Pedaggio in autostrada, cosa succede se non si paga: allarme boicottaggio.

Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova e la provocazione di Grillo, ecco che cosa sapere suchi non si adopera al pagamento al casello del ticket.

Pedaggio in autostrada, cosa succede se non si paga: allarme boicottaggio.

di Antonio Gentile : www.ilpopolo.news

È di qualche giorno fa il mio articolo che segnalava il costo dei pedaggi autostradali sulla tratta italiana rispetto a quelle dei paesi Europei.

Fra le numerose provocazioni che hanno fatto seguito al crollo del ponte Morandi sull’A10, molte persone stanno non pagando il pedaggio e quindi c’è il rischio di multe e sanzioni pesanti, da non sottovalutare, maa rafforzare il tutto  ci sono anche le parole di Beppe Grillo che alimentano la protesta: “Noi, i nostri padri, i nostri nonni abbiamo pagato le autostrade. Il loro costo è stato ammortizzato da anni.

Le autostrade devono diventare gratuite”, questo il succo del discorso, con alcune frasi estrapolate da un contesto molto articolato. Nel mirino di Grillo, c’è la famiglia Benetton, che controlla Atlantia, di cui fa parte Autostrade per l’Italia: il gestore del tratto dell’A10 dove si è verificata la sciagura. Premesso che il pedaggio va pagato subito e per intero, abbiamo provato a estremizzare i concetti del notissimo comico e politico italiano: se un singolo automobilista non pagasse il pedaggio, come potrebbe rimediare in seguito? E quali rischi casomai non pagasse neppure successivamente?

1) Finora non riuscire a pagare l’autostrada era solo un fastidio: entro pochi giorni dal transito, si doveva saldare il pedaggio. Bastava un salto al Punto Blu, in banca, alla Posta oppure qualche click su internet. Ora, invece, a qualcuno sta capitando anche di ricevere una multa di 85 euro con decurtazione di due punti patente. Perché? Gli ausiliari abilitati a fare multe stanno arrivando anche in autostrada. Con un aggravio di lavoro anche per la Polizia stradale, che invece non ha abbastanza uomini per coprire le necessità legate alla sicurezza.

2) Entro 15 giorni.Quando il pedaggio non viene corrisposto, interamente o in parte, viene emesso uno scontrino che attesta il mancato pagamento, nelle piste con operatore o automatiche. Su ogni scontrino (Rapporto di Mancato Pagamento) vengono riportati i dati del veicolo (classe e targa), i dati di transito (data, ora, casello di uscita e, laddove disponibile, anche il casello di entrata e l’importo da pagare). Il Rapporto di Mancato Pagamento lo si riceve al casello o a casa per posta. Il mancato pagamento del pedaggio, spiega Autostrade per l’Italia, può essere pagato senza aggravio di spese entro 15 giorni dalla data di emissione.

3) Come rimediare. In quei 15 giorni, si rimedia pagando online, trascorse 24 ore dalla data del transito. Un metodo ammesso da Autostrade per l’Italia, Raccordo Autostradale Valle d’Aosta, Società Autostrade Meridionali, Tangenziale di Napoli e Società Autostrada Tirrenica. Usando cioè carte di credito e carte prepagate accettate. Non verrà addebitato alcun costo per la transazione online. Chi è privo di biglietto di ingresso può autocertificare il casello di entrata durante il pagamento online.

4) Per chi non rimedia. Chi dimentica di pagare nei 15 giorni, o chi non lo fa di proposito, successivamente si vedrà l’importo maggiorato degli oneri di accertamento: lo dice l’articolo 176 comma 11 bis del Codice della Strada. Il mancato versamento di quanto dovuto comporta il recupero forzoso del credito con il conseguente aggravio delle spese a carico del debitore (articolo 373 del Regolamento del Codice della Strada): gli atti sono trasmessi alla Polizia Stradale per la conseguente contestazione delle sanzioni amministrative (articolo 176, commi 11, 11 bis e 21 del Codice della Strada). È la multa per l’accertata violazione dell’obbligo di pagamento del pedaggio autostradale, lo ricordiamo è di 85 Euro più il taglio di 2 punti-patente al trasgressore.

Vale la pena ricordare che i caselli di Autostrade per l’Italia sono dotati di un sistema di ripresa video: in caso di mancato pagamento del pedaggio, o di utente sprovvisto del titolo di entrata, il sistema registra automaticamente la targa dei veicoli in transito. Idem se c’è un guidatore che impegna gli impianti di controllo in maniera impropria. Dopodiché, scattano le azioni civili, amministrative o penali , la chiave di tutto è una modifica introdotta nel Codice della strada nel 2012 (dall’articolo 8 del Dl 179, noto come Decreto crescita 2.0) e di fatto è attuabile solo da fine 2016, perché è diventato operativo un protocollo d’intesa firmato da Polizia stradale e Aiscat (l’associazione dei gestori) lo scorso ottobre. La norma interviene sull’articolo 176, comma 11, del Codice e prevede che «prevenzione e accertamento delle violazioni dell’obbligo di pagare il pedaggio» possono essere svolte «anche dal personale dei concessionari autostradali e stradali e dei loro affidatari del servizio di riscossione».

Le immagini della targa possono essere visionate solo da personale incaricato del trattamento: vengono conservate per gli adempimenti connessi all’incasso del pedaggio e, nei casi di illecito, anche per la definizione del procedimento.

Quindi consigliamo ai nostri lettori e cittadini italiani di non fare atti sconsiderati, ma di aspettare momenti migliori, nella speranza che lo stato italiano prenda seri provvedimenti su autostrade e tratte a pagamento.

di Antonio Gentile

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