UNA CERTA POLITICA DEVE STARE FUORI DALLA SANITÀ !

UNA CERTA POLITICA DEVE STARE FUORI DALLA SANITÀ !
Loredana Di Lorenzo

A cura di Loredana Di Lorenzo ( Tivoli / provincia di Roma)

loredana.dilorenzo@dconline.info * cell. 320-2450359 *

Segretario Organizzativo nazionale del Dipartimento “Legalità e Giustizia” della Democrazia Cristiana italiana.

Editorialista de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana

< UNA CERTA POLITICA DEVE STARE FUORI DALLA SANITÀ ! >

“È assolutamente inaccettabile che politica ed interessi privati debbano inficiare il nostro lavoro, anzi la nostra missione”.  Così affermano i medici di base Tiburtini che per fare fronte alle sempre più incalzanti circolari Ministeriali.

“Già da Natale avevano organizzato in tempo record un attrezzato ed efficientissimo spazio cittadino per le vaccinazioni: 14 postazioni operative in contemporanea, con flussi di pazienti ben contingentati, per poter eseguire le vaccinazioni ognuno ai propri pazienti, conservando dunque i rispettivi studi medici sicuri e senza assembramenti”.

Un enorme vantaggio sia sul piano psicologico ( il paziente viene trattato dal proprio medico di fiducia in grande serenità), sia sul piano della tempistica. Si eliminano ovviamente i tempi di anamnesi e di trasferimento logistico dei pazienti.

La struttura polivalente che il comune di Tivoli ha messo a disposizione dei medici di base per vaccinare in sicurezza i loro pazienti era risultata una strategia vincente con un potenziale che in due soli mesi avrebbe potuto vaccinare l’intera popolazione locale.

Ci racconta il dott. Dario Marziale, Portavoce e Coordinatore della felice iniziativa che ha trovato l’approvazione di Azienda Snitaria locale, Comune, Sanitari e pazienti.

Una struttura funzionale, facilmente raggiungibile, ma soprattutto a costo zero per tutti.

Ebbene qui i vaccini non arriveranno più !

Finite le residue poche dosi per il richiamo, si dovrá chiudere per fare spazio al nuovo che avanza: ossia Sua maestà < l’Hub vaccinale >, frutto degli accordi di palazzo con i privati, che hanno riesumato vecchie e nuove intese in vista della torta “recovery fund” in arrivo.

Ma non basta: “Noi siamo stati messi fuorilegge da Speranza” – prosegue la dott.ssa Enrica Giuliani (medico di trincea sul fronte covid) – “a causa della nuova trovata del Ministero della salute riguardo alla terapia domiciliare del covid, la quale definisce come farmaci da non usare proprio quelli che con più di trecento colleghi stiamo usando da oltre un anno e che hanno portato alla guarigione di migliaia di pazienti con bassissime percentuali di ricoveri”.

“Sono molto delusa ed amareggiata ! L’unica cosa che mi consola e che mi fa andare avanti sono frasi come quella di una paziente di ieri: “Dottoressa grazie, ora sono negativa!”

Lasciare i pazienti covid senza cure precoci a domicilio, in cosiddetta “vigile attesa” e senza alcun tempestivo intervento, è pura follia, racconta lei che sin dall’inizio dell’emergenza ha fatto parte di quel gruppo di medici che ha dato vita a quel circolo virtuoso che ha elaborato e messo a punto un “setting” per le cure domiciliari per il sars cov19.

Un  presidiato gratis, h 24 sul web, che ha raggiunto via chat migliaia di pazienti nelle proprie abitazioni e con risultati davvero eccellenti.

Dopo la pronunzia del Tar ci saremmo tutti aspettati un pò più di doverosa autonomia anche dal punto di vista organizzativo.

La sentenza infatti riconosce a chiare lettere: « I medici devono poter prescrivere i farmaci che ritengono opportuni”. Affermando dunque il principio di scienza, coscienza e conoscenza.

Auspicavamo pertanto l’astensione da ulteriori gravi interferenze ministeriali e magari anche ad una revisione immediata delle linee guida tenendo conto dello schema terapeutico redatto dai noi medici per le cure domiciliari che noi – veri esperti – abbiamo sperimentato sul campo l’efficacia delle cure precoci, senza arrivare a ricoveri disperati.

E dire che sembrava si fossero raggiunti accettabili accordi con il sottosegretario Sileri quando – come fulmine a ciel sereno – è intervenuto il dictat del Ministero che ha confermato  l’assurda, posizione dell’Aifa: “vigile attesa senza farmaci” e ricovero.

È più che lecito dunque pensare ad una volontà politica che neanche troppo velatamente sia intenta esclusivamente ad intercettare i fiumi di denaro pubblico che a pioggia saranno riversati sulle strutture hub e sul  relativo intero indotto.

Dott. Angelo Sandri (Udine)

I medici annuncianogià battaglia ed il prossimo 8 Maggio saranno in piazza per chiedere un’audizione.

Siamo determinati ed andremo avanti per la nostra strada, rispondendo innanzitutto alla nostra coscienza, nell’interesse di tutto il Paese», nonostante gli assurdi proclami del ministro Speranza.

Lapidario anche il commento del Segretario politico nazionale della D.C. Angelo Sandri (Udine):

<< Notiamo che la stupidità Ministeriale e Governativa italiana non ha limiti, nè confini.

O forse si tratta di una famelica ed insenstata voglia di interessi privati e di guadagni (illeciti) ai danni del popolo italiano e soprattutto contro ogni buon senso.

Una caratteristica che da troppo tempo manca alla politica italiana in generale >>.

 

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