Zef Bushati – Dal passato al presente: l’attualità della Democrazia Cristiana oggi alla luce del pensiero di Don Luigi Sturzo (prima parte).

Zef Bushati – Dal passato al presente: l’attualità della Democrazia Cristiana oggi alla luce del pensiero di Don Luigi Sturzo (prima parte).
Zef Bushati (Tirana)

A cura del Cav. Gr. Croce Prof. Zef Bushati (Tirana)

Presidente Vicario della  Democrazia Cristiana Internazionale ( D.C.I.  )

 < Zef Bushati – Dal passato al presente: l’attualità della Democrazia Cristiana oggi alla luce del pensiero di Don Luigi Sturzo > (prima parte).

 Il tempo passa inesorabilmente; il suo scorrere lento segna ritmi dell’evoluzione socio-politica degli Stati e dei Popoli” (riflessione personale).

Mi sembra di sentire l’appello al Paese di Don Luigi Sturzo che spronava alla costituzione del Partito Popolare Italiano, che poi prenderà la denominazione Democrazia Cristiana.

Don Luigi Sturzo

Era il 18 gennaio 1919, precisamente 102 anni fa.

I politici di oggi potrebbero dire: erano altri tempi ! Sì, ma il pensiero di Don Sturzo è sempre attuale, anche oggi. Direi, oggi più di prima.

Un pensiero che ha sviluppato la sua identità aggiornandola nell’evoluzione sociale, avvalorandosi di uomini che hanno creduto e, credono fermamente tuttora, nel suo pensiero, attualizzandolo nella politica.

La stabilità di un pensiero che fà suo i valori della cristianità, si regge solo sui valori trascendentali che sono valori di vita.

Quando il sistema valoriale viene meno, come punto di analisi, riflessione, confronto per il Bene Comune, la politica come l’economia,  non sono in grado di ricostruirlo da sole.

Oggi più che mai, serve un profondo cambiamento di rotta che è molto più importante di semplici scelte politiche o, come spesso si crede, creazione o moltiplicazioni di nuovi partiti.

Zef Bushati ad un incontro con Papa San Giovanni Paolo II

Tutti, davanti alle nuove sfide della situazione nazionale ed europea, siamo chiamati a riflettere e vivere il senso etico e religioso del nostro agire, più dell’aspetto tecnico del nostro agire.

Oggi la parola ricorrente è: “ci vuole un tecnico!”. Ma siamo sicuri che senza vivere il senso etico un tecnico sia in grado di risolvere un problema politico oppure economico?

L’attuale contesto sociale, più di prima, richiama noi tutti ad atteggiamenti di onestà e competenza, direi, primariamente onesti per attuare una giustizia sociale che non è una utopia, ma una realtà da attualizzare per il bene della persona e della sua dignità.

Per restituire un valore ideale all’impegno concreto in carità politica è fondamentale ed essenziale la moralità delle persone impegnate in politiche, che, unitamente, al rinnovamento della coscienza dei singoli cittadini, porta a far propri e condividere i valori fondamentali per cui Don Luigi Sturzo, e altri illustri politici, hanno promosso con instancabile forza per tutta la vita.

Uno dei principali valori è la ragione morale che deve condizionare sempre la ragione politica che agisce a trecentosessanta gradi nell’azione della Nazione.

Quindi, ogni progettualità socio-politico, economico, nasce e si attua da una visone completa dell’uomo e da una risposta alla fondamentale domanda: che cosa è l’uomo?

Richiamo alla mente il punto 193 dell’Enciclica  del Santo Padre Giovanni XXIII “Mater et Magistra”, dove leggiamo: “La reciproca fiducia tra gli uomini e gli Stati non può nascere e rafforzarsi che nel riconoscimento e nel rispetto dell’ordine morale. Senonché l’ordine morale non si regge che in Dio, scisso da Dio si disintegra”.

Ma il pensiero cristiano trova in Leone XIII, il Papa che indica e prende posizione in ordine alle questioni sociali nel pensiero cristiano e che ha la sua Magna carta nell’Enciclica “Rerum Novarum” (15 maggio 1891).

Papa Giovanni XXIII

Con tale Enciclica si fondò e si diede inizio alla moderna Dottrina Sociale della Chiesa. E straordinariamente si percepisce l’originalità della Chiesa e della sua opera di mediazione.

Il Papa, ponendosi esattamente a metà strada fra le parti, ammonisce la classe operaia di non dar sfogo alla propria rabbia attraverso le idee di rivoluzione, di invidia e odio verso i più ricchi.

E chiede contemporaneamente ai padroni di mitigare gli atteggiamenti verso i dipendenti e di abbandonare lo schiavismo cui erano sottoposti gli operai. Ammette per la difesa dei diritti dei lavoratori le associazioni; invita gli operai cristiani a formare proprie società piuttosto di aderire ad una organizzazione contraria allo spirito cristiano e al bene pubblico.

Papa Leone XIII

L’Enciclica condanna esplicitamente il socialismo, la lotta di classe, la massoneria, preferendo che la questione sociale venga risolta dall’azione combinata di Chiesa, Stato, impiegati e datori di lavoro.

In questo scenario complesso, combattuto e ingarbugliato, il pensiero cristiano, fortemente, rivendica l’importanza della persona e il primato della sua dignità che possiamo individuare nella sussidiarietà, partecipazione, solidarietà, destinazione dei beni universali per il conseguimento del bene comune.

Questi principi che troviamo nella “Rerum Novarum” verranno ripresi, sviluppati ed attualizzati nell’evoluzione del momento storico e nelle successive  encicliche sociali  che formano la Dottrina Sociale della Chiesa.

Il pensiero di Don Sturzo è chiaro e trova la sua forza nella Dottrina Sociale della Chiesa che non è una ideologia , né una filosofia, bensì, una visione dell’uomo basata sulla fede in Gesù Cristo, rivelata da Dio Padre nel suo Figlio incarnato, morto e risorto e che la Chiesa Cattolica insegna e professa con l’assistenza dello Spirito Santo.

 

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