VIAGGIO NEL MONDO DEI GIOVANI ( Parte terza)

VIAGGIO NEL MONDO DEI GIOVANI ( Parte terza)

www.ilpopolo.news *  di VALENTINA MANCINELLI * Segretario regionale del Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana – regione Umbria *

Ed un altro aspetto fondamentale è il gruppo ! E’ bene distinguere fra due tipi, il gruppo primario e secondario.

Per gruppo primario, o faccia a faccia, s’intende un insieme abbastanza ristretto di persone che abbiano raggiunto un alto livello di interazione e che si percepiscono “super-individualmente” al cui interno vige una solidarietà reciproca fra i membri che ha radici emotive più che razionali; la banda, il gruppo d’amicizia e a volte la famiglia ne sono un esempio.

Il gruppo secondario si configura in modo antitetico rispetto al primario; di dimensioni piuttosto ampie, è regolato da norme formali, razionali, che portano una certa freddezza di rapporti fra i membri.

Ne deriva che la comunicazione interpersonale avviene a livelli poco profondi. Un gruppo è qualcosa di diverso da ‘aggregato’ o ‘classe’, anche se spesso il termine gruppo viene usato nel senso di ‘aggregato’, ‘classe’, ‘collettività’ e ‘categoria sociale’.

Caratteristica essenziale perché un insieme di persone possa essere definito gruppo è che esse abbiano qualcosa in comune e che quel ‘qualcosa’ sia percepito da ogni singolo componente, il gruppo, la cui struttura può essere a sua volta di due tipi: orizzontale, riguardante la dimensione affettiva o verticale, riguardante la dimensione del potere, cioè i rapporti di dominanza-sottomissione.

L’organizzazione interna diviene sempre più stabile  fino a raggiungere quella fase ultima in cui gli studiosi anglosassoni hanno chiamato “istituzionalizzazione della struttura”.

Spesso i giovani si trovano ad attraversare fasi di conflittualità familiare o fra gruppi che li portano ad assumere atteggiamenti fuorvianti qualora non si adeguino alle norme morali e civiche, che sfociano in comportamenti disgreganti in cui si ha la tendenza a far prevalere ad ogni costo le proprie ragioni, ciò avviene negli ambienti da essi frequentati, all’interno del nucleo familiare (conflittualità genitori- figli), le classi di formazione scolastica (episodi di bullismo) e frequentazione di spazi ricreativi non sempre ben organizzati.

La presa in carico di modelli a cui rispecchiarsi è prevalentemente quella del personaggio che è temerario, dotato di forza fisica e anche psicologica ma a mio parere, non più di tanto morale.

L’identificazione con l’azione di forza fisica e psicologica come strumento in grado di saper vincere su tutto non è sempre sufficiente a ristrutturare la disciplina morale a cui è necessario fare riferimento.

Infatti per i giovani, se non hanno figure di riferimento valide, provenienti dalle aree cattoliche, sostenute da adulti in grado di saper tradurre in maniera disinteressata le varie problematiche, ci saranno seri ostacoli.

Il movimento giovanile della Democrazia Cristiana intende richiamarsi esplicitamente all’art. 93 della nostra Costituzione italiana.

FINE TERZA PARTE

VALENTINA MANCINELLI – Bastia Umbra (PG) * valentina.mancinelli@dconline.info

Segretario regionale del Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana – regione Umbria