ANCHE LA DIREZIONE NAZIONALE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA HA VOLUTO RICORDARE LA FIGURA DI ENRICO MATTEI  – FONDATORE DELL’ENI – A SESSANT’ANNI DALLA SUA SCOMPARSA

ANCHE LA DIREZIONE NAZIONALE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA HA VOLUTO RICORDARE LA FIGURA DI ENRICO MATTEI  – FONDATORE DELL’ENI – A SESSANT’ANNI DALLA SUA SCOMPARSA
Dott. Fernando Ciarrocchi (Ascoli Pic.)

A cura di FERNANDO CIARROCCHI (Monteprandone / prov. Ascoli Piceno)

 fernando.ciarrocchi@dconline.info * Tel. 347-2577651 *

Coordinatore della redazione giornalistica de “Il Popolo” della Democrazia Cristiana.

 Responsabile nazionale dell’Agenzia Stampa “Libertas”

Vice-Segretario nazionale del Dipartimento Sviluppo-Comunicazione-Marketing” della Democrazia Cristiana 

Editorialista del ” Il Popolo” della Democrazia Cristiana 

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L’Ing. Enrico Mattei, fondatore dell’ENI

Anche nel corso della Direzione nazionale della Democrazia Cristiana – svoltasi a Roma nei giorni 28 e 29 ottobre 2022 presso il Centro “San Giovanni Paolo II” in via della Cammillucia 120 – si è voluto ricordare la figura di Enrico Mattei, fondatore dell’ENI, a sessant’anni dalla sua scomparsa.

La Direzione nazionale della Democrazia Cristiana è stata presieduta dal Segretario Politico Nazionale Vicario della D.C. Comm. Rodolfo Concordia (Roma), il quale ha voluto ricordare – a nome di tutto il partito dello Scudo Crociato – con profonda stima e gratitudine la figura dell’Ing. Enrico Mattei per il suo contributo encomiabile ed indimenticabile allo sviluppo sociale ed economico della nostra bella Italia.

Comm. Rodolfo Concordia (Roma)

Enrico Mattei è una delle più eminenti personalità marchigiane che hanno contribuito in modo determinante allo sviluppo economico e sociale dell’Italia dal dopoguerra in poi. E’ stato uno dei padri dell’industrializzazione dell’Italia.

Era la sera del 27 ottobre 1962. Mancavano tre minuti alle 19. Un bimotore Paris II, decollato alle 16:57 da Catania e diretto a Milano Linate, stava sorvolando le campagne del Pavese, non lontano da Melegnano.

Dalla torre di controllo seguono la manovra a pochi minuti dall’atterraggio, quando il velivolo scomparve dal radar.

L’allarme fu immediato, ma nei campi vicino al paesino di Bascapè, in provincia di Pavia, i soccorritori trovarono solo i rottami dell’aereo. I resti, erano sparsi un po’ ovunque, dei tre uomini che si trovavano a bordo: Enrico Mattei, presidente dell’Eni, il pilota Imerio Bertuzzi e il giornalista americano William McHale, della testata Time–Life. Era incaricato di scrivere un articolo su di lui. Nel giro di 24 ore la notizia fece il giro del mondo.

La salma dell’Ing. Enrico Mattei

Enrico Mattei nacque ad Acqualagna, nelle Marche, il 29 aprile 1906.

Inizia a lavorare come operaio in una conceria a Roma, ma per un breve periodo e ne diventa direttore. Quando, poi, si trasferì a Milano si reinventò rappresentante di commercio per l’azienda di vernici Max Meyer, ma a soli trent’anni iniziò una sua attività: l’Industria chimica lombarda.

L’Ing. Enrico Mattei , con il Sindaco Santo di Firenze, prof. Giogio La Pira.

Ma ad animare Mattei non furono solo ambizione e un incredibile fiuto: Enrico vuole meritarsi quello che ha e in quegli anni tornò a studiare per diplomarsi come ragioniere “Mio padre diceva che è brutto essere poveri, perché non si può studiare e senza titolo di studio non si può fare strada”, questa fu una delle frasi che molti anni dopo durante il discorso per il conferimento della laurea honoris causa all’Università di Camerino.

Ma i venti di guerra spiravano sull’Italia e sui sogni del giovane Mattei.

Il conflitto fu una parentesi: lo vide comandante del Corpo volontari per la libertà come partigiano “bianco”, per la sua estrazione cattolica. Dopo la liberazione di Milano, sfilò in testa al corteo del 6 maggio 1945 con Luigi Longo, Ferruccio Parri e Raffaele Cadorna.

Tre giorni dopo fu nominato commissario liquidatore della Snam e dell’Agip, l’azienda statale per il petrolio fondata da Mussolini nel 1926.

L’Ing. Enrico Mattei con i suoi collaboratori

Intravvedendo possibili sviluppi, Mattei decise di non chiudere le aziende di stato e riprese le trivellazioni abbandonate durante il conflitto.

L’accorata lettera dell’On.le Aldo Moro all’Ing. Enrico Mattei con cui gli chiese l’impegno nella Democrazia Cristiana

Fu un successo: a Caviaga, in Val Padana, trovò il metano.

Nel 1949, con un vero e proprio colpo di scena, da un pozzo a Cortemaggiore zampillò improvvisamente l’oro nero. L’Italia ha il petrolio. Sarà, poi, proprio il nome della località di estrazione che diede il nome alla benzina che in quegli anni alla colonnina era denominata, appunto, Cortemaggiore o super Cortemaggiore.

“L’Italia ha tanto di quel petrolio da bastare a sé stessa” — è l’annuncio entusiasta sul Corriere della Sera dell’epoca.

Nulla riuscì a fermare il grande Mattei che realizzò l’architettura della sua creatura, spaziando dalle pompe di benzina, ai gasdotti, ai moderni Motel Agip fino alla realizzazione del polo petrolchimico di Ravenna.

Tra le molteplici attività l’Ing. Enrico Mattei  fu protagonista anche politica tanto che fu eletto nelle fila della Democrazia Cristiana dopo l’accorato appello dell’allora Segretario Nazionale della Democrazia Cristiana, On.le Aldo Moro.

 

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