RITA DA CASCIA: PELLEGRINI DA TUTTA ITALIA PER FESTEGGIARE LA SANTA DELLE CAUSE IMPOSSIBILI.

   NUMERI RECORD DI TURISTI, COME PRIMA DEL TERREMOTO.

RITA DA CASCIA: PELLEGRINI DA TUTTA ITALIA PER FESTEGGIARE LA SANTA DELLE CAUSE IMPOSSIBILI.

di DANILO BAZZUCCHI

E’ una Santa venerata in tutto il mondo e forse questo spiega l’enorme flusso di turisti che con tutti i mezzi (autobus, auto, camper etc.) hanno riempito le strade di Cascia (PG) fin dal primo mattino.

Nell’anniversario della morte (22 maggio 1457), si festeggia Santa Rita da Cascia rinnovando quel momento spettacolare di devozione, tra i tantissimi fedeli, che è il lancio delle rose al passaggio della statua della santa.

Si è tornati a respirare un clima di festa e di misticismo per questa grande Santa umbra, “protettrice degli afflitti, avvocata delle cause difficili”, esempio e modello delle Chiesa cattolica.

Moltissimi i pellegrini presenti nei luoghi di culto di Roccaporena, paese vicino a Cascia, dove Santa Chiara è vissuta, in cui è possibile visitare la sua casa, gli ambienti della sua tormentata esistenza e – per chi lo vuole –  rifugiarsi nella preghiera sul monte, dove la santa ogni giorno saliva per la contemplazione.

Per celebrare S. Rita e la sua festa è arrivato al santuario di Cascia il Cardinale Angelo Amato insieme al vescovo della diocesi Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo.

Presenti anche la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, la presidente dell’Assemblea legislativa Donatella Porzi, parlamentari, autorità militari ed il sindaco di Cascia, Mario De Carolis.

Margherita Lotti, questo il vero nome di S. Rita, nasce a Roccaporena di Cascia (PG) nel 1381. Cresciuta insieme ai genitori, in una famiglia devotissima al Signore, per assecondare il loro volere, rinuncia già da allora di entrare in convento ed accetta di sposare tale Paolo Ferdinando, un uomo prepotente e violento che la rendere madre di due bambini e che verrà ucciso in circostanze misteriose ancora in giovane età.

I figli, essendo già grandi, giurano di vendicare il padre, ma la madre, la futura S. Rita, tenta i tutti i modi di dissuaderli fino ad arrivare al punto di chiedere al Signore di chiamarli a sé, pur di non farli diventare omicidi.

La sua preghiera, incomprensibile per noi umani, verrà esaudita dall’Altissimo, che li chiamerà a se poco dopo uno dietro l’altro.

Da quel momento Rita si ritira in convento e, dopo vicissitudini, finalmente diventa suora votandosi alla penitenza, alla preghiera e all’amore di Cristo Crocifisso, il quale le segnerà il volto fino alla fine della sua esistenza conficcandole una spina nella fronte.

Morirà il 22 maggio del 1447. Da quella data il suo corpo, per un ennesimo miracolo, rimane incorrotto ed è oggi visibile a Cascia, nella chiesa a Lei consacrata.

DANILO BAZZUCCHI – PERUGIA

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