La Siccità: il dramma del mondo e dei bambini, la DC si attiva !

Acqua… una parola semplice, eppure un diritto fondamentale… diritto compromesso dalla siccità, una piaga in forte aumento che avanza in tutto il pianeta.

La Siccità: il dramma del mondo e dei bambini, la DC si attiva !

di MARIA GRAZIA LENTI

La Democrazia Cristiana è da anni vicina al problema dell’acqua, facendo battaglie politiche e intervenendo sul territorio nazionale in collaborazione delle tante associazioni di volontariato che ogni anno si interfacciano con comuni e amministratori, portando anche il sostegno alle famiglie bisognose.

Oltre all’Italia,  i Paesi più a rischio sono l’Africa settentrionale e orientale, Medio Oriente, Sud/Est del Brasile e Australia. La parola siccità deriva dal latino “siccus” (secco), indicando un prolungato periodo in cui si registra una grave mancanza d’aria. I periodi di siccità possono condurre a rilevanti conseguenze ambientali, economiche e sociali: morte di interi greggi e mandrie, riduzione dell’estensione dei campi coltivati, distruzione dei raccolti, ed ancora esaurimento delle scorte di cibo, con conseguente proliferazione delle malattie della povertà e fame; incendi, diminuzione della quantità d’acqua destinata alle industrie, desertificazione, tempeste di sabbia, fenomeni di disidratazione nella popolazione, carestie ma anche migrazioni di massa, tensioni sociali, guerre volte ad assicurarsi beni di prima necessità (cibo e acqua).

In generale le precipitazioni atmosferiche dipendono dalla quantità di vapore acqueo presente nell’atmosfera e dalla contemporanea risalita delle masse di aria che lo contengono. Quando qualcosa attenua questi fenomeni, si genera una situazione di siccità.

Mentre si attendono, con una certa preoccupazione, gli ultimi eventi meteo di una stagione invernale, ricca di precipitazioni, possiamo già affermare che l’acqua caduta non basterà a rimpinguare le scorte per la prossima stagione estiva perché, come al solito, la maggior parte della risorsa idrica garantita da piogge e nevi non viene trattenuta e termina, non utilizzata, in mare, con gravi danni soprattutto per l’agricoltura”. lo dice Massimo Gargano, direttore generale di Anbi (Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue).

Il tema della siccità tornerà presto d’attualità, quest’anno soprattutto nelle Regioni del Sud Italia, i cui principali invasi contengono attualmente circa 1500 milioni di metri cubi d’acqua; l’anno scorso, in questo periodo, erano 2.341 e nel 2010 addirittura più del doppio: 3.139″,  “la necessità di superare le lentezze burocratiche per avviare concretamente il Piano Nazionale Invasi”.

Tra le cause di una siccità troviamo: un periodo anomalo di prevalenza di sistemi di alta pressione, venti in prevalenza continentali che portano masse d’aria secche anziché quelle più umide degli oceani; El Niño o altri cicli termici oceanici; deforestazione, riscaldamento globale. Diverse sono le strategie attuabili nella lotta contro la siccità: desalinizzazione dell’acqua marina per usi agricoli o domestici; monitoraggio costante dei livelli di precipitazioni atmosferiche per individuare eventuali periodi in cui la quantità d’acqua richiesta supera quella disponibile; attento piano di rotazione delle colture per minimizzare l’erosione del terreno e favorire la coltivazione delle piante più resistenti alla siccità; raccolta e stoccaggio dell’acqua piovana; purificazione e depurazione dell’acqua già utilizzata per consentire un suo riutilizzo; costruzione di acquedotti per portare l’acqua nelle zone più soggette a periodi di siccità.

Si potrebbe intervenire e riparare gli acquedotti: «Quelli attuali sono dei colabrodo: perdono in media oltre il 37 % dell’acqua che trasportano, con punte del 50% al Sud. Rinnovare la rete idrica è una priorità».

Oppure creare una sorta di bacini artificiali: «L’acqua piovana andrebbe immagazzinata in invasi di medie e piccole dimensioni, realizzati in collina e in pianura, aree che in genere vengono colpite dal dissesto idrogeologico» l’Anbi è l’Associazione nazionale dei consorzi di bonifica e irrigazione che se ne cura. Oggi nel mondo ce ne sono pochissimi. Invece con 3.000 progetti, diffusi in tutta Italia, si potrebbe raccogliere le acque delle piene, evitando disastrosi allagamenti, per poi utilizzarle nei momenti di deficit. I costi? 8 miliardi di euro. Una cifra alta ma ragionevole, se pensiamo che ogni anno si spende oltre 1 miliardo per calamità naturali legate all’acqua.

Ma la formula magica sarebbe quella di ridurre gli sprechi: La siccità è frutto del riscaldamento globale. Tagliare la CO2 quindi è indispensabile. E non basta fare a meno dell’auto, o abbassare la temperatura dei caloriferi. Pur con emissioni ridotte, nei prossimi anni ci sarà comunque un 15 %di piogge in meno» nota il fisico Antonio Navarra, presidente del Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici, il quale aggiunge: «Occorre “adattarsi” alla siccità, limitandone l’impatto. Ciascuno di noi può contribuire, impegnandosi a non sprecare l’acqua in casa. Ma non solo: i campi vanno coltivati in modo più efficiente con nuove tecniche di irrigazione. Si deve produrre in base ai reali bisogni, evitando di buttare cibo. E riciclare di più, usando acque di scarto per lavare le strade o riempire le fontane». Altra idea potrebbe essere quella di aprire strutture sanitarie attrezzate per l’aiuto degli abitanti nei periodi di siccità, restrizione nell’uso dell’acqua, specie per quanto concerne l’irrigazione delle piante, il lavaggio delle auto e l’uso di piscine.

I Paesi che maggiormente sono falcidiati dal problema della siccità si trovano in queste grandi zone del nostro pianeta: L’Africa settentrionale e orientale (soprattutto il cosiddetto Corno d’Africa); Il Medio Oriente; Alcune aree nel sudest brasiliano e l’Oceania, in particolare l’Australia.

L’impatto della siccità non potrebbe verificarsi in un momento peggiore, poiché i casi di malnutrizione acuta grave, malnutrizione stagionale, aumentano in media ogni anno di circa il 25% nei mesi estivi.

Milioni di bambini e donne in gravidanza e allattamento soffrono di malnutrizione in tutto il mondo. L‘insicurezza alimentare e il ridotto accesso all’acqua potabile stanno cominciando a far sentire i loro effetti nelle zone più colpite, dove il 20-30% delle fonti d’acqua sarebbe arido.

L’impatto sui bambini potrebbe essere devastante, contribuiamo tutti a un mondo migliore e cerchiamo di farlo anche con piccoli gesti quotidiani, evitiamo sprechi inutili, così facendo eviteremo problemi a noi e alle future generazioni, ma soprattutto potremmo aiutare a far arrivare acqua dove non ce n’è.

di Maria Grazia Lenti