DAL 1943 LA DEMOCRAZIA CRISTIANA A SERVIZIO DEL BENE COMUNE: UN PROGRAMMA SOCIO-ECONOMICO-POLITICO CHE ASSICURI PROGRESSO ED EQUILIBRIO PER L’ITALIA ! > * SECONDA PARTE

DAL 1943 LA DEMOCRAZIA CRISTIANA A SERVIZIO DEL BENE COMUNE: UN PROGRAMMA SOCIO-ECONOMICO-POLITICO CHE ASSICURI PROGRESSO ED EQUILIBRIO PER L’ITALIA ! > * SECONDA PARTE
Filippo Bongiovanni (Firenze)

A cura di Filippo Bongiovanni (Firenze)

filippo.bongiovanni@dconline.info * Cell. 345-2398699 *

Angelo Sandri (Udine)

Segretario Organizzativo nazionale della Democrazia Cristiana

Vice-Segretario nazionale del Dipartimento per la Tutela del Cittadino e per i Diritti Umani

Segretario politico regionale della Democrazia Cristiana

e di Angelo Sandri (Udine)

segreteria.nazionale@dconline.info * cell. 342-1876463 *

Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana

Direttore Responsabile de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana

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Completiamo questa prima presentazione del programma socio-economico-politico elaborato dal Gruppo di lavoro della Democrazia Cristiana che si è dedicato in questi mesi alla elaborazione di questo documento.

  Il Piano si articola in sei missioni.

 La prima missione, “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura”, stanzia complessivamente 49,1 miliardi – di cui 40,7 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 8,5 miliardi dal Fondo complementare. La Missione 1 sostiene una “rivoluzione digitale” che modernizzi tutto il Paese per avere: una Pubblica Amministrazione più semplice, un settore produttivo più competitivo e maggiori investimenti in turismo e cultura.
La seconda missione, “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica”, stanzia complessivamente 68,6 miliardi – di cui 59,4 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 9,1 miliardi dal Fondo complementare. La Missione 2 intende supportare un profondo cambiamento per realizzare la transizione verde, ecologica e inclusiva del Paese, favorendo l’economia circolare, lo sviluppo di fonti di energia rinnovabile e un’agricoltura più sostenibile.

La terza missione, “Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile”, stanzia complessivamente 31,4 miliardi – di cui 25,4 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 6,06 miliardi dal Fondo complementare. Un profondo cambiamento nell’offerta di trasporto per creare entro il 2026 strade, ferrovie, porti e aeroporti più moderni e sostenibili in tutto il Paese.

La quarta missione, “Istruzione e Ricerca”, stanzia complessivamente 31,9 miliardi di euro – di cui 30,9 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 1 miliardo dal Fondo complementare. In questa Missione, la Componente di diretto interesse delle imprese è la M4C2 – DALLA RICERCA ALL’IM PRESA, volta a: • Rafforzare la ricerca e favorire la diffusione di modelli innovativi per la ricerca di base e applicata condotta in sinergia tra università e imprese; • Sostenere i processi per l’innovazione e il trasferimento tecnologico; • Potenziare le infrastrutture di ricerca, il capitale e le competenze di supporto all’innovazione.

La quinta missione, “Inclusione e Coesione”, stanzia complessivamente 22,5 miliardi – di cui 19,8 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 2,7 miliardi dal Fondo complementare. La missione si esplicita in tre componenti che rispondono alle raccomandazioni della Commissione europea per il 2019 e il 2020, e che saranno accompagnate da una serie di riforme che sostengono e completano l’attuazione degli investimenti: C1 Politiche per il lavoro; C2 Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e Terzo settore; C3 Interventi speciali per la coesione territoriale

La sesta missione, “Salute”, stanzia complessivamente 18,5 miliardi, di cui 15,6 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 2,9 miliardi dal Fondo complementare. Un efficace miglioramento del Sistema Sanitario Nazionale per rendere le strutture più moderne, digitali e inclusive, garantire equità di accesso alle cure, rafforzare la prevenzione e i servizi sul territorio promuovendo la ricerca.

 PROGRAMMAZIONE ECONOMICA PLURIENNALE PER UNA FORTE AZIONE DI SVILUPPO

Gli ultimi 40 anni hanno cambiato la vita degli esseri umani: internet, social, euro, comunicazioni, new economy, modifiche del quadro socioeconomico mondiale e degli equilibri geopolitici.

L’Italia ha giovato in piccola parte di questi cambiamenti epocali partecipando come comparsa ed anche come utilizzatore o per meglio dire, per “drag social-economy” : di fatto siamo stati spettatori di grandi cambiamenti in Europa e nel mondo e certamente non primi attori.

L’assenza di una vera programmazione socioeconomica, l’ascesa rapida di una classe dirigente impreparata che è riuscita solo a burocratizzare lo stato, la mancanza d’investimenti in infrastrutture strategiche e la assoluta mancanza di attenzione verso le risorse più importanti del paese, hanno condotto lo stato ad indebitarsi sempre di più e a offrire servizi sempre peggiori.

Di qui la necessità assoluta di una nuova forma del pensiero politico per la gestione del paese.

Come detto, qualsiasi grande organizzazione deve avere ben chiaro un obbiettivo da raggiungere attraverso un “progetto complesso” che costruisca il proprio futuro competitivo in Europa e nel Mondo. Dunque, solo attraverso un programma socioeconomico di medio periodo, sarà possibile ripartire per più alti obbiettivi strutturali. Importante è mettere sempre di più al centro delle attività politiche il ruolo dei c.d. “produttori” che dovranno qualificare e rendere attrattiva la nostra proposta sociopolitica.

Il piano che segue ha un obbiettivo di cinque anni e deve essere ancorato a un controllo annuale da parte dell’opinione pubblica attraverso la pubblicazione dei dati e dell’avanzamento del progetto entro e non oltre il 31 gennaio di ogni anno solare.

Ecco i principali capitoli settore per settore del programma “PROGRESSO E EQUILIBRIO PER L’ITALIA” per ordine di urgenza e importanza che dovranno essere discussi e ampliati tra domani e dopodomani:

  • RIDUZIONE DEL DEBITO PUBBLICO CON AVANZO QUINQUENNALE.
  • RISTRUTTURAZIONE E RIQUALIFICAZIONE DELLA SPESA PUBBLICA
  • PROVVEDIMENTI URGENTI PER L’AUMENTO DEL PIL E DEL POTERE D’ACQUISTO
  • RIPROGETTAZIONE COMPLETA DEL SISTEMA FISCALE
  • MENO STATO, MENO COSTI E BUROCRAZIA – PIU’ UFFICACIA ED EFFICIENZA.
  • MIGLIORARE I VINCOLI EUROPEI E AUMENTARE L’INTEGRAZIONE.
  • WELFARE, INCLUSIONE, IMMIGRAZIONE ORDINATA E PROGRAMMATA.
  • DIFESA EUROPEA, SICUREZZA NAZIONALE E ORDINE PUBBLICO.
  • INVESTIMENTI INFRASTRUTTURALI NAZIONALI
  • RIFORMA COMPLETA DELLA GIUSTIZIA E DEL SISTEMA PENITENZIARIO.
  • RIFORMA COMPLETA DELLE ATTIVITA’ ESTERE DEL PAESE – (AMBASCIATE)
  • POLITICHE A FAVORE DELLE FAMIGLIE NUCLEARI E DELLA TERZA ETA’
  • DECENTRAMENTO REGIONALE E INVESTIMENTI PRODUTTIVI AL SUD.
  • SOSTEGNI ALLA FORMAZIONE E ALLO SVILUPPO DEL TURISMO.
  • PROGRAMAZIONE AGRICOLA STRATEGICA NAZIONALE.
  • SOSTEGNO AL MADE IN ITALY E PROMOZIONE TERRITORIALE.
  • AUTONOMIA ENERGETICA NAZIONALE E ALLEANZE INTERNAZIONALI
  • AUTONOMIA IDRICA E CAMBIAMENTO CLIMATICO.
  • AZZERAMENTO DEI NUMERI CHIUSI IN OGNI FUNZIONE PUBBLICA E DI CARRIERE
  • MAGGIORE PROTEZIONE DELLE INDUSTRIE DI INTERESSE NAZIONALE

 Svilupperemo questi 20 punti, li sommeremo alle 6 missioni del PNRR e così facendo definiremo il programma “Progresso e Equilibrio per l’Italia”.

Suggeriamo anche di inserire anche il cambio dell’assioma e del paradigma dello stato controllore, con l’assioma inverso del “cittadino che controlla lo Stato”, ed arrivare infine, allo Stato che pubblica risultati, spese e investimenti che dovranno essere approvati dai cittadini non solo attraverso il voto, ma soprattutto, da parte di una categoria di censori pubblici indipendenti che rappresentino la globalità degli investitori e dei creditori dello Stato Italiano.

 

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