Bob Marley, il profeta rasta che voleva cambiare il mondo con la musica e l’amore.

Nato in uno dei ghetti più duri della Giamaica, Marley è diventato un eroe per milioni di persone con canzoni che parlano di sofferenza e salvezza, costruendo un’eredità il cui valore è andato avanti per decenni dopo la sua morte.

Bob Marley, il profeta rasta che voleva cambiare il mondo con la musica e l’amore.

Chi non si ricorda la musica che arrivava attraverso le prime radio libere anni 70 e i dei jukebox con musica caraibica della Giamaica e del mito chiamato Bob Marley. Quest’anno sono trascorsi 37 anni dalla sua morte avvenuta a causa di un tumore, il suo nome era universale, Robert Nesta Marley è stato più di un semplice musicista, è la figura più nota e importante della musica reggae, ma è stato anche ambasciatore di tutta un’isola – la Giamaica – e divulgatore di valori quali la libertà e l’uguaglianza. Aveva 36 anni, era un mito quando era in vita, è diventato leggenda dopo la morte – avvenuta a Miami l’11 maggio 1981, le sue ultime parole rivolte al figlio Ziggy furono “Money can’tbuy life”, “I soldi non possono comprare la vita”: furono il suo testamento, il manifesto di come aveva vissuto cercando la libertà attraverso la musica.

Fu sepolto, dopo i funerali di stato, accanto alla sua casa natale a Nine Mile, in Giamaica, con la sua chitarra, un pallone di calcio, una copia della Bibbia, un anello e una scorta di Marijuana.

 

Dopo gli anni violenti del terrorismo anche in Italia c’era voglia di altra musica, di messaggi positivi, di pace, di spiritualità e di marijuana: l’erba che Marley, come prescritto dalla sua religione rasta, considerava sacra, un mezzo di contatto con Dio, dal quale traeva ispirazione per le sue canzoni, sosteneva che «l’erba è come la frutta, mantiene in forma e libera la mente» e obiettava che se «Dio ce l’ha data» non può essere illegale, altrimenti sarebbe «illegale anche Dio». Bob era nato in Giamaica il 6 febbraio 1945 a Nine Mile, figlio di un ufficiale di marina bianco di origini inglesi e di una donna di colore, Cedella Booker. Una unione malvista sia dai bianchi, sia dai neri e che fece sperimentare al piccolo Bob il razzismo di entrambi i colori.

 

Video originale del noto brano NO WOMEN NO CRAY (Donna non piangere)

Il nome Bob Marley & the Wailers, divenne famoso in tutto il mondo, poi con la  sigla, BMW, che fu l’unica ragione che lo spinse a comprare un’auto della casa tedesca: «non certo perché amo le auto di lusso».

Nel 1975 con il singolo «No Woman, No Cry», scala le classifiche di mezzo mondo, seguito l’anno dopo da «Rastamanvibration».  In Inghilterra, dove si trasferì forse in seguito ad un attentato di cui fu vittima prima di un concerto in Giamaica, ebbe un successo strabiliante con «Exodus», definito il miglior album del secolo.

Robert Nesta Bob Marley è stato un cantautore, chitarrista e attivista giamaicano. Ha contribuito a sviluppare e diffondere in tutto il mondo uno stile di vita generalmente identificato con la musica reggae, che peraltro lo rese popolare fuori dalla Giamaica. In riconoscimento dei suoi meriti, un mese dopo la morte fu insignito del prestigioso Jamaica Order of Merit.

di Antonio Gentile