Notte di San Lorenzo: occhi alle stelle facendo desideri.

Stelle candenti: San Lorenzo è arrivato ed è ora di trascorrere la notte più magica e romantica dell’anno alzando gli occhi al cielo! Pronti a esprimere un desiderio? Ecco come e quando vedere le stelle cadenti il 10 agosto e nei prossimi giorni!

Notte di San Lorenzo: occhi alle stelle facendo desideri.

Arriva le notte di San Lorenzo con le sue stelle cadenti, che quest’anno si annunciano straordinarie per la loro visibilità, grazie all’assenza della Luna. Le meteore di agosto, chiamate Perseidi, sono infatti associate alla notte in cui si festeggia il santo e per questo vengono chiamate anche Lacrime di San Lorenzo, ma il picco in realtà è previsto tra il 12 e il 13 agosto. Prima era una festa dedicata a Priapo, dio romano della fertilità. Oggi è quella di San Lorenzo, diacono romano martirizzato sulla graticola. Da sempre è una delle notti più magiche dell’anno, grazie centinaia di stelle cadenti ben visibili in cielo. Non a caso le stelle cadenti che si vedono in questa notte vengono anche chiamate “lacrime di San Lorenzo“.

Vediamo la storia della notte di San Lorenzo.

La conosciamo come notte di San Lorenzo: un’ottima occasione per cercare un luogo appartato, poco illuminato, e osservare per ore il cielo in cerca di stelle cadenti. Per la tradizione cristiana, però, c’è ben altro: la notte del 10 agosto infatti è associata al santo di cui porta il nome, e le stelle cadenti ai tizzoni ardenti con cui fu trucidato sulla graticola. E a guarda bene, andando ancora più indietro con gli anni (come spesso capita) scopriamo che anche gli antichi romani avevano le loro leggende e tradizioni legate a questo periodo, in cui superstizioni a parte, è realmente presente una maggiore concentrazione di stelle cadenti nei nostri cieli. In attesa che arrivi una delle notti più magiche dell’anno, insomma, vediamo alcune curiosità, miti e verità scientifiche legate alla notte del 10 agosto.

Meteore
Iniziamo dalla scienza. Ad agosto in effetti si assiste a un aumento delle stelle cadenti nei nostri cieli, un fenomeno legato in questo caso all’incontro con lo sciame meteorico delle Perseidi, la scia di detriti lasciata lungo il suo corso dalla cometa Swift-Tuttle. Un corpo celeste che torna regolarmente a incrociare l’orbita terrestre: l’ultima volta è accaduto nel 1992, e per molti di noi è stata l’ultima occasione per un incontro ravvicinato, visto la prossima è prevista solamente per il 2126. Sin dai tempi antichi, l’arrivo delle Perseidi provoca il fenomeno spettacolare di un’autentica pioggia di stelle cadenti, ben visibile nel periodo estivo fino circa al 20 agosto. Il picco, la giornata in cui incrociamo la parte più densa della scia di detriti, oggi arriva intorno al 12 agosto (quest’anno in particolare si prevede che il picco arriverà dall’11 al 13), ma è stato calcolato che in passato (a causa del fenomeno noto come precessione degli equinozi) avvenisse il 10, esattamente in corrispondenza con quella che è diventata nota come notte di San Lorenzo.

La nascita del mito
Ben visibile nei cieli , anno dopo anno, l’arrivo delle Perseidi ha ovviamente ispirato miti e leggende di ogni tipo nel corso della storia. D’altronde le stelle cadenti hanno sempre avuto un fascino particolare per tutte le società umane. Per i greci, ad esempio, si trattava di scintille o frammenti prodotti dal carro guidato da Fetone, il figlio di Febo che rubò il carro paterno e provocò danni e scompiglio fino a che Zeus non si vide costretto a fulminarlo. A Sparta invece si affidava la deposizione dei monarchi al passaggio delle stelle cadenti: ogni nove anni il re veniva sottoposto al giudizio celeste, e il passaggio di una stella cadente rappresentava un segnale da parte degli dei, che determinava la fine del suo regno. O ancora, nell’antica Persia per lo zoroastrismo rappresentavano streghe e demoni in fuga, portatrici di sventura che dovevano essere ciclicamente sconfitte da un potere rappresentato dalla stella Sirio. Simile, ancora, la tradizione cinese, i cui astronomi, tra i primi ad osservare seriamente proprio le Perseidi, ritenevano che le stelle cadenti fossero un segnale di prossima sventura.

L’antica Roma
Tutti i popoli antichi avevano qualche storia o credenza sull’origine di questa notte magica, ma quella che ci riguarda più da vicino è quella degli antichi romani, che come in molti casi si è mischiata con la tradizione cristiana influenzando le festività che celebriamo ancora oggi. Per i Romani tutto il mese di agosto (dedicato all’imperatore augusto) era un periodo di celebrazioni. E nei giorni del picco delle Perseidi era usanza celebrare processioni dedicate a Priapo, dio della fertilità (in particolare quella maschile), durante le quali veniva portato in trionfo il fallo del dio. Nella tradizione, le stelle cadenti erano quindi associate alla figura di Priapo: più precisamente, presero a rappresentare lo sperma aeiaculato dal suo fallo, che ricadendo sulla Terra in una pioggia dorata rendeva fertili i campi e propiziava il raccolto.

Arriva il cristianesimo
Con l’avvento della nuova religione, moltissime feste pagane sono state adattate alla mutata sensibilità, attribuendone spesso le celebrazioni a qualche santo cristiano. Nel caso del 10 agosto è stata la volta di San Lorenzo, diacono di Roma martirizzato nel 258 d.C. per volere dell’imperatore Valeriano. Uno dei santi più venerati nei primi secoli del cristianesimo,  cui lo stesso Costantino era particolarmente devoto tanto da edificare un piccolo oratorio sul presunto luogo del suo martirio. Non fu solamente la notorietà del santo romano comunque a fargli guadagnare un festività tutta sua, perché in suo favore giocò probabilmente anche una peculiare affinità linguistica: l’assonanza del suo nome con quello di Larentia, controparte femminile di Priapo. Il risultato comunque fu l’identificazione del 10 agosto con la festività dedicata a San Lorenzo, e un mutamento radicale nell’interpretazione delle stelle cadenti: non più sperma divino portatore di fertilità, ma braci ardenti con cui il santo venne martirizzato sulla graticola.

Le celebrazioni
Oggi dunque quella del 10 agosto è la notte dedicata a San Lorenzo, patrono di diaconi, cuochi, librai, bibliotecari, pasticcieri, vermicellai, pompieri, rosticcieri e lavoratori del vetro. Per molti, un’occasione per osservare il cielo in santa pace, in attesa di adocchiare qualche stella cadente ed esprimere i propri desideri (quest’anno potrebbe essere un po’ più difficile del solito visto che si stima un tasso di circa 60 stelle cadenti l’ora, contro i 90 e più delle annate migliori). Ma trattandosi della festa di un santo patrono di diverse centinaia di comuni italiani, non mancano ovviamente celebrazioni più pie, e in pompa magna. A Firenze per esempio la festa è l’occasione per ricordare la fondazione della prima chiesa del centro cittadino ad opera di Sant’Ambrogio, e ogni anno si svolge una parata storica che sfila per le vie del centro fino a raggiungere la chiesa di San Lorenzo, dove si conclude con una messa solenne e con la benedizione della città. È nel piccolo comune laziale di Amaseno, però, che si svolge la cerimonia più spettacolare. La chiesa di Santa Maria Assunta, consacrata nel 1177, custodisce infatti una reliquia del santo: il sangue di San Lorenzo che, come per il più famoso miracolo di San Gennaro, si scioglie ogni anno proprio il 10 agosto, in occasione delle festività.

redazione ilpopolo.news