RAFFAELLA KATIA NOVELLINO (DEMOCRAZIA CRISTIANA): LA SANITA’ TRA LE PRIORITA’ DELL’AGENDA POLITICA DELLA D.C. MILANESE ! 

RAFFAELLA KATIA NOVELLINO (DEMOCRAZIA CRISTIANA): LA SANITA’ TRA LE PRIORITA’ DELL’AGENDA POLITICA DELLA D.C. MILANESE ! 

A cura di  Arch. Pascale Annick Planson (Milano)

pascale.planson@dconline.info * cell. 351-9559665 *

Vice-Segretario Organizzativo provinciale Vicario della Democrazia Cristiana della provincia di Milano

Editorialista de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana

< RAFFAELLA KATIA NOVELLINO (DEMOCRAZIA CRISTIANA): LA SANITA’ TRA LE PRIORITA’ DELL’AGENDA POLITICA DELLA D.C. MILANESE ! >

Il tema della sanità è senza ombra di dubbio uno degli argomenti che toccano più da vicino qualsiasi cittadino e di qualsiasi ceto sociale. E la Democrazia Cristiana milanese non può non prendere a cuore le maggiori problematiche di questo argomento così delicato ed importante.

Dott.ssa Raffaella Novellino

Ma lo stesso Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana dott. Angelo Sandri (Cervignano del Friuli/UD) ha più volte criticato la pericolosa deriva che hanno imboccato questi governicchi di centro-destra (e per la verità anche quelli opposti di centro-sinistra) con cui si è notevolmente indebolita quella impostazione di carattere “sociale” che era stata virtuosamente stabilita dalla Democrazia Cristiana nei cinquant’anni di Buon Governo con cui era stata guidata l’Italia

Interviene ora su questo tema anche la Dott.ssa Raffaella Katia Novellino (Milano), che ha recentemente ricevuto l’incarico di Segretario provinciale del Dipartimento per le relazioni pubbliche ed istituzionali della Democrazia Cristiana di Milano e della provincia di Milano.

Detto incarico le è stato conferito dalla stessa Segreteria politica nazionale della Democrazia Cristiana (dott. Angelo Sandri di Udine) con lettera di incarico di cui al protocollo numero 028/2024 del febbraio 2024.

Angelo Sandri (Udine)

<< Al giorno d’oggi con sempre con maggiore frequenza – purtroppo – la cronaca italiana è piena di casi di malasanità e di mortalità riconducibile a disfunzioni del Servizio Sanitario.

Più nello specifico parliamo anche di decessi prematuri, che non dovrebbero verificarsi in presenza di cure efficaci e tempestive , per i quali esistono strumenti diagnostico- terapeutici di provata efficacia.

Le discipline giuridiche, dove si verificano più incidenti quasi sempre fatali sono: ortopedia, chirurgia generale, nei vari pronto soccorso, ostetricia e ginecologia.

Questo non significa, che ci siano rischi maggiori per i pazienti in questi reparti, ma è evidente all’opinione pubblica, che determinati errori del personale sanitario, avvengono maggiormente, in certi reparti e non in altri.

Gli errori di cui stiamo sviluppando un’attenta analisi e riflessione, soprattutto, da parte del mondo politico, che in primis, dovrebbe realmente operare, con proposte di legge ben programmate a favore della tutela dei diritti del malato, riguardano nello specifico: interventi chirurgici eseguiti male; diagnosi errate che portano un danno permanente al paziente; terapie sbagliate; infezioni che si verificano negli ospedali oppure al pronto soccorso.

Dott. Antonio Aquilino

Errori questi, che costano la vita di innocenti e ledono i diritti del malato, ritrovandosi di fronte a dei comportamenti disastrosi, di chi invece dovrebbe tutelare e proteggere la vita del paziente.

E’ ben vero che tra il personale sanitario italiano, ci sono ottimi professionisti, ma l’errore è umano. Per questo le Regioni, per reggere l’urto delle richieste di indennizzo dei cittadini/pazienti, contro l’errore medico e la responsabilità sanitaria, stipulano onerose polizze assicurative, per responsabilità civile professionale, in campo sanitario.

Ma è altrettanto vero che una piccola percentuale delle richieste di risarcimento, va a buon fine, a sostegno del fatto che l’ indennizzo è ottenibile solo se gestito da professionisti qualificati nel settore.

Un altro grave problema di malasanità, sono le lunghe liste di attesa negli ospedali. In molte regioni le donne, cercano di prenotare una mammografia, un esame al seno, consigliato dai piani di prevenzione dei tumori per chi ha più di 40 anni. A tale richiesta di prenotazione, si sentono, rispondere che il primo appuntamento è disponibile tra quasi due anni.

Per una semplice ecografia, servono fino a 375 giorni, poco più di un anno e per una visita dermatologica 300 giorni. L’attesa è lunga, per molte altre visite specialistiche ed esami, dalle risonanze magnetiche alle visite oculistiche e spesso la richiesta di priorità, serve a poco, perché negli ospedali non ci sono posti.

Il tempo di attesa si basa su una relazione matematica: è il risultato del rapporto tra i pazienti che hanno richiesto una prestazione e la quantità di prestazioni disponibili in un determinato periodo di tempo.

La sanità tuttavia, non è una catena di montaggio perfetta. Ci sono una serie di fattori che influiscono sulle liste e sui tempi di attesa: l’offerta sanitaria disomogenea regionale, poco connessa, la diversa organizzazione degli ospedali, il ruolo delle strutture private e della libera professione nelle strutture pubbliche, il diverso impatto delle prestazioni a seconda del paziente.

I tempi di attesa si allungano quando c’è uno squilibrio tra la domanda e l’ offerta, cioè quando il numero di richieste di esami è visite è più alto rispetto alle prestazioni disponibili.

Negli ultimi anni il ministero della Salute ha scelto una strategia intermedia, attraverso la definizione di alcune classi di priorità nel PIANO NAZIONALE DI GOVERNO DELLE LISTE DI ATTESA ( PNGLA ), introdotto nel 2019 e approvato dalle regioni.

A parità di offerta, l’idea è che la priorità aiuti a gestire più velocemente pazienti che ne hanno effettivamente bisogno.

Concludendo, per tutto quanto esposto, i diritti del malato, sono anche essi realmente tutelati giuridicamente e sostenuti dai politici o purtroppo siamo alle solite…. ?? >>

 

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