Melegatti vince la corsa sul tempo per Natale: pandoro e panettone nei supermercati.

Da un paio di giorni panettoni e pandori del prestigioso brand dolciario saranno in distribuzione nei supermercati del Veneto e della Lombardia orientale e in alcuni punti vendita di Napoli, Roma e Milano. La storia di Melegatti continua…

Melegatti vince la corsa sul tempo per Natale: pandoro e panettone nei supermercati.

Sarà ancora un altro Natale con Melegatti. La storica azienda dolciaria che ha inventato il pandoro è stata salvata dal crac il 28 settembre: a prenderne le redini è stata la famiglia vicentina Spezzapria che controlla Forgital Group un’industria specializzata nella forgiatura dei metalli.

Gli ultimi anni per Melegatti sono stati molto difficili. Dal 2016 la società entrò in una profonda crisi economica per vari motivi, tra cui la forte concorrenza da parte della nota azienda di panettoni Bauli e l’azzardato investimento per l’apertura di un nuovo stabilimento di croissant, destinato a produrre dolci tutto l’anno e non in maniera stagionale, come con i pandori.

Dopo aver salvato azienda e il lievito madre, pandoro e il panettone Melegatti tornano da oggi in commercio: l’annuncio arriva da Denis Moro, l’amministratore delegato della Melegatti 1894 Spa. “È stata una corsa contro il tempo. Il 19 novembre si sono concluse le operazioni di acquisizione, il 20 novembre la fabbrica ha riaperto le porte, assunto 35 lavoratori a tempo indeterminato, di cui gran parte ex dipendenti, e ha organizzato una piccola campagna natalizia che, per ovvie ragioni temporali, ha il baricentro nel Veneto. Solo la solida esperienza e la profonda passione che si respira nello stabilimento di San Giovanni Lupatoto hanno consentito il ritorno dei prodotti Melegatti sulle tavole natalizie” dice Moro. Da oggi Melegatti sarà dunque in distribuzione – nelle confezioni da 1Kg di Pandoro e da 1 Kg di Panettone – nei supermercati del Veneto e della Lombardia orientale e in alcuni punti vendita di Napoli, Roma e Milano. Fino al 22 dicembre sarà attivo anche lo spaccio aziendale a San Giovanni Lupatoto, mentre a Verona al via oggi un temporary shop “per consentire ai veronesi e ai turisti di riassaporare la qualità e la tradizione Melegatti”. 

Ma l’obiettivo di non mancare per le feste natalizie è solo il primo step di Melegatti. Ora l’azienda vuole entrare anche nel settore dei prodotti continuativi. Per questo UniCredit ha siglato nei giorni scorsi con Melegatti 1894 Spa un accordo “per il sostegno finanziario e consulenziale atto a rilanciare il prestigioso brand italiano”. “Il nostro investimento – dice Roberto Spezzapria, vicepresidente Melegatti 1894 Spa – si è concentrato sull’acquisizione di un brand e di opifici che hanno contribuito a diffondere in Italia e nel mondo la qualità del Made in Italy. Siamo felici per aver riaperto la Melegatti, riassicurato un futuro ai lavoratori e al territorio e garantito il ritorno dei famosi prodotti dolciari sulle tavole dei consumatori. Con UniCredit abbiamo siglato un accordo finanziario nell’ottica dello sviluppo dell’innovazione, di processo e di prodotto, e del continuo miglioramento qualitativo della produzione per garantire sempre più elevati standard ai prodotti Melegatti”.

Ma ora, grazie all’intervento degli Spezzapria, l’azienda può ritornare a progettare il suo futuro. Il manager Denis Moro, per conto dell’impresa acquirente, ha offerto 13,5 milioni di euro per rilevare il brand dell’azienda veronese, la sede di San Giovanni Lupatoto e il Nuova Marelli di San Martino Buon Albergo.

La nuova strategia di Melegatti, come afferma il nuovo presidente Spezzapria “punta a riportare il prima possibile sia in Italia che all’estero il famoso pandoro, il panettone e i vari prodotti dolciari. Attraverso un piano di sviluppo miriamo a far crescere l’azienda caratterizzandola per la continua ricerca delle migliori soluzioni innovative. Siamo pronti a scrivere nuovi capitoli della storia della Melegatti”.

Già per questo Natale è prevista la realizzazione di una campagna natalizia da parte della madre dei pandori, seppur in maniera ridotta, ma la cosa certa è che tutti noi potremmo degustare ancora una volta la qualità del panettone tradizionale italiano.

di Antonio Gentile

 

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