VANGELO DEL GIORNO – Mercoledì 06 Giugno 2018

VANGELO DEL GIORNO – Mercoledì 06 Giugno 2018

VANGELO DEL GIORNO – Mercoledì 06 Giugno 2018
Mercoledì della IX settimana delle ferie del Tempo Ordinario

« Signore, da chi andremo ? Tu hai parole di vita eterna » Gv 6,68

Santo(i) del giorno : S. Norbert von Xanten, vescovo e fondatore (1085-1134), S. Rafael Guízar Y Valencia, vescovo (1878-1938)

Meditazione del giorno
San Giustino : “Credo la risurrezione della carne” (Credo)

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 12,18-27.

In quel tempo, vennero a Gesù dei sadducei, i quali dicono che non c’è risurrezione, e lo interrogarono dicendo:
«Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che se muore il fratello di uno e lascia la moglie senza figli, il fratello ne prenda la moglie per dare discendenti al fratello.
C’erano sette fratelli: il primo prese moglie e morì senza lasciare discendenza; allora la prese il secondo, ma morì senza lasciare discendenza; e il terzo egualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Infine, dopo tutti, morì anche la donna.
Nella risurrezione, quando risorgeranno, a chi di loro apparterrà la donna? Poiché in sette l’hanno avuta come moglie».
Rispose loro Gesù: «Non siete voi forse in errore dal momento che non conoscete le Scritture, né la potenza di Dio?
Quando risusciteranno dai morti, infatti, non prenderanno moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli.
A riguardo poi dei morti che devono risorgere, non avete letto nel libro di Mosè, a proposito del roveto, come Dio gli parlò dicendo: Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e di Giacobbe?
Non è un Dio dei morti ma dei viventi! Voi siete in grande errore».

Traduzione liturgica della Bibbia

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Meditazione del giorno:

San Giustino (ca 100-160), filosofo, martire
Trattato sulla risurrezione, 2.4.7-9
“Credo la risurrezione della carne” (Credo)

Coloro che sono in errore dicono che non c’è risurrezione della carne, che è impossibile che essa, dopo esser stata distrutta e ridotta in polvere, ritrovi la sua integrità. Ancora, secondo loro, la salvezza della carne sarebbe non soltanto impossibile, ma pure nociva; biasimano la carne, denunciando i suoi difetti, la rendono responsabile dei peccati; dicono quindi che se questa carne dovesse risuscitare, anche i suoi difetti risusciterebbero… Inoltre, il Salvatore ha detto: «Quando risusciteranno dai morti, non prenderanno moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli.» Ora, dicono, gli angeli non hanno carne, né mangiano né si uniscono. Dunque, dicono, non ci sarà risurrezione della carne…

Quanto sono ciechi gli occhi del solo intelletto! Non hanno visto infatti sulla terra «i ciechi ricuperare la vista, gli storpi camminare» (Mt 11,5) grazie alla parola del Salvatore…, allo scopo di farci credere che, alla risurrezione, l’intera carne risusciterà. Se sulla terra, egli ha guarito le infermità della carne e ha reso al corpo la sua integrità, quanto più lo farà al momento della risurrezione, affinché la carne risusciti senza difetto, integralmente… Questa gente mi sembra ignorare l’operare divino nel suo insieme, all’origine della creazione, quando l’uomo è stato plasmato; ignorano il motivo per il quale le cose terrene sono state fatte.

Il Verbo ha detto: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza (Gen 1,26)… È ovvio che l’uomo, pur plasmato a immagine di Dio, era di carne. Quanto è assurdo allora considerare disprezzabile e senza alcun merito, la carne plasmata da Dio secondo la sua immagine! Che la carne sia preziosa agli occhi di Dio, questo è evidente, poiché essa è opera sua. E poiché proprio in questo si trova il principio del suo progetto per il resto della creazione, è ciò che c’è di più prezioso agli occhi del creatore.

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UN DIO CHE AMA L’UOMO E NON LO
ABBANDONA IN POTERE DELLA MORTE

Esiste sempre il rischio di credere che ci salvia- mo da soli, con le nostre opere e il nostro impegno. Paolo è sempre chiaro nell’affermare che Dio «ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo pro- getto e la sua grazia». Il punto di partenza è in lui, eppure dobbiamo vivere con coerenza questa salvezza che abbiamo ricevuto, anche a costo di soffrire per il Vangelo. La coerenza non provoca la salvezza, ma la rivela. Non si obbedisce al Vangelo per paura dell’inferno, ma perché catturati da una bellezza così assoluta che non possiamo vivere in maniera diversa, tanto da dire con Paolo: «So in chi ho posto la mia fede». Nel Vangelo, la questione posta dai sadducei che non credono alla risurrezione e vogliono screditare questa fede ha il tono becero di una disputa da bar: in paradiso, di chi sarà moglie una donna che ha avuto sette mariti? Gesù, oltre a parlare di una vita oltre la morte, che non segue più le leggi dell’esistenza terrena, perché è altro, cita anche un passo dell’Esodo (Esodo 3,6), accettato dai Sadducei, per porre l’accento su Dio. Egli si presenta come il Vivente che si mette in relazione con i viventi. Se lui è il Dio dei patriarchi, che sono già morti, o è un Dio dei morti, il che contraddice la fede di Israele, 0 i padri già morti devono essere vivi in Dio, in un”altra vita oltre la morte. Dio ama l’uomo e non può abbandonarlo in potere della morte.