

Il “becchino” infatti assieme ai suoi pochi intimi, con mossa autonoma e a nostro avviso del tutto scriteriata, ha pensato bene – udite udite – di convocare il comitato direttivo della D.C, da lui rappresentata ( ex Rivoluzione Cristiana, ex DC per le Autonomie), che come noto è sorta “motu proprio” solo nell’anno 2004.

La domanda dunque sorge spontanea: G. Rotondi come mai invece di collaborare a rilanciare il partito della Democrazia Cristiana, che dà evidenti segni di ripresa in tutta Italia, suscitando sempre maggior interesse, con mossa autonoma e senza confrontarsi con nessuno degli “aventi voce in capitolo” tenta di mettersi di traverso??

Fa un po’ come fece “Crisante” Mino Martinazzoli a suo tempo: invece di convocare il Congresso nazionale della D.C., unico avente titolo a prendere una decisione in merito, preferì tentare una strada del tutto illegale ed insulsa per prendere la sciagurata decisione di tentare di sciogliere la D.C.

E’ proprio vero che non c’è mai limite al peggio. G. Rotondi sta cercando di fare ancora peggio di Martinazzoli….
Peccato che si tratta di una evidente …. “fake news”… perlomeno per quanto riguarda la quasi totalità dei democratici cristiani che non sono per nulla interessati alla “pausa di riflessione” del summenzionato “becchino” ed intendono proseguire senza indugio l’attività di rilancio politico ed organizzativo della DEMOCRAZIA CRISTIANA italiana.
Forti di questa sentenza gli iscritti alla Democrazia Cristiana 1992/1993 (ed altri che ne condividevano gli ideali del partito accettando di aderire e rinoscendosi nello Statuto vigente della D.C.) si sono riuniti in Congresso nazionale DANDO ATTUAZIONE A DETTA SENTENZA della Corte di Cassazione a sezioni unite del dicembre 2010.
Si stanno inoltre svolgendo le riunioni dei vari comitati regionali della D.C. per valutare la situazione politica e decidere le iniziative da intraprendere per l’immediato futuro.
