Un piccolo “compendio” di storia della Democrazia Cristiana (parte seconda): la figura di don sturzo, il primo a parlare dell’idea democristiana.

nella prima parte  nell’ articolo0 precedente del compendio di storia della democrazia cristiana si e’ parlato della nascita ideologica del pensiero democristiano a  meta’  secolo 1800 di Don ROMOLO  MURRI, fino all’incontro  Don Luigi Sturzo fine 1800,

Luigi Sturzo nacque a Caltagirone il 26 novembre 1871 nel 1900 fu visto tra i fondatori della Democrazia Cristiana Italiana, ma in realtà aveva pure rifiutato la tessera del partito, guidato da Romolo Murri,Nel 1915, essendo stato molto attivo nell’Azione Cattolica Italiana, divenne il Segretario generale della Giunta Centrale del movimento. Nel 1919 fondò il Partito Popolare Italiano (del quale divenne segretario politico fino al 1923) e il 18 gennaio 1919 si compie ciò che a molti è apparso l’evento politico più significativo dall’unità d’Italia:

dall’albergo Santa Chiara di Roma, don Sturzo lancia “l’Appello ai Liberi e Forti“, carta istitutiva del Partito Popolare Italiano: Contro il parere di Sturzo, dopo la marcia su Roma (28 ottobre 1922) il PPI accettò di sostenere il primo governo Mussolini, ottenendo due importanti ministeri (Tesoro, Lavoro e Previdenza sociale)Luigi Sturzo decise di lasciare gli incarichi nel partito e si rifugiò dal 1924 al 1940 prima a Londra, poi a Parigi ed infine a New York

.Dopo il referendum tra monarchia e repubblica ritornò in Italia, sbarcando a Napoli il 5 settembre 1946 e stabilendosi nella casa generalizia delle Canossiane in Roma. Fu il primo a sollevare il problema della “questione morale” pubblicando già nel novembre 1946 su L’Italia un articolo dal titolo: “Moralizziamo la vita pubblica

De Gasperi andò a trovarlo per comunicargli il successo democristiano. Democrazia imperfetta perché senza regolare alternativa per il buon governo dell’Italia.Pur riprendendo una vita politica attiva, non aderì formalmente alla Democrazia Cristiana e non svolse un ruolo dominante nella scena politica italiana, preferendo accettare nell’agosto 1947 la nomina dell’Assemblea regionale siciliana che lo elesse giudice dell’Alta Corte per la Regione siciliana[Rimase giudice dell’Alta Corte fino al 17 settembre 1952, quando fu nominato senatore a vita dal presidente della Repubblica Luigi Einaudi.

Sturzo accettò la nomina, aderendo al gruppo misto, solo dopo aver ricevuto la dispensa da Pio XII. Nel marzo 1959 pubblicò sul Il Giornale d’Italia “Appello ai Siciliani“, uno dei primi testi a parlare esplicitamente dei mafiosi (l’Appello ha dato il titolo anche a una sua raccolta postuma

Morì a Roma l’8 agosto 1959 all’età di ottantasette anni; è sepolto nella chiesa del Santissimo Salvatore a Caltagirone, dove la salma è stata traslata il 3 giugno 1962. A 40 anni dalla sua morte il comune di Caltagirone pose nella Scalea del Palazzo Municipale una lapide in memoria di Luigi Sturzo.

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