ANCHE LA POLITICA ITALIANA SI STA SURRISCALDANDO …. COME IL CLIMA !

La stringente morsa di caldo africano che da alcuni mesi attanaglia la nostra penisola da Nord a Sud sembra che non voglia affatto mollare la presa, con inevitabili effetti negativi in ogni ambito.
Lo scioglimento dei ghiacciai è da anni un fenomeno più che manifesto.
Ad esso in questi ultimi mesi sta seguendo a ruota l’altro fenomeno altrettanto preoccupante dello sgretolarsi della pietra delle montagne mutando l’orografia del sistema montuoso.
Ebbene, a questo punto, il caldo torrido africano, non risparmia neppure la politica italiana surriscaldando oltremodo le preposte stanze del potere.
Sarà il caldo asfissiante, sarà l’approssimarsi delle prossime elezioni politiche nazionali, ma sta di fatto che tutto il sistema politico nazionale è in forte fibrillazione.
È il caso di dire che l’ondata di caldo torrido che da settimane staziona nella nostra Italia liquefà anche le coalizioni politiche ed i partiti nel loro insieme.
La compagine governativa non è certo esente dal clima surriscaldato reso ulteriormente ancora più pesante dall’ultima vicenda politica che ha visto la Regione Veneto approvare la legge regionale sul fine vita.
Il Patriarca della Diocesi di Venezia Mons. Francesco Moraglia (Presidente della Conferenza Episcopale Triveneta) esprime l’amarezza della Chiesa veneta e la preoccupazione per le persone fragili e sole.
A tal riguardo Egli afferma: “Nessuno va lasciato morire solo senza un conforto”.
L’alto prelato nella sua lettera continua.
“Il rischio è quello di aprire a un soggettivismo interpretativo rendendo sempre più difficile stabilire i criteri oggettivi per valutare una sofferenza come insopportabile”.
“Non ha vinto o perso qualcuno. Ma che un modello di vicinanza umana è stato in qualche modo ferito e limitato”.
Il Veneto regione a guida del Centro destra ha compiuto questa scelta che ha sconcertato un pò tutti !
E’ un fatto politico e valoriale non di poco conto, totalmente contrario al dettato della Chiesa che sulla sacralità della vita dall’alba al tramonto ha avuto sempre una posizione più che chiara la quale non ha mai adito a fraintendimenti.
Altro elemento che scuote la compagine di Governo è il fattore Vannacci.
Il Generale quotidianamente sta erodendo pacchetti di tessere, consenso e credibilità ai partiti della coalizione di centro destra – vedasi soprattutto Lega, Forza Italia – quest’ultima superata da Futuro Nazionale nei sondaggi più recenti e parte anche di Fratelli d’Italia. Con ciò sta scompigliando gli assetti.
L’Italia però, nolente o volente, fa parte dell’Europa, dell’Alleanza Atlantica e di altri organismi internazionali che in politica estera hanno un peso politico non indifferente e di ciò Il Presidente del Consiglio ne è ben consapevole.
A questo punto si pone una domanda dall’apparenza scontata, ma comunque imprescindibile: come far coesistere il Vannacci pensiero all’interno di una coalizione, pur di centro destra, con l’europeismo e l’atlantismo?
Tutto ciò è “conditio sine qua non” per il beneplacito delle cancellerie internazionali.
Anche nel Centro-sinistra non riescono ancora ad individuare un candidato premier che possa giocarsi la partita alle politiche del 2027.
Il campo largo è soggetto a tante variazioni ( ora è largo, ora è ristretto).
Un antico proverbio vale per tutta la politica “in politica ciò che è vero oggi non è vero domani”.
Comunque il Vannacci pensiero spariglia le carte anche nel Centro sinistra, tanto è diventata una preoccupazione comune per entrambi gli schieramenti (ovviamente, ciascuno dal proprio punto di vista).
Come farVi fronte ? Riflettendo insieme sulla data delle prossime elezioni?
Propendere per un’election day accorpando amministrative e politiche?
Apportare i necessari correttivi in senso proporzionale alla legge elettorale ora al vaglio del Senato?
Nulla esclude inoltre che in un contesto politico così cinetico, in continuo movimento, non possa prefigurarsi la concreta ipotesi di un ritorno da protagonista del < CENTRO POLITICO > sulla scena politica italiana.
Un Centro che probabilmente potrebbe assumere altre sigle, senza però prescindere dal DNA della Democrazia Cristiana, garante – come sempre – di libertà, di pace, di progresso.
<< L’importante – sottolinea il Segretario politico della Democrazia Cristiana dott. Angelo Sandri (Udine) – è che al centro della nostra azione politica permanga “in primis” la difesa della dignità della Persona, con i Suoi fondamentali diritti e le Sue tutele da dover difendere.
Dobbiamo sviluppare un’azione che metta al bando gli estremismi politici, il che potrebbe restituire all’Italia una maggiore credibilità per affrontare con più autorevolezza le sfide globali che incombono di giorno in giorno.
L’Italia fondamentalmente per sua natura resta moderata. Necessita di una forza democratica moderata, non solo nei contenuti di ispirazione cristiana, ma anche nei modi in cui la diplomazia possa avere la priorità sia nei confronti interni, sia nello scenario internazionale.
Una forza politica tranquilla ma determinata, perchè forte nei valori e nella Storia. >>

A cura di Dott. FERNANDO CIARROCCHI (Ascoli Piceno)
fernando.ciarrocchi@dconline.info * cell. 347-2577651 *
Vice-Segretario nazionale Dipartimento Sviluppo-Comunicazione-Marketing della Democrazia Cristiana italiana
Vice-Direttore de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana
Coordinatore della redazione giornalistica de “Il Popolo” della Democrazia Cristiana.
Responsabile nazionale dell’Agenzia Stampa “Libertas”
