Sciopero clima: in Italia 182 piazze da nord a sud, da un’idea di Greta.

Moltissimi ragazzi delle scuole medie superiori e dell’università italiana hanno aderito ai Fridays for future (i venerdì per il futuro) il movimento verde della giovane e ormai icona mondiale Greta Thunberg.

Sciopero clima: in Italia 182 piazze da nord a sud, da un’idea di Greta.

Il pianeta chiama e l’Italia c’è, ma in questo momento sta pagando un prezzo altissimo all’inquinamento, ma con serenità risponde massicciamente all’appello per la salvaguardia del clima. E’ successo un po’ ovunque oggi, per il “Fridays for future”, lanciato dalla 16enne attivista svedese Greta Thunberg, proposta per il Nobel per la Pace. Un milione le persone scese in piazza in tutta Italia.

Greta Thunberg

In migliaia, non solo studenti, hanno aderito alla protesta e, con cartelli e slogan, sono scesi in piazza. “Oggi siamo scesi in 182 piazze in Italia per chiedere una sola cosa: di avere un futuro”, hanno gridato al megafono gli organizzatori da nord al sud del Paese.

A Roma cinque licei sono scesi in piazza con tutti i loro studenti.

Solo il Righi ne portati 700. Alcuni di loro ha scritto una lettera ai genitori, che leggeranno in piazza. «Cari genitori – scrivono – quando voi eravate giovani, potevate immaginare la vostra vita futura con la possibilità di vedervi un giorno realizzati. Oggi per noi è diverso. Nonostante i passi da gigante dell’innovazione, non saremo in grado di pensare a un futuro possibile se, voi che ora siete nei posti di comando, non ascolterete il grido di allarme degli scienziati».

Da Roma a Milano, da Torino a Firenze a Napoli, Palermo, Cosenza, Bari. Parleranno i ragazzi ma anche gli scienziati. A Roma è previsto un intervento del geologo del Cnr, Mario Tozzi. Mentre a Torino è stato invitato il metereologo e climatologo Luca Mercalli. A Bari i ragazzi hanno scritto una canzone, “Terra ciao”, che canteranno tutti insieme in piazza. «Ci sono già 500 persone che hanno aderito all’appuntamento davanti al Comune – spiega Vincenzo, uno dei venti coordinatori di WhatsApp – la prima volta, venerdì 8 febbraio eravamo solo noi, poco più di dieci».

Piccole , medie e grandi città italiane per un totale 182 piazze in cui oggi i giovani daranno vita allo sciopero per il clima. Non ci saranno simboli di partito o bandiere identitarie almeno questa è la richiesta degli organizzatori, ma solo cartelli e striscioni sul tema dei cambiamenti climatici. ROMA: nella Capitale partiranno mini-cortei da scuole medie inferiori e licei e istituti, mentre dagli atei i manifestanti si muoveranno in bicicletta. Un corteo partirà dalla fermata metro Colosseo alle 10.30 per arrivare nella vicina piazza Madonna di Loreto, a pochi passi da piazza Venezia, dove alle 11 inizieranno gli interventi sui gradini. Unico adulto al microfono il geologo Mario Tozzi, poi 7 interventi di studenti delle elementari, medie, licei e università, dai 9 ai 24 anni.

I giovani italiani e di tutto il mondo chiedono  ai politici di mettere in atto gli accordi di Parigi 2015 per contenere le emissioni di gas serra.

«e’ stato un evento storico, un evento per studenti e professori, un evento per famiglie, un evento pacifico e non violento. Siamo tutti uniti per il clima –Tutti uniti per garantire un futuro.

Quegli scienziati delle Nazioni unite che hanno redatto il Rapporto speciale dell’Ipcc e che sottolineano che il riscaldamento globale non deve superare 1,5 °C rispetto alla temperatura media terrestre dell’era preindustriale. Il rapporto dimostra che un’azione climatica inadeguata avrà effetti catastrofici sulle attuali e future generazioni, con danni irreversibili sugli ecosistemi e sulla vita delle persone. I giovani italiani e di tutto il mondo chiedono  ai politici di mettere in atto gli accordi di Parigi 2015 per contenere le emissioni di gas serra.

dal web di Antonio Gentile

 

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Paolo Michele Maria Maniscalco
5 anni fa

Devo dire con grande sincerità che più lo sento e più lo vedo cresce la mia ammirazione x SALVINI perché, da come si comporta, è l’unico a cui interesse l’interesse Nazionale quindi la Nostra Povera PATRIA diventata terra di conquista sopratutto dai ” nascosti” Comunisti mascherati da Cinesi.
Qualcuno mi ha detto che non si può fermare un tsunami con un secchiello, vero ovviamente ma proprio x frenare l’impeto di uno tsunami si devono costruire argini sempre più forti e quindi è QUESTO CHE NOI ITALIANI TUTTI NESSUNO ESCLUSO DOBBIAMO COSTRUIRE TALE BARRIERA.
I Cinesi già ci sono in Italia, hanno comprato con valigetta piene di soldi una moltitudine di attività commerciali.
Nessuno – GURDIA DI FINANZA in testa – ha controllato come potevano comprare indisturbati e da dove provenivano le ingenti somme. TUTTI SE NE SONO FREGATI forse x un proprio interesse.
Oggi DI MAIO vuole far firmare un accordo commerciale con la Cina ancora più stretto di ciò che esiste.
Mi domando quali siano I SUOI VERI INTERESSI X TANTA INSISTENZA NEL VOLER CHIUDERE UN SIMILE ACCORDO.
COMINCIAMO A CHIEDERCI IL VERO PERCHÉ È SE POSSIBILE FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE PERCHÉ LE CONSEGUENZE LE PAGHEREMO NOI ED I NOSTRI FIGLI.
Intanto cominciamo a non comprare più dai Cinesi, non andiamo più a mangiare nei loro locali – non si sa mai cosa si mangia, da dove proviene il cibo e non c’è igiene nelle loro cucine-.
CERCHIAMO DI NON DIVENTARE UNA COLONIA CINESE.
Invito quindi tutti gli ITALIANI a comprare solo PRODOTTI ITALIANI, A MANGIARE SOLO IN RISTORANTI ITALIANI.
Così facendo daremo un vero impulso alla nostra economia facendo lavorare il più possibile le Aziende ed i Lavoratori Italiani.
UN PO’ DI SANO NAZIONALISMO NON PUÒ FAR MALE.
AGITE AGITE AGITE.
VIVA LA NOSTRA ITALIA.