I casi di morbillo in Italia e nel mondo nel 2018.

Nei primi nove mesi del 2018 in Italia sono stati registrati 2.295 episodi di contagio. In Europa fanno peggio di noi solo Romania, Francia e Grecia.

I casi di morbillo in Italia e nel mondo nel 2018.

Lo scorso novembre il ministero della Salute polacco ha rivolto un accorato appello alla popolazione a vaccinarsi contro il morbillo. L’allarme è scattato dopo che 17 persone si erano ammalate a Varsavia, contagiate dai figli più piccoli che non erano stati vaccinati. L’appello delle autorità è arrivato negli stessi giorni in cui l’Organizzazione mondiale della sanità aveva lanciato ancora una volta l’allarme per decine di migliaia di casi di morbillo in tutta Europa.

IN ITALIA 2.295 CASI NEL 2018

L’aspetto paradossale è che i numeri della Polonia non sono quelli di un’epidemia. A ben vedere i Paesi che dovrebbero preoccuparsi sono altri, Italia in testa. Secondo i dati pubblicati nel bollettino mensile dell’Istituto Superiore di Sanità, nel nostro paese tra il primo gennaio e il 30 settembre 2018, sono stati registrati 2.295 casi di morbillo (44 solo a settembre). Da settembre 2017 ad agosto 2018, ha rilevato l’European Centre for Disease Prevention and Control, in Italia si sono verificati 2.718 contagi, cifre molto lontane dai 116 casi registrati in Polonia.

IL 91% DEI CONTAGIATI ITALIANI NON ERA VACCINATO

Sempre secondo il bollettino dell’ISS l’età media dei contagiati è di circa 25 anni, 440 casi (il 19,2% del totale) hanno riguardato bimbi con meno di cinque anni e 143 bambini con meno di un anno. Cento episodi hanno invece colpito operatori dei servizi sanitari. Nei primi nove mesi dell’anno sono stati anche registrati due decessi, a Trieste e nelle Marche. I contagi sono stati più o meno equivalenti tra uomini (52,7%) e donne (47,3%). Il dato che però può preoccupa è quello che riguarda la tipologia di persone colpite. Il 91,1% dei casi per cui è noto lo stato vaccinale era non-vaccinato, il 5,6% aveva effettuato una sola dose, l’1,4% aveva ricevuto due dosi e il 1,9% non ricorda il numero di dosi. L’altro elemento forse più inquietante è che tra i 100 operatori sanitari 83 non erano vaccinati.

MAGLIA NERA ALLA SICILIA: OLTRE 1.000 CASI IN NOVE MESI

In generale l’incidenza dei contagi è stata di 50,6 casi per milione di abitanti. A eccezione del Molise, tutte le regioni hanno segnalato episodi, ma l’88,2% dei casi si è concentrato solo in sette regioni. A livello territoriale la situazione più difficile è sicuramente quella della Sicilia. In nove mesi i casi registrati sono stati 1.117, il 48,6% del totale. Male anche Lazio (235), Campania (181), Calabria (177), Lombardia (149), Emilia-Romagna (89) e Toscana (76). Se consideriamo il rapporto con la poloazione l’incidenza più elevata spetta ancora alla Sicilia (296 casi per milione di abitanti), seguita dalla Calabria, con 120 casi per milione di abitanti

IN UE MAGLIA NERA A ROMANIA, FRANCIA E GRECIA

Questi numeri diventano preoccupanti se confrontati con quello che succede al di là dei nostri confini. Stando ai dati dell’European Centre for Disease Prevention and Control peggio di noi hanno fatto solo Romania(5.088), Francia (2.702) e Grecia (2.289). Macabra posizione anche nella graduatoria dei decessi. Fuori dalla cornice Ue scenari apocalittici per l’Ucraina con oltre 31 mila casi e 14 morti e la Serbia con 5.741 espisodi e 15 decessi.

IL RECORD NEGATIVO DELL’INDIA

Allargando ancora di più lo sguardo e andando a vedere fuori dall’Europa la situazione non migliora. Secondo i dati dell’Oms la maglia nera spetta all’India. Nel 2018 i contagi individuati sono stati oltre 48 mila. Mentre in altri Paesi molto popolosi come UsaBrasile e Russia i contagi sono stati relativamente pochi, rispettivamente 137, 1.735 e 3.313. Nel rapporto di valutazione 2018 sul Piano d’azione globale sui vaccini, l’Oms ha scritto che l’eliminazione della malattia è fortemente minacciata con contagi in aumento in tutto il mondo, per una media di 19 a 25 casi per milione di persone.

L’ALLARME USA PER I VIAGGIATORI VERSO L’ITALIA

L’emergenza morbillo è diventata anche un caso diplomatico, soprattutto con l’America. In agosto il Messico aveva puntato il dito proprio contro l’Italia  per una serie di casi registrati all’interno dell’ambasciata italiana a Città del Messico. All’inizio di novembre invece i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie degli Stati Uniti avevano messo in guardia i cittadini in caso di viaggi in Europa, in particolare in Italia. In una nota, l’agenzia governativa aveva informato che InghilterraItaliaGreciaFranciaRomaniaSerbia e Ucraina erano sotto osservazione, sia pure di livello 1, per quanto riguardava i rischi di contrarre la malattia infettiva. Gli esperti raccomandavano quindi di accertare la vaccinazione prima di partire.

dal web di Antonio Gentile