11 settembre: una beffa della storia ? Il mondo si interroga.

11 settembre: una beffa della storia ? Il mondo si interroga.
Dott. Fernando Ciarrocchi

A cura del Dott. Fernando Ciarrocchi di Monteprandone (prov. Ascoli Piceno) 

fernando.ciarrocchi@dconline.info  * Pers. 347/2577651

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11 settembre 20o1 -11 settembre 2021. Sono trascorsi ormai 20 anni dall’orrendo attentato alle Torri Gemelle che erano il simbolo emblematico dell’Occidente opulento ed avanzato.

Tutti gli uomini del mondo hanno ormai impresso in maniera indelebile nelle loro menti le tragiche immagini della distruzione dei due mega grattacieli in cui persero la vita ben 2.977 persone.

Una vera ecatombe umana !

La triste immagine dell’attacco alle Torri Gemelle

A reggere le sorti del governo statunitense in quel periodo era George Bush che apprese la notizia mentre stava incontrando una giovane scolaresca in uno degli Stati americani.

Ne seguì – come a tutti noto – l’attacco statunitense senza se e senza ma: la prima superpotenza del mondo, ” il gendarme del mondo”, che ha sempre garantito democrazia , libertà e progresso, non si fece attendere.

L’allora Presidente americano George Bush mentre riceve la notizia dell’attacco

Tutti infatti ricordiamo l’ingresso a Kabul delle truppe americane.

Ed in particolar modo ricordiamo l’episodio del soldato a stelle e strisce che mentre stavano abbattendo la statua di Saddam, issa la bandiera americana al fine di dire a tutto il mondo: Kabul è stata liberata e la democrazia inizia a mettere le radici in terra afghana.

A seguire la cronaca degli ultimi 20 anni in cui le truppe statunitensi (e quelle dei suoi alleati) hanno presieduto il territorio per poter permettere al popolo afgano di autorganizzarsi affinchè si dotasse di strumenti democratici per affrancarsi dalla loro storia sempre più anacronistica: a mò di esempio basti pensare a come considerano la condizione femminile (SIC !).

Truppe americane a Kabul

Sono trascorsi 20 anni in cui l’America (ma anche i suoi alleati) ha investito non solo in termini di risorse finanziarie ma soprattutto di vite umane: al riguardo non dimentichiamo i nostri 55 militari deceduti in terra afghana per difendere ed insegnare la libertà, anima dei governi e dei popoli democratici.

Ma va ricordato che tutte le nazioni del patto atlantico hanno contribuito affinché questa parte del mondo diventasse democratica, aperta sempre e nel rispetto della loro cultura e tradizioni.

Ma tutto ciò purtroppo non è avvenuto – nonostante tutto – ed ad oggi sembra proprio una beffa della storia, perché ?

Nel ventennale dell’11 settembre l’alleanza occidentale che liberò l’Afghanistan dalla dittatura, per mille ragioni, solo alcune delle quali condivisibili, batte bandiera in ritirata e gli sconfitti di allora sono i vincitori di oggi. Chi l’avrebbe potuto mai pensare?

Il Presidente U.S.A. Joe Biden e gli ex Presidenti Obama e Clinton a Ground Zero per l’ 11 settembre

Davvero la permanenza in terra afghana ha avuto costi finanziari elevatissimi, ma saranno altrettanto salatissimi i costi che tutto l’Occidente – in un modo o nell’altro – dovrà ora sostenere per la corrente emergenza umanitaria e demografica causata da questi malefici artefici del male che sono i talebani ritornati al governo del Paese.

Saranno necessari senz’altro aiuti alimentari, finanziari e sostegni di ogni genere a sostegno di una popolazione stremata e governata da una compagine comunque “malata” e tanto ostile non solo agli Stati Uniti ma all’Europa tutta.

E nonostante questo le emergenze umanitarie avranno giustamente e comunque la precedenza su qualsiasi esigenza o strategia geopolitica.

Un tunnel senza luce per le donne afghane

Così il mondo torna in subbuglio, in confusione e in costante fibrillazione.

Una su tutte l’altissima e costante allerta per sventare – o anzi meglio – prevenire eventuali attentanti terroristici ed altre forme di violenza annesse e connesse. I rischi sono veramente colossali.

Obama, Biden, Clinton e rispettive consorti l’11 settembre in quel di Ground Zero, giustamente presenti a rendere omaggio alle 2.977 vittime innocenti ed ai loro familiari che straziati dal dolore stringono le foto dei loro cari al cuore quale segno di affetto e amore fraterno inscindibile.

Oltre ai tre Presidenti americani, anche George Bush ha fatto sentire la sua voce, tanto che Biden nel suo indirizzo di saluto ha potuto affermare: “L’unità è la nostra forza per il futuro”.

L’ex Presidente USA, Donald Trump , invece, l’11 settembre ha preferito recarsi in visita ad una caserma di vigili di del fuoco di New Jork per testimoniare gratitudine, apprezzamento e vicinanza allo storico corpo americano dei Vigili del fuoco, che fu impegnato nelle tragiche operazioni di soccorso di 20 anni or sono ed in cui persero la vita ben 343 pompieri.

L’ex Presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump

Da come sono state gestite le vicende e dalle scelte compiute dalla politica, sembra proprio una beffa della storia  in cui anche un cinico calcolo strategico potrebbe avere il suo spazio nello scacchiere geopolitico.

Quale potrebbe essere?

Veramente difficile ipotizzarlo in questo momento.

Nell’immeditato potrebbe anche forse verificarsi un nuovo dispiegamento di forze armate degli Stati Uniti d’America e dei Paesi alleati contro quel bastardo terrorismo internazionale che potrebbe purtroppo colpire in qualsiasi momento ed in ogni parte del mondo.

Segreterio Nazionale della Democrazia Cristiana ( Udine)
Angelo Sandri (Udine)

Qualsiasi previsione resta per ora fine a sè stessa e non è certo il momento di azzardare al momento troppe ipotesi.

<< Urge però che l’America – dichiara il Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana Dott. Angelo Sandri – possa riacquistare o meglio possa ritrovare quel suo ruolo di super potenza democratica del mondo, in sintonia con gli storici alleati europei.

Questa potrebbe sicuramente essere  la “conditio sine qua non” per poter  continuare ad alimentare quel sia pur flebile barlume di speranza da tenere in vita per la pace per la democrazia, il che ha valore immenso per il mondo intero ! >>

 

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