VANGELO DEL GIORNO  – Martedì 26 Giugno 2018

VANGELO DEL GIORNO  – Martedì 26 Giugno 2018

VANGELO DEL GIORNO  – Martedì 26 Giugno 2018

« Signore, da chi andremo ? Tu hai parole di vita eterna » Gv 6,68

Martedì della XII settimana delle ferie del Tempo Ordinario

Santo(i) del giorno : S. Josemaría Escrivá, sac. e fondatore Opus Dei (1902-1975), B. Andrea Giacinto Longhin, vescovo O.F.M. (1863-1936)

Meditazione del giorno  – San Vincenzo de’ Paoli : “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro”

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 7,6.12-14.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: ” Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti.
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!”

Traduzione liturgica della Bibbia

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Meditazione del giorno:

San Vincenzo de’ Paoli (1581-1660), sacerdote, fondatore di comunità religiose
Colloqui del 4/5/1659

“Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro”

Qual’è il primo atto di carità? Quale opera fa che un cuore sia animato dalla carità? Cosa esce da questo cuore, e non da un cuore che ne sia sprovvisto? È fare il bene a ciascuno come vorremo ragionevolmente che fosse fatto a noi: in questo consiste lo specifico della carità. È forse vero che faccio al prossimo quanto mi aspetto da lui? Ah! Questo è un grande esame da fare…

Guardiamo il Figlio di Dio: che cuore di carità, che fiamma di amore! Mio Gesù, dicci un po’, per favore, il motivo che ti ha portato dal cielo a venire a soffrire la maledizione della terra, le tante persecuzioni e i tormenti che hai ricevuto? O Salvatotre, o fonte dell’amore, umiliato fino a noi, fino al supplizio infame, chi ha amato il prossimo quanto tu l’hai amato? Sei venuto ad esporti a tutte le nostre miserie, a prendere forma di peccatore, a condurre una vita di sofferenze, e a soffrire una morte vergognosa, per noi. C’è forse un simile amore?… Non c’è nessuno, altro che il Nostro Signore che sia così amante delle creature, da lasciare il trono di suo Padre per venire ad assumere un corpo soggetto alle infermità.

Per quale motivo? Per stabilire fra noi, con il suo esempio e con la sua parola, la carità per il prossimo… O amici miei, se avessimo un po’ di questo amore, resteremmo forse con le mani in mano? Oh, no! La carità non può rimanere oziosa; ci spinge alla salvezza e alla consolazione dei nostri fratelli.

 

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