VANGELO DEL GIORNO  * Sabato 23 Giugno 2018 – “Non preoccupatevi per il domani”.

VANGELO DEL GIORNO  * Sabato 23 Giugno 2018 – “Non preoccupatevi per il domani”.

VANGELO DEL GIORNO  * Sabato 23 Giugno 2018

Sabato della XI settimana delle ferie del Tempo Ordinario

« Signore, da chi andremo ? Tu hai parole di vita eterna » Gv 6,68

Santo(i) del giorno : S. Giuseppe Cafasso, sacerdote (1811-1860), B. Maria Raffaella (Santina) Cimatti, S.O.M. (1861-1945)

Meditazione del giorno
San Bonaventura : Quanto sono belle, Signore, le tue opere!

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 6,24-34.

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: « Nessuno può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro, o preferirà l’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e a mammona.
Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro?
E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita?
E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano.  Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.
Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede?
Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?
Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno.
Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena ».

Traduzione liturgica della Bibbia

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Meditazione del giorno: San Bonaventura (1221-1274), francescano, dottore della Chiesa
Itinerario dello spirito verso Dio, cap. I

Quanto sono belle, Signore, le tue opere!

La bellezza delle creature, con la varietà di luci, disegni e colori dei corpi, come gli astri e i minerali, le pietre e i metalli, le piante e gli animali, proclama chiaramente gli attributi di Dio.

L’ordine degli esseri ci fa scoprire nel libro della Creazione il primato, la sublimità e la dignità del Primo principio nella sua infinita potenza. L’ordine delle cose ci conduce per mano e con completa evidenza fino all’Essere primo e sovrano, onnipotente, in assoluto e con perfezione sapiente e buono.

E’ cieco chi non è illuminato da così tante meraviglie create. E’ sordo che non è risvegliato da così tante voci. E’ muto chi non è spinto da tutte queste opere a lodare Dio. E’ sciocco chi non è indotto da così tanti segni a riconoscere il Primo principio.

Apri gli occhi, presta l’orecchio della tua anima, sciogli le labbra, concentra il tuo cuore: tutte le creature ti faranno vedere, capire, lodare, amare, servire, glorificare e adorare il tuo Dio.

Se no, attento, che l’universo non si levi contro di te. Poiché a causa di questo oblio “il mondo intero un giorno colpirà gli insensati” (Sap 5,21 Vulg.), mentre sarà fonte di gloria per il saggio che può dire col Profeta: “Poiché mi rallegri, Signore, con le tue meraviglie, esulto per l’opera delle tue mani!” (Sal 92,5)

“Quanto sono grandi, Signore, le tue opere! Tutto hai fatto con saggezza, la terra è piena delle tue creature” (Sal 104,24).

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Il Signore nel Vangelo di oggi ( Matteo – capitolo VI) avverte che nessuno può avere due padroni: la ricchezza è presentata come una vera minaccia che allontana da Dio, come un vero idolo.

Dio e la ricchezza sono presentati come due avversari in concorrenza: entrambi chiedono tutto, vogliono tutto l’uomo, non ammettono compromessi.

La lotta fra i due antagonisti sta nel cuore dell’uomo, che può essere affascinato dalla ricchezza e dimenticare Dio.

Gesù però non pone alternative, per lui non ci sono: solo Dio può essere amato sopra tutto; non si possono far coabitare i due amori, Dio è l”unico da amare e servire.

La vita cristiana non può accettare il compromesso: chiede una scelta definitiva tra i beni effimeri e quelli imperituri, tra Dio e la ricchezza, tra la luce e le tenebre, tra la vita e la morte.