I media del ventunesimo secolo e quello che il fascismo non era riuscito a compiere

I media del ventunesimo secolo e quello che il fascismo non era riuscito a compiere

A cura di Nicola Reza Marsico (Milano) * nicola.marsico@dconline.info * Segretario del Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana di MIlano.

Nicola Marsico (Milano)

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< I media del ventunesimo secolo e quello che il fascismo non era riuscito a compiere >.

Il fascismo in Italia voleva la sottomissione ideologica del popolo allo Stato, una sottomissione forzata.

Ogni forma di contrasto o di opposizione veniva severamente punita da sanzioni. Essere fascista era quindi obbligatorio, anche se delle forme di contrasto come i partigiani o gli oppositori cattolici esistevano e resistevano.

Oggi i Media digitali hanno fatto ben peggio. Istituzioni come Facebook, Instagram, Twitter hanno la stessa perfida funzione e sono una sorta di “dottrina” che impone ad ogni generazione (precedente o nuova) a seguire ed a integrarsi in questo mondo.

Siamo tutti sottomessi alla obbligazione psicologica di postare, di commentare, di rispondere ai commenti. Siamo malati e non riusciamo a distaccarci un attimo da essi, per timore di essere giudicati come “assenteisti” o “asociali”.

Ma non solo.

Vi siete mai accorti che a seconda degli oggetti delle vostre ricerche, siti corrispondenti a tali vostri interessi invadono, senza permesso, la vostra privacy, proponendovi soluzioni, oggetti, risposte tramite post o foto, arrivando ad utilizzare anche le geolocalizzazione, e dimostrando così di sapere dove vi trovate ?

Si chiama controllo e sono una violazione della privacy: parliamo del cosiddetti“cookies”.

Non so Voi, ma a me ricorda tanto “Big Brother is watching you” di George Orwell in 1984.

Cosa hanno i media contemporanei in più rispetto al fascismo ? L’adesione al fascismo era imposta dalle istituzioni. Se i Media esistono è invece tutta colpa nostra.

E’ colpa nostra, se siamo diventati “sudditi ubbidienti” di questa dittatura mediatica o “mediopatici”.

Non è colpa di un’ingiustizia o di un colpo di stato. Siamo stati noi gli artefici e parte integrante di questa invasiva e pervasiva forma dittatoriale.

Nel ventennio, essere in contrasto con la dottrina imposta dal regime, comportava punizioni esemplari, talvolta anche la morte.

Oggi ben peggio. Non aderire ai Media, significa vivere la tortura più pesante attualmente esistente sulla storia della terra: la solitudine e l’emarginazione.

Ma perchè i Media possono essere paragonati ad una dottrina autoritaria?

Diamoci le opportune risposte. Cosa fate appena vi alzate la mattina ? Dove condividete i vostri momenti migliori ? In questo periodo così diverso, come comunicate con gli altri ?

Abbiamo creato una pena capitale che consiste nell’escludere i cosiddetti “puri” dal mondo mediatico.

Coloro che non aderiscono e non partecipano attivamente ai Media digitali sono esclusi da tale nuovo sistema sociale e non hanno la possibilità di comunicare con altri, a meno che qualche Santo vada ad interessarsi ancora di loro.

Tali esclusi conoscono bene l’argomento, ma rimangono apatici e provano un senso di rifiuto, un pò come i comunisti quando ascoltavano il Duce.

Abbiamo creato il sistema più autoritario al mondo: i media digitali. Siamo schiavi di questo sistema ed a me sembra un mondo distopico. Ed io come suddito, sono costretto a pubblicare questo mio pensiero.

 

A cura di Nicola Reza Marsico (Milano) * nicola.marsico@dconline.info * Segretario del Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana di MIlano.

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