VITTIMISMO CRONICO, LA SINDROME DI CALIMERO : GLI ITALIANI NE SANNO QUALCOSA.

Vi ricordate di Calimero? È il pulcino piccolo e nero protagonista di una vecchia pubblicità, che, dopo essere caduto nella fuliggine, si sporcava così tanto da non essere più riconosciuto nemmeno dalla madre.

VITTIMISMO CRONICO, LA SINDROME DI CALIMERO : GLI ITALIANI NE SANNO QUALCOSA.

Calimero, abbandonato dalla famiglia ed esposto alle cattive compagnie, vive tutta una serie di avventure nelle quali rimane sempre colpito in modo negativo. Quando qualcosa gli va male, la tipica frase di Calimero, diventata poi celebre, è: “Eh, che maniere! Qui tutti ce l’hanno con me perché io sono piccolo e nero … è un’ingiustizia però!”. Noi italiani ne sappiamo qualcosa, al punto che alcune persone si comportano proprio come Calimero: si lamentano di continuo di tutto ciò che accade loro e hanno la sensazione di essere costantemente vittime di ingiustizie e soprusi da parte degli altri e della vita in generale. Quando questo atteggiamento si trasforma in un’abitudine, o addirittura in uno stile di vita, si parla di vittimismo cronico, detto anche Sindrome di Calimero.

Chi non ha un amico, un parente o un conoscente che vive in “modalità lamento”? Persone che sì, si lamentano sempre e per i quali questo comportamento diventa un modo di essere più che di fare. Insomma, il loro è vittimismo cronico. Molto spesso fingono disastri nella propria vita, amplificano i problemi, li rendono pubblici e soprattutto, a detta loro, la colpa è sempre di qualcun altro.

Come riconoscere queste persone che, diciamocela tutta, sono un vulcano di energia…negativa e dannosa, trasmettono sentimenti ed emozioni tutt’altro che positive, come la frustrazione, la delusione e la rabbia?

“Non è colpa mia”. Per i vittimisti la colpa è sempre degli altri e questo vale tanto per gli eventi negativi, quanto per quelli positivi. Perché? Queste persone vivono nella convinzione che ciò che avviene sia sempre indipendente dalla loro volontà. Un modo inconscio di deresponsabilizzarsi.

Vittima e vittimista non sono la stessa cosa

Vittima e vittimista sono parole che fanno riferimento a due categorie di persone ben distinte: entrambe possono aver vissuto una disgrazia o un’ingiustizia (nel caso del vittimista non sempre è così), tuttavia, il modo in cui reagiscono a questi eventi avversi della vita è diametralmente opposto. La vittima affronta e gestisce l’ingiustizia subita facendo affidamento sulle sue risorse personali; il vittimista, invece, non è realmente interessato alla risoluzione del problema e utilizza quello che è accaduto per manipolare le altre persone. In altre parole, chi assume un atteggiamento vittimistico si presenta come un individuo perennemente insoddisfatto che non fa altro che ripetere frasi come “Sono proprio sfortunato. Capitano tutte a me. Sapevo che sarebbe finita così. Mai che me ne vada bene una.” per ottenere ciò che desidera, facendo leva sulla compassione e sul senso di colpa della persona che ha d fronte.

Identikit del vittimista cronico

Vediamo ora nel dettaglio quali sono le caratteristiche tipiche del vittimista cronico:

  • Distorce la realtà. Queste persone sono fermamente convinte che la colpa di ciò che accade loro sia sempre degli altri. Si tratta di una vera e propria distorsione della realtà: ai loro occhi sia gli eventi positivi che quelli negativi che vivono non dipendono dalla loro volontà o capacità, bensì da una serie di imprevedibili fattori esterni. Il vittimista cronico esaspera gli aspetti negativi degli avvenimenti e tende a sviluppare un atteggiamento pessimistico nei confronti della realtà.
  • Trova conforto nel lamento. I vittimisti cronici percepiscono se stessi come vittime delle circostanze e degli altri: non si sentono responsabili delle esperienze che vivono e, di conseguenza, non possono fare nulla per cambiare la situazione. L’unica cosa che rimane loro da fare è, quindi, lamentarsi, provando spesso un vero e proprio piacere nel farlo, perché in questo modo riescono ad attirare l’attenzione delle altre persone su di sé.
  • È sempre alla ricerca di un colpevole. Coloro che assumono continuamente il ruolo di vittima sono convinti che le altre persone agiscano sempre in mala fede e, di conseguenza, assumono un atteggiamento sospettoso nei confronti delle loro azioni. Spesso per poter affermare il loro ruolo di vittima analizzano nel dettaglio il comportamento di una persona con l’obiettivo di trovare una piccola mancanza che li possa far sentire maltrattati o discriminati.
  • Non possiedono una capacità di autocritica onesta. Dato che la responsabilità di ciò che accade è degli altri, queste persone sono convinte di non avere nessuna colpa, di conseguenza, oltre a non saper analizzare il proprio comportamento, non accettano nemmeno le critiche costruttiveche arrivano dall’esterno. Gli errori delle altre persone vengono giudicati intollerabili, mentre le loro mancanze sono solo delle sottigliezze, che possono essere perdonate.

In Italia molte persone sono affette da questa sindrome, che per dire la verità non fa altro che aumentare il senso di ansia per chi la vive in prima persona , ma anche per chi li frequenta e per dirla tutta, attrae a dismisura una  certa sorta di sfiga.

Come comportarsi allora per non cadere nella trappola? Poca importanza e gentilezza. In sostanza con molta tranquillità bisogna evitare le discussioni con loro dicendogli chiaramente che non si ha voglia di ascoltare le lamentele. Forse loro non cambieranno molto, ma voi vivrete più tranquilli!

di Antonio Gentile