottoscrizione del ricorrente, se sta in giudizio personalmente, oppure del suo difensore. Il difensore deve indicare il proprio codice fiscale, l’indirizzo di PEC ed il numero di fax.

Al ricorso bisogna allegare copia dei documenti di identità del beneficiario, il suo certificato di residenza, il suo stato di famiglia e il suo certificato storico anagrafico. Bisognerà allegare, inoltre, la documentazione medica e copia della dichiarazioni fiscali.

Ricordatelo sempre, anche noi un giorno saremo non più giovani e con qualche difficoltà, quindi pensate a cosa state facendo ora a queste persone anziane.

Nella nostra bella Italia ogni anziano e anziana, anche se non ha nipoti o figli, deve essere considerato un “nonno”, ovvero una risorsa, una fonte di esperienza e sapienza per tutti, anche per i più giovani. Dobbiamo, quindi, ricollegare le generazioni e riappropriarci di una cultura dell’accoglienza e della valorizzazione dell’anziano, anche all’interno delle nostre famiglie. Dove non c’è onore per gli anziani non c’è futuro per i giovani, ha detto Papa Francesco in una delle sue udienze quest’anno. Un concetto che condividiamo e da cui stiamo ripartendo. La Democrazia Cristiana è sempre stata vicino ai valori della famiglia e a protezione dei più deboli, ci sono gli sportelli al cittadino, banco alimentare e dei farmaci. Ricordatelo gli anziani non vanno lasciati soli, specialmente con l’arrivo delle feste.

Informazioni sul sito : www.democraziacristianaonline.it

di Antonio gentile