Un piccolo “compendio” di storia della Democrazia Cristiana (parte seconda) – La figura di don Luigi Sturzo: fu il primo a parlare esplicitamente dell’idea democristiana. 

Un piccolo “compendio” di storia della Democrazia Cristiana (parte seconda) – La figura di don Luigi Sturzo: fu il primo a parlare esplicitamente dell’idea democristiana. 
Michele Battiloro 
A cura di: * Michele Battiloro (Torre del Greco/in provincia di Napoli) * michele.battiloro@dconline.info
Segretario nazionale del Dipartimento < Internet ed Innovazione tecnologica > della Democrazia Cristiana
Segretario politico della Democrazia Cristiana di Torre del Greco (NA)
Dora Cirulli
* di Dora Cirulli (Roma) * dora.cirulli@dconline.info 
Segretario amministrativo nazionale Vicario della Democrazia Cristiana
Segretario nazionale del Dip. “Comunicazione” della Democrazia Cristiana.
* di Angelo Sandri (Cervignano del Friuli/prov. di Udine) * segreteria.nazionale@dconline.info
Segretario politico naz.le della Democrazia Cristiana
Direttore Responsabile de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana

< Un piccolo “compendio” di storia della Democrazia Cristiana (parte seconda) – La figura di don Luigi Sturzo: fu il primo a parlare esplicitamente dell’idea democristiana >. 

Don Luigi Sturzo

Nella prima parte dell’articolo0 precedente concernente il “Compendio” di Storia della Democrazia Cristiana si è parlato della nascita ideologica del pensiero democristiano avvenuta a  metà secolo diciannovesimo con Don ROMOLO  MURRI, fino all’incontro con DON LUIGI STURZO a fine del 1800.

Luigi Sturzo nacque a Caltagirone (in provincia di Catania) il 26 novembre 1871 e fu considerato tra i fondatori della Democrazia Cristiana Italiana, anche se in realtà aveva rifiutato di aderire ufficialmente al partito guidato da Romolo Murri, facendovi la tessera.

Il 18 gennaio 1919 don Luigi Sturzo fondò il Partito Popolare Italiano (PPI), non partito cattolico ma partito di cattolici.

Nel 1915, essendo stato molto attivo nell’ambito dell’Azione Cattolica italiana, divenne il Segretario generale della Giunta Centrale di quella Associazione.

Nel 18 gennaio del 1919 fondò il Partito Popolare Italiano del quale divenne Segretario politico fino al 1923.

Il 18 gennaio 1919 giunse dunque a compimento ciò che a molti è sembrato l’evento politico più significativo dall’unità d’Italia !

Dall’albergo Santa Chiara di Roma, don Sturzo lancia  il famoso < Appello ai Liberi e Forti >, che tutti consideriamo la carta istitutiva del Partito Popolare Italiano.

Il P.P.I. era un partito laico, che faceva della coscienza cristiana il fondamento della vita nazionale, con un’azione politica centrista. 

Ma contro il parere del suo fondatore, don Luigi Sturzo, dopo la marcia su Roma del 28 ottobre 1922, il Partito Popolare Italiano accettò di sostenere il primo governo Mussolini, ottenendo tra l’altro due importanti ministeri ( il Ministero del Tesoro ed il Ministero del Lavoro e Previdenza sociale).

Don Luigi Sturzo dunqe decise di lasciare tutti gli incarichi ricoperti nel partito e si rifugiò – dal 1924 al 1940 – prima a Londra, poi a Parigi ed infine a New York.

Dopo il referendum in cui gli italiani scelsero tra Monarchia e Repubblica (1946) don Luigi Sturzo ritornò in Italia, sbarcando a Napoli il 5 settembre 1946.

Decise di stabilirsi nella casa generalizia delle Canossiane, in Roma.

Fu il primo a sollevare il problema della “questione morale” pubblicando già nel novembre 1946 sul giornale “L’Italia” un articolo dal titolo assai emblematico: “Moralizziamo la vita pubblica“.

Alcide De Gasperi lo andò a trovare per comunicargli il successo democristiano.

Democrazia imperfetta perché senza regolare alternativa per il buon governo dell’Italia.

Don Luigi Sturzo – nell’agosto 1947 – venne eletto nell’Assemblea regionale siciliana quale Giudice dell’Alta Corte per la Regione Sicilia.

Rimase giudice dell’Alta Corte fino al 17 settembre 1952, quando fu nominato Senatore a vita dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi .

Don Luigi Sturzo accettò la nomina, aderendo al gruppo misto, solo dopo aver ricevuto la dispensa da Pio XII.

Morì a Roma l’8 agosto del 1959, all’età di ottantasette anni.

E’ sepolto nella Chiesa del Santissimo Salvatore a Caltagirone (CT), dove la salma è stata traslata il 3 giugno 1962.

A 40 anni dalla sua morte il Comune di Caltagirone pose nella Scala del Palazzo Municipale una lapide in memoria di don Luigi Sturzo.

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gaetano tropeano
gaetano tropeano
1 anno fa

Bravo Battiloro,per aver rievocato la grande figua di Sturzo.complenti per il tuo.importante impegno