Wicked problems (problemi scellerati): la trasformazione del lavoro dopo la pandemia da coronavirus.

Wicked problems (problemi scellerati): la trasformazione del lavoro dopo la pandemia da coronavirus.

 

A cura di FRANCO CAPANNA ( Sindacalista TERAMO) *franco.capanna@ilpopolo.news

www.ilpopolo.news *

www.democraziacristianaonline.it 

< LA TRASFORMAZIONE DEL LAVORO DOPO LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS >. 

Nel 1973, Horst Rittel e Melvin Webber formularono il concetto di “Wicked problems “, che potremmo tradurre come “problemi scellerati”: si tratta di problemi la cui risoluzione è estremamente complessa e che tendono a generare o acuire altri problemi.

I “wicked problems” sono associati a informazioni incomplete, ambigue o contraddittorie; una diversità di prospettive sulla natura del problema e sulle possibili soluzioni; un livello di gravità e intrattabilità alto o addirittura molto alto; la natura sfaccettata e interconnessa del problema.

La pandemia del Covid-19 riflette dunque molte di queste caratteristiche.

Nelle prime settimane, i cittadini hanno ricevuto informazioni ambigue o contraddittorie, causate anche da una certa diversità di vedute tra i diversi livelli di governo (stato e regioni in primis).

La risoluzione della crisi sarà inevitabilmente lenta ed esiste la possibilità di serie ricadute nei prossimi mesi. Ogni intervento mette in luce nuove facce del problema, con ripercussioni negative che possono protrarsi nel tempo.

Data l’originalità del problema, non esistono buone pratiche consolidate, cosa che ha colto i “policy-makers” (italiani e non) letteralmente di sorpresa.

Un “problema scellerato” tende a generarne altri: dalla crisi epidemica si passa facilmente alla crisi finanziaria, alla recessione, alla crisi sociale. Non esiste una soluzione univoca al problema.

A differenza di altri paesi europei, l’Italia giunge alla “sfida” della pandemia dopo anni di stagnazione e di riforme del mercato del lavoro che hanno compresso i salari e ridotto gradualmente le tutele per chi lavora.

Dal 2008 a oggi, i dipendenti a termine sono cresciuti di 760 mila unità, registrando un aumento complessivo del 33%.

Il nostro paese è al primo posto nell’Unione Europea per l’incidenza del lavoro autonomo.

I lavoratori autonomi infatti sono oltre 5 milioni, ovvero un quinto della nostra struttura occupazionale.

Gruppi demografici come giovani e donne tendono a essere particolarmente esposti alla precarietà lavorativa e reddituale: il 27% dei giovani è disoccupato, il 30% si sostenta con meno di 800 euro lordi al mese e il 23% vive in condizioni di povertà lavorativa.

L’emergenza legata diffusione del coronavirus è ancora drammaticamente in corso, ma quel che appare evidente è che la pandemia avrà forti ripercussioni sulla società, sulla economia ed anche sulla psiche della popolazione.

D’altra parte, i cambiamenti più profondi risultano solo da contingenze drammatiche che costringono le persone  a ricominciare da capo e modificare radicalmente il loro modello di vita.

Ed in questi casi potremmo beneficiare della grave situazione per rielaborare soluzioni rivoluzionarie a beneficio di tutti.

A cura di FRANCO CAPANNA ( Sindacalista TERAMO) * franco.capanna@ilpopolo.news

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