Pandemia da corona virus “delenda est” ! –  004 (ultima parte)

Pandemia da corona virus “delenda est” ! –  004 (ultima parte)

A cura Prof. Alessandro Calabrese (Taranto) * alessandro.calabrese@dconline.info * cell. 334-7029163 * Vice-Presidente nazionale della Democrazia Cristiana e Presidente regionale della D.C. Puglia.

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< Pandemia da corona virus “delenda est” ! –  004 (ultima parte) > 

Pensare di igienizzare tutte le superfici con le quali potremmo entrare in contatto è impossibile: per questo è importante restare a casa, rispettare le misure di distanziamento/isolamento sociale e osservare tutte le indicazioni necessarie per ridurre i rischi di contagio.

È invece molto improbabile entrare in contatto con il virus attraverso l’asfalto (spesso igienizzato in questi giorni): è difficile che qualcuno lo tocchi con le mani e, anche in condizioni normali, nessuno si metterebbe le mani in bocca dopo aver toccato la suola delle scarpe.

Coronavirus, quanto sopravvive su scarpe, asfalto, acciaio e altre superfici?

Il virus può resistere anche giorni sulle superfici, ma il contagio è improbabile perché la carica virale precipita. Resta fondamentale non mettersi le mani in bocca e la disinfezione delle superfici

Sta girando sui social un audio in cui si suggerisce di utilizzare un solo paio di scarpe per uscire, con l’invito a lasciarle fuori dalla porta di casa una volta utilizzate perché il virus riuscirebbe a rimanere vivo per 9 giorni sull’asfalto.

L’audio – con questo suggerimento – sta facendo il giro delle chat di tutta Italia, ma il virologo dell’università Statale di Milano Fabrizio Pregliasco spiega:

<< È vero, il virus può sopravvivere qualche giorno, ma lo ribadiamo, con una carica virale irrisoria.

Lo sporco, creando un biofilm, fa da barriera protettiva a virus e batteri: il grasso della sporcizia, quindi anche quella che troviamo per strada, crea l’ambiente ideale per i virus, compreso Sars-Cov2.

Ma parliamoci chiaro: è molto improbabile che si calpestino droplets infetti di qualcuno che ha tossito o starnutito per strada e che poi si tocchi con le mani la suola delle scarpe per poi mettersi le mani nel naso o in bocca. Più facile che una situazione del genere avvenga come abbiamo detto con superfici come maniglie, appigli della metropolitana, pulsanti degli ascensori. La parola d’ordine resta un’igiene accurata delle mani e la pulizia degli ambienti perché una buona igiene neutralizza i virus >>.

La disinfezione delle strade che molti Comuni stanno attuando è pressoché inutile alla guerra contro Covid-19.

Al supermercato.

In molti ancora si stanno chiedendo che cosa fare degli oggetti che si comprano al supermercato. Devo disinfettare tutto? Se acquisto una busta di prosciutto devo lavarla per non rischiare di contaminarmi?

Aggiunge ancora Fabrizio Pregliasco: << Intanto dovrei avere la sfortuna che qualcuno ci abbia tossito sopra quindi, come su tutte le superfici vale sempre la stessa cosa: non devo mettermi le mani in bocca e le mani vanno lavate spesso. Non ritengo necessario disinfettare la busta di plastica. >>.

I vestiti

E i vestiti? << Anche qui – aggiunge il virologo – non esageriamo con le paure. Se proprio uno si vuol sentir sicuro può esporre il giaccone all’aperto, ma mi pare una precauzione superflua. Per far sì che ci sia una contaminazione, qualcuno dovrebbe aver lasciato le famose goccioline sul cappotto che poi io tocco con le mani, che mi porto in bocca. Già mi sembra improbabile, ma se mai dovesse avvenire è perché mi sono avvicinato troppo a qualcuno e oggi è raccomandato di mantenere un metro di distanza».

La parole di Silvio Brusaferro

Anche il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro è intervenuto sull’argomento superfici sostenendo che «la possibilità che il coronavirus si trasmetta attraverso gli oggetti, compresi i cibi confezionati, è una possibilità che non possiamo escludere ma è altamente improbabile».

I dati, ha spiegato «mostrano come il virus può sopravvivere da qualche ora a qualche giorno laddove queste superfici rimangano completamente protette o non vengano esposte a pulizia, a opere di disinfezione o a fenomeni naturali come sole e pioggia. Ma sappiamo anche che è molto sensibile ai disinfettanti a base di cloro e alcol e che si trasmette attraverso droplets o contatto attraverso mano».

La nuova ricerca

Ora un nuovo studio mette a confronto la sopravvivenza sulle superfici dei virus Sars e Sars-Cov2 ed evidenza che i due coronavirus su questo aspetto sono molto simili ed entrambi mostrano una notevole calo della carica virale a distanza di qualche ora.

L’esperimento realizzato in laboratorio da ricercatori del National Institutes of Health ha confermato che il virus può sopravvivere su varie tipologie di superfici. In particolare ne hanno analizzate quattro: rame, cartone, acciaio inossidabile e plastica e hanno verificato quanto cambia la capacità infettante del virus con il passare delle ore in un esperimento a temperatura ambiente.

Al nuovo coronavirus non piacciono rame (che dimezza la sua capacità infettiva in meno di due ore e sparisce dopo quattro) e cartone (che dimezza la capacità infettiva in 5 ore e sparisce in 24).

Più lunga la persistenza sulle altre due superfici. Sull’acciaio inossidabile la carica infettante risultava dimezzata solo dopo circa 6 ore, mentre ne erano necessarie circa 7 per dimezzarla sulla plastica.

Per osservare il completo azzeramento dell’infettività ci vogliono 48 ore per l’acciaio e 72 per la plastica.

È confermato dunque che il rischio diminuisce con il passare delle ore, ma si annulla dopo qualche giorno. Per proteggerci si ribadisce l’importanza dell’isolamento sociale, igiene delle mani e delle superfici (pulire una superficie con detergenti disattiva il virus) e ancora una volta non toccarsi il viso con le mani (e non farselo toccare)

In ascensore

I ricercatori hanno poi spruzzato il virus in un ambiente chiuso constatando che può restare nell’aria fino a tre ore con una carica virale dimezzata un’ora dopo. Ma attenzione, sono gli stessi studiosi che precisano che le prove di laboratorio non coincidono sempre con la realtà: in caso di tosse e starnuti i droplets sono pesanti e cadono al suolo, annullando la possibilità di contagio.

Allora possiamo salire in ascensore senza ansia? «Sì, le goccioline emesse da una persona contagiosa si depositano a terra, la possibilità di contagio per contatto è la stessa che in metrò o in altri luoghi per questo la raccomandazione resta non mettersi le mani in bocca dopo aver toccato qualunque superficie e lavarsi spesso le mani. Naturalmente l’importante è che in ascensore si vada uno alla volta».

Gli scienziati concludono però che la vitalità del nuovo coronavirus non spiega la sua rapida diffusione dal momento che anche Sars aveva le stesse caratteristiche ma nel 2003 ma non si è diffusa così tanto.

Per limitare la diffusione del nuovo coronavirus Sars-CoV-2 ci è stato raccomandato innumerevoli volte di lavarci le mani e disinfettare le superfici toccate più di frequente a casa.

Si pensa che, come altri coronavirus, quello che causa il Covid-19 si diffonda in genere con le gocce invisibili emesse nell’aria quando una persona infettata tossisce oppure starnutisce. Queste piccole gocce possono essere inalate dalle persone vicine oppure possono depositarsi sulle superfici.

Quando un’altra persona tocca queste superfici e poi si porta la mano alla bocca, al naso o agli occhi, si può infettare. Disinfettanti presenti generalmente in casa eliminano il virus dalle superfici.

Acciaio e plastica

Ma per quanto tempo il virus rimane in aria o sulle superfici ? Il virus potrebbe rimanere in aria fino a tre ore, e fino a due o tre giorni sulle superfici di acciaio o plastica.

I ricercatori hanno cercato di paragonare il virus dell’attuale pandemia con un altro simile, il Sars-CoV-1, che ha causato un’epidemia più limitata nel 2002-2003. Ci sono infatti ancora aspetti non chiari sui meccanismi di trasmissione del virus attuale.

Per quanto riguarda l’esterno, in Cina e in Corea del Sud le strade vengono disinfettate con la candeggina. Ma non è chiaro se questo metodo sia efficace perché la luce ultravioletta, che sembra distruggere i coronavirus, degrada anche la stessa candeggina. Inoltre i suoi vapori, a lungo andare, possono essere dannosi per la salute delle persone.

Quali sono dunque le indicazioni ? 

I contatti personali appaiono come la via di trasmissione più probabile del Covid-19. Bisogna quindi minimizzare i contatti, con le raccomandazioni consuete: rimanere a casa se si è malati, ridurre i contatti stretti con gli altri, coprirsi se qualcuno starnutisce o tossisce e lavare le mani regolarmente !

 

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Una risposta a "Pandemia da corona virus “delenda est” ! –  004 (ultima parte)"

  1. Nicola TOAJAR   27 Marzo 2020 il 9:32

    Condivido. In due parole c’è da stare chiusi in casa bene .

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