Soldado: di Stefano Sollima.(il Film)

Soldado è un film di genere azione, drammatico, thriller del 2018, diretto da Stefano Sollima, con Benicio Del Toro e Josh Brolin. Uscita al cinema oggi 18 ottobre 2018. Durata 124 minuti. In Soldado, ovvero Sicario 2, la serie action-thriller inizia un nuovo capitolo, che segna il debutto americano del regista romano Stefano Sollima.

Soldado: di Stefano Sollima.(il Film)

Nella guerra di droga non ci sono regole e la lotta della CIA al narcotraffico al confine fra Messico e Stati Uniti si è inasprita da quando i cartelli della droga hanno iniziato a infiltrare terroristi oltre la frontiera americana. Per combattere i narcos l’agente federale Matt Graver (Josh Brolin) dovrà assoldare il misterioso e impenetrabile Alejandro (Benicio Del Toro), la cui famiglia è stata sterminata da un boss del cartello della droga, per aumentare l’efferatezza della guerra.
Alejandro scatenerà una vera e propria, incontrollabile battaglia tra bande in una missione che lo coinvolgerà in modo molto personale. Rapisce, infatti, la figlia del boss per scatenare il conflitto, ma quando la ragazza viene considerata un danno collaterale, il suo destino si metterà tra i due uomini che si interrogano su tutto quello per cui combattono.

Presentato in concorso al Festival di Cannes nel 2015, accolto con entusiasmo di critica e di pubblico portando a casa 90 milioni di dollari a fronte di un costo di 30, Sicario di Denis Villeneuve ha lanciato la carriera del regista canadese e ha generato l’attenzione necessaria a partorire un sequelSoldado, infatti, torna a raccontare lo scottante confine fra Messico e Stati Uniti e i cartelli della drogaBenicio Del ToroJosh Brolin e Jeffrey Donovan interpretano gli stessi personaggi, affiancati, nel cast del film, dalle nuove entrate Catherine Keener e Matthew Modine.

Si tratta di un film importante anche per il cinema italiano, visto che segna l’esordio a Hollywood per il regista romano Stefano Sollima, che mette a frutto l’esperienza maturata con le serie televisive Romanzo criminale, Gomorra e i film ACAB e Suburra. Presto arriverà anche la serie dal cast internazionale ZeroZeroZero, tratta da un altro libro di Roberto Saviano.
Una garanzia anche alla sceneggiatura, dove troviamo uno dei più interessanti specialisti degli ultimi anni, Taylor Sheridan. Suoi gli script di Sicario, Hell or High Water e I segreti di Wind River, con il quale ha anche esordito alla regia. Una vera trilogia sulla frontiera americana di grande livello, ora diventata quadrilogia con Soldado.
Si ripropone la lotta fra chi lavora sul campo, spesso sporcandosi le mani, muovendosi in terreni ambigui, e la politica di chi si presenta illibato e dalla morale irreprensibile, ma in realtà pronto a sacrificare uomini e battaglie etiche per interesse. In Soldado irrompe addirittura il terrorismo suicida, portando gli interessi in ballo nella lotta fra governo americano e cartelli della droga a un ulteriore livello di gravità.

CRITICA DI SOLDADO:

Sergio Sollima non si lascia indimidire dalla macchina hollywoodiana, e non fa rimpiangere Denis Villeneuve con una regia nitida e precisa, e con una messa in scena spettacolare della violenza ruvida e efficace. Il problema sta soprattutto nel copione di Taylor Sheridan, troppo aperto alle influenze seriali e troppo impegnato in un costante gioco al rialzo per costruire la necessaria struttura psicologica dei suoi personaggi. Benicio.

C’è ancora il confine, che qui è anche un po’ frontiera, con tutto quello che di concreto e di simbolico questo comporti.
C’è ancora l’indagine sulla morale, sulla sua sopravvivenza e rilevanza in un mondo che sembra averla dimenticata.
Ci sono ancora Josh Brolin e Benicio Del Toro, e i loro personaggi, mentre non c’è più Emily Blunt, e quind non c’è il femminile, ritratto solo in versioni ormai indurite e modellate sul maschile, o in quella ancora acerba di una ragazzina (tosta) capace, però, di smuovere qualcosa.
C’è Stefano Sollima al posto di Denis Villeneuve (e anche Dariusz Wolski per Roger Deakins, se per questo), e la differenza si sente e non si sente: che per Sollima è un complimento, volendo, nel senso che lascia il suo segno, e non fa rimpiangere troppo il collega.

Il confronto con Sicario è inevitabile, in un film come Soldado.
Non solo per il suo essere sequel che lavora sulla psicologia dei suoi protagonisti in continuità con quello che è stato prima, ma anche perché – lasciando porte aperte, spalancate, all’idea di un ulteriore seguito, e adagiandosi su una struttura narrativa (e un po’ anche formale) che sembra strizzare apertamente a quelle della serialità – impone quasi un’analisi su personaggi e temi che prenda in considerazione un universo espanso rispetto a quello circoscritto del singolo film, quasi incapace di essere contenuto dai confini (appunto) del suo inizio e della sua fine, ma permeato e permeabile in entrambe le direzioni.

Di certo questa natura ambigua di Soldado può risultare intrigante, e il suo rimandare a un passato certo e a un futuro da inventare può risultare vantaggioso. Meno, invece, il costante gioco al rilancio portato avanti dal copione di Taylor Sheridan, che più che tracciare un tradizionale arco narrativo, punta su un’escalation un po’ facile, e senza troppe risoluzioni.
E soprattutto, come troppo spesso avviene nell’universo della serialità Soldado, specie nella sua seconda parte, è vittima di un girare a vuoto, o attorno alle stesse situazioni, che trova la sua origine nella scarsità di materia narrativa a fronte dell’abbondanza di quella temporale.

Sollima gestisce con sicurezza il materiale e i materiali messi a sua disposizione da Hollywood.
Soldato è un film che all’occhio si presenta nitido e calibrato alla perfezione, anche troppo, che gestisce con rigore e precisione adeguati alle questioni logistico-tattiche che racconta. Una precisione quasi asettica, quella di Sollima, che rispecchia la freddezza esecutiva e umana dei personaggi di Brolin e Del Toro, e che sembra limitare le potenzialità del film.
Quando Graver e Alejandro, in misure e momenti diversi, vedono la loro corazza incrinata da un principio di compassione che potrebbe rivelarsi fatale, e che alla fine della fiera è un po’ il cuore del discorso di Soldado, tutto avviene in maniera meccanica, senza che ci si sia stato modo e tempo di costruire uno spazio di empatia e di credibilità. La bolla dentro la quale vivono questi personaggi è di sapone, e scoppia molto in fretta.

Se, tornando al parallelo con Sicario, anche Soldato sembra voler esplorare territori manniani, dove la balistica e l’azione sono un pretesto per indagare, nelle pieghe del racconto, gli abissi profondi dell’umanità dei personaggi e i loro conflitti morali, qui sembra ancora di più che nel film di Villeneuve che la questione sia ribaltata: si finge di guardare al territorio della morale per giustificare – ma non ce ne sarebbe bisogno, no? – la violenza e la sua messa in scena spettacolarizzata, che qui sono comunque ruvide ed efficaci

Nelle sale di tutta Italia da quest’oggi 18 Ottobre 2018.

Un grazie come sempre alla collaborazione con Cooming Soon per il Trailer in anteprima.

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