Sabato 15 maggio 2021: Giornata internazionale delle famiglie.

Sabato 15 maggio 2021: Giornata internazionale delle famiglie.
Carla Crafa (Benevento)

A cura di Carla Crafa (Fragneto Monforte/prov. di Benevento)

carla.crafa@dconline.info * cell. 320-6049871 * 

Segretario Politico Nazionale Dipartimento “Attività Sociali e problematiche del Terzo Settore” della Democrazia Cristiana *

Segreteario Organizzativo provinciale della Democrazia Cristiana della provincia di Benevento * 

Editorialista de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana *

< Sabato 15 maggio 2021: Giornata internazionale delle famiglie>

Pubblicato con la cortese collaborazione di Michele Battiloro (Torre del Greco/NA)

Segretario naz.le Dip. “Internet ed Innovazione tecnologica” della Democrazia Cristiana

      

Oggi si celebra la Giornata internazionale delle famiglie, istituita nel 1994 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per riconoscere questo importante nucleo fondante della società e creare intorno ad essa una maggiore consapevolezza circa i processi sociali, economici e culturali che coinvolgono le famiglie nel mondo.

In molti Paesi, nelle proprie leggi fondamentali, mettono al centro della società la famiglia dedicandole alcuni articoli molto importanti e densi di grandi obiettivi morali e sostanziali, ma tuttavia in un gran numero di essi le famiglie si trovano spesso abbandonate a sè stesse, in pessime condizioni economiche, culturali, sanitarie, lavorative e sotto molti altri aspetti.

L’art. 16 della Carta dei diritti universali dell’uomo sancisce che gli uomini e donne, in età adatta, hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione.

Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento.

Sfortunatamente a tutt’oggi molti sono i Paesi nei quali sono forti le discriminazioni razziali e religiose per cui questi principi diventano fonte di scontri interiori per chi si trova in queste situazioni.

E proprio la situazione pandemica che stiamo vivendo rimarca pesantemente queste diversità.

I riti religiosi o le varianti del Covid possono essere motivo di fratture fra le famiglie, fra gli individui, fra gli Stati.

Pertanto ancora una volta la scuola si trova nella situazione di dover educare le nuove generazioni a dotarsi di strumenti critici per leggere e contrastare queste nuove discriminazioni.

A più di un anno dallo scoppio della pandemia mondiale le famiglie ed in particolare i bambini ed i ragazzi sono quelli che hanno pagato di più gli effetti sociali ed economici.

Pertanto chiediamo una particolare attenzione da parte del Governo alle famiglie nella fase di allocazione delle risorse derivanti dal “Recovery plan”.

Accogliamo con favore l’intenzione del governo di dare ai Giovani l’opportunità di recuperare gli apprendimenti, ma soprattutto la socialità

Purtroppo i disagi che i giovani hanno subito non si saneranno presto ma comunque queste misure aiuteranno i ragazzi, soprattutto quelli con disabilità, a non restare ancora soli.

Grazie alla tecnologia sul “benessere delle famiglie”, si suggerisce come attività didattica, da svolgere con gli insegnanti di lettere o di educazione civica, il dibattito sui desideri, sulle opportunità, sui timori e le paure del ritorno alla vita normale post Covid e di come le nuove tecnologie hanno modificato la nostra vita.

Tra i tanti disagi vi è quello psicologico, oltre che economico e sanitario.

I “legami familiari” sono stati e sono ancora duramente provati, ma rimangono nello stesso tempo il punto di riferimento più saldo, il sostegno più forte, il presidio insostituibile per la tenuta dell’intera comunità umana e sociale.

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