VERSO LE ELEZIONI REGIONALI DI LAZIO, LOMBARDIA, FRIULI VENEZIA GIULIA E MOLISE

VERSO LE ELEZIONI REGIONALI DI LAZIO, LOMBARDIA, FRIULI VENEZIA GIULIA E MOLISE
Gabriella Fardella (Roma)

A cura di Gabriella Fardella (Roma)

gabriella.fardella@dconline.info * cell. 347-1861543 *

Presidente nazionale del Movimento Femminile della Democrazia Cristiana

Segretario nazionale Vicario del Dip. per le Relazioni con il Mondo Ecclesiale e del Volontariato

Editorialista de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana

< VERSO LE ELEZIONI REGIONALI DI LAZIO, LOMBARDIA, FRIULI VENEZIA GIULIA E MOLISE >

Nelle prossime settimane (o mesi) saremo chiamati alle urne per eleggere i Governatori di alcune regioni.

Risultati concreti per i cittadini italiani durante i precedenti cinque anni di attività legislativa? Pochi. Solo provvedimenti a favore di caste e di radical chic, spesso con vantaggi inesistenti per l’intera comunità nazionale.

Senza neanche togliersi un euro dai loro stipendi incredibili. I nostri politici sperano di essere rieletti e di continuare a vivere di privilegi che sono fuori dalla storia e dalle comuni norme del buon senso.

Adesso, però, bisogna ottenere i voti per verniciare bene, con la patente di “democrazia”, prebende e ricchezze ottenute grazie ad imposizioni fiscali inique ed ingiuste, ed ecco spuntare come funghi slogans da campagna elettorale a cui nessuno, ormai, crede più.

E’ il caso dei “poveri” tirato in ballo da tutti i partiti, senza vergogna per ciò che non hanno fatto negli ultimi decenni.

Nei giorni scorsi un leader nazionale, famoso per le sue enormi ricchezze, ha dichiarato: << Nessuno può vivere bene, anche chi è agiato, sapendo che intorno a noi ci sono milioni di italiani che devono dipendere dall’assistenza pubblica o dalla carità privata e non hanno accesso alle cure mediche >>.

Bisognava attendere la campagna elettorale per accorgersi dei milioni di poveri che sopravvivono accanto a noi?

Mentre le banche italiane continuano i loro strozzinaggi verso le categorie deboli e le finanziarie guadagnano cifre iperboliche dai loro interessi usurai senza che nessuno ponga loro dei limiti, i partiti, come se nulla fosse, continuano a prendere in giro donne, uomini, giovani, bambini ridotti alla povertà da loro stessi, con le loro inutili scelte che non hanno prodotto alcun provvedimento a favore delle classi disagiate.

I cittadini hanno potuto osservare l’intreccio dannoso tra banche fallite e fondi governativi a salvezza di interessi particolari, hanno potuto vedere l’arroganza con cui personaggi del Governo si sono mossi per interessi personali e familiari, hanno registrato soprusi e corruzioni dilaganti nell’apparato parlamentare e governativo.

75 anni fa la Costituzione italiana veniva approvata con grandi speranze ed enormi idealità.

Una democrazia liberale, solidale a tutela dei cittadini e delle loro libertà fondamentali: era la promessa per una rinascita dopo la guerra ed il Fascismo.

Oggi il degrado etico la fa da padrone e sono pochi gli elettori che credono di eleggere politici che li rappresenti nelle loro istanze vitali.

Soprattutto i giovani che voteranno per la prima volta pensano di trovarsi davanti politici pronti a svolgere le loro attività per il bene comune, ma gruppi del malaffare comunque travestito.

Basta parlare di poveri, di disoccupati, di pensionati, di senza casa: i fatti contano non le parole in campagna elettorale!

Aumenteranno coloro che non si recheranno al voto, quelli che annulleranno le schede e coloro che esprimeranno voti di protesta.

Si potrà solo rimediare in futuro con un ritorno alla legalità in politica, alla moralità nelle scelte dei provvedimenti che adotteranno ad una gestione diminuita come casta e potenziata come ascolto dei bisogni.

Si deve ritornare alla Costituzione Italiana, nella prassi politica e nell’impegno a favore del popolo italiano, tutto intero.

Che il 2023 porti più onestà e più saggezza a coloro che hanno la pretesa di rappresentarci !

 

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Antonio
1 anno fa

Andiamo avanti