Riflessioni sull’indagine PISA (Programme for International Assessment) effettuata tra gli studenti di vari paesi OCSE (compresa l’Italia) >  * PARTE SECONDA

Riflessioni sull’indagine PISA (Programme for International Assessment) effettuata tra gli studenti di vari paesi OCSE (compresa l’Italia) >  * PARTE SECONDA

A cura del Prof. ALESSANDRO CALABRESE (Ginosa/TA) * Segretario nazionale del Dipartimento < Cultura, Scuola, Pubblica Istruzione, Università e Ricerca > della Democrazia Cristiana * alessandro.calabrese@dconline.info .

Pagina facebook ufficiale della Democrazia Cristiana: <DemocraziaCristianaOnline>

Il Prof. Alessandro Calabrese (Taranto) con accanto il Comm. Rodolfo Concordia (Roma) ai lavori della Direzione naz.le D.C. a Roma (sabato 11 gennaio 2020).

Siti internet:  www.ilpopolo.news *

www.democraziacristianaonline.it *

< Riflessioni sull’indagine PISA (Programme for International Assessment) effettuata tra gli studenti di vari paesi OCSE (compresa l’Italia) >  * PARTE SECONDA >

In occasione dei lavori della Direzione nazionale della Democrazia Cristiana riunitasi a Roma nei giorni 10 e 11 gennaio 2020, il prof. Alessandro Calabrese (Taranto) ha predisposto un documento riguardante alcune importanti tematiche rispetto al Dipartimento Nazionale della D.C. da lui presieduto e che è quello della < Cultura, Scuola, Pubblica Istruzione, Università e Ricerca >.

Riproponiamo, pubblicandolo in due parti, il documento di cui trattasi nella sua integralità immaginando che possa suscitare un dibattito di cui si terrà conto anche in sede di Direzione nazionale del partito e dello stesso summenzionato Dipartimento nel corso delle prossime riunioni.

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Per onestà intellettuale va detto che riprendendo un pensiero sull’argomento dai quaderni dal carcere di Antonio Gramsci notiamo che egli così si esprimeva:

“Il latino non si studia per imparare il latino, si studia per abituare i ragazzi a studiare, ad analizzare un corpo storico che si può trattare come un cadavere ma che continuamente si ricompone in vita. Naturalmente io non credo che il latino ed il greco abbiano delle qualità taumaturgiche intrinseche: dico che in un dato ambiente, in una data cultura, con una data tradizione, lo studio così graduato dava quei determinati effetti

Tavolo della presidenza alla Direzione nazionale della Democrazia Cristiana – Roma – giorni 10/11 gennaio 2020

Si può sostituire il latino e il greco e li si sostituirà utilmente, ma occorrerà saper disporre didatticamente la nuova materia o la nuova serie di materie, in modo da ottenere risultati equivalenti di educazione generale dell’uomo, partendo dal ragazzetto fino all’età della scelta professionale”.

L’analfabetismo di ritorno cui è destinato il popolo italiano è in graduale e costante crescita, ragion per cui dobbiamo porre rimedio, rifuggendo dal semplice esercizio della registrazione dei dati negativi preoccupanti, avviando coraggiosamente riforme serie e coraggiose.

L’analisi storica ripercorsa deve provocare un serio dibattito tra i soggetti decisori per evitare nuove riforme che rischierebbero di non risolvere i problemi, ed anzi di aggravarli.

Il malessere che vive la scuola italiana secondo alcuni è causato dai numerosi progetti che, in alcuni casi, potrebbero essere fuorvianti per gli alunni.

Questo Dipartimento della Democrazia Cristiana non giudica negativamente il proliferare dei progetti, ma ritiene che la genesi del malessere debba essere ricondotto al fatto che purtroppo manca un progetto di scuola.

A parere di questo Dipartimento D.C. l’aver abolito l’insegnamento del latino nella scuola media nel 1978 ha inferto un duro colpo anche a tutti gli indirizzi della scuola secondaria di secondo grado, particolarmente ne hanno risentito i percorsi liceali e la stessa università.

Lo studio delle lingue classiche dovrebbe rappresentare un’occasione di riflessione sulla lingua italiana, in quanto lo studio del pensiero degli antichi pone lo studente in condizione di meglio comprendere i mutamenti culturali a cui la nostra società va incontro quotidianamente.

E’ indubbio che la lingua italiana sia profondamente radicata nel latino, e lo studio di questa disciplina rappresenta un potenziamento delle abilità di scrittura e lettura, oltre a concorrere significativamente nella formazione e nella crescita della personalità sviluppando il senso critico. Altro che lingua morta!

Lo studio del latino rappresenterebbe non un ritorno al passato, né tantomeno un privilegio classista, ma sarebbe la vera innovazione della didattica funzionale che porterebbe al perfezionamento della comunicazione verbale e scritta della lingua italiana, affinando e consolidando le competenze sociali e di cittadinanza necessaria per il percorso formativo e di crescita dei nostri studenti.

Il ministro in fuga, all’atto della pubblicazione dei dati così si esprimeva: “Questi risultati ci preoccupano perché è un problema che ci trasciniamo da troppo tempo, se ora non interveniamo rischiamo di pregiudicare il futuro di una generazione, i dati non sono particolarmente diversi da quelli che abbiamo visto nella precedente rilevazione, ma sono molto peggiori di quelli di una ventina di anni fa se paragonati al duemila.

Si denota una significativa difficoltà del mondo scolastico italiano e della capacità di apprendimento dei giovani…… Serve un’inversione di tendenza importante; bisogna tornare a parlare di scuola, tornare a volergli bene rafforzando anche il ruolo degli insegnanti”.

Le parole dell’ormai ex Ministro Fioramonti ci fanno capire che il Dicastero di viale Trastevere aveva finalmente preso atto del degrado inarrestabile, quello che invece non abbiamo capito è la ragione della fuga. In sintesi, l’arco temporale tracciato dall’ormai ex Ministro pressapoco è compatibile con gli effetti prodotti dalla soppressione dell’insegnamento del latino.

La mancanza di finanziamenti significativi per la Scuola, l’Università e la Ricerca costituisce l’ulteriore elemento di appiattimento e di involuzione dei vari percorsi formativi; non dobbiamo attendere le prossime rilevazioni per avviare un serio progetto di riforma, coinvolgendo TUTTE le forze politiche, gli operatori scolastici, le associazioni, l’Accademia dei Lincei, l’Accademia della Crusca, i sindacati, le forze cattoliche e quanti hanno a cuore le sorti della scuola e dei loro figli.

La Democrazia Cristiana con questo documento avvia un percorso di rivisitazione delle varie problematiche che investono il mondo della cultura, della scuola pubblica e privata, delle Università e della Ricerca, offrendo spunti di riflessione senza delegare ad altri il proprio pensiero.

Siamo ben consci che la non rappresentanza in Parlamento del nostro partito potrà essere un ulteriore ostacolo a far avviare una sana e costruttiva riflessione, ma siamo altrettanto consci che la giustezza delle IDEE rappresenta una forza d’urto difficilmente sopprimibile.

L’entusiasmo che abbiamo non potrà essere spento facilmente. Saremo il “grillo parlante” che darà voce a quanti aspirano a migliorare la qualità della vita e con essa l’istruzione.

Il Segretario naz.le del Dip. D.C. < Cultura, Scuola, Pubblica Istruzione, Università e Ricerca > prof. Alessandro Calabrese 

Ricercheremo il sostegno di tutti: famiglie, politici, organi di stampa e quanti hanno a cuore le sorti della nostra società e dei giovani, consci che le nostre proposte sono scevre da posizioni pretestuose e, meno che mai, partigiane.

L’ipotesi che si avanza tiene conto degli attuali assetti nella scuola Secondaria I grado, laddove sono previsti due modelli di articolazione oraria: quello relativo al tempo scuola ordinario e quello relativo al tempo prolungato.

Il quadro orario delle discipline nella scuola Secondaria I grado è disciplinato dall’art.5 del Regolamento sul primo ciclo, approvato con DPR num. 89/2009, dove si stabilisce quanto segue:

<< L’orario annuale obbligatorio delle lezioni nella scuola secondaria di I grado e’ di complessive 990 ore, corrispondente a 29 ore settimanali, più 33 ore annuali da destinare ad attività di approfondimento riferita agli insegnamenti di materie letterarie.  Nel tempo prolungato il monte ore e’ determinato mediamente in 36 ore settimanali, elevabili fino a 40, comprensive delle ore destinate agli insegnamenti e alle attività e al tempo dedicato alla mensa [….] >>

Il quadro orario settimanale e annuale delle discipline e le classi di concorso per gli insegnamenti nella scuola Secondaria di I grado viene esplicitato nel dettaglio nelle tabelle inserite nel succitato DPR n.89/2009, come di seguito riportato.

La proposta che si avanza è quella di un’ora settimanale di latino per le prime classi e due ore per le classi seconde e terze.

Il costo della proposta che si avanza è calcolato sulla base di 1.689.056 alunni nell’anno scolastico 2018/19 ed il calcolo viene effettuato su base empirica dividendo il numero degli alunni 1.689.056 diviso 25 (numero medio di alunni per classe).

Sempre dal punto di vista empirico si ricava che in detto anno hanno funzionato 67.562 classi.

Dividendo per tre ricaviamo il numero di classi per le prime, le seconde e le terze, pari a 22.520.

Avendo ipotizzato un’ora per classe in prima e la cattedra a 18 ore, le cattedre che scaturiscono sono  22.520 : 18= 1.251 cattedre di latino.

Utilizzando lo stesso criterio di calcolo per le classi seconde e terze avremo circa 5.000 cattedre di latino.

Il costo da sopportare per l’erario calcolato in via presuntiva è il seguente: 1.250 cattedre per le prime classi; 2.500 cattedre per le seconde classi; 2.500 cattedre per le terze classi; per un totale di 6.250 cattedre di latino.

Utilizzando una retribuzione media di €. 1.500,00 mensili alle quali vanno aggiunte €. 450,00 di oneri riflessi, il costo medio annuale compreso la 13^ mensilità sarà di €. 158.437.500.

Sarebbero soldi dei contribuenti ben spesi perché sarebbero di giovamento per gli alunni, generando anche posti di lavoro.

Ma nell’ipotesi che il Governo non voglia o non possa investire tale ridicola somma nel contesto del bilancio dello Stato, si potrebbe proporre una sperimentazione di durata almeno triennale ma obbligatoria in scuole, percentualmente divise tra nord, centro, sud e isole, con una verifica puntuale degli effetti di ricaduta rispetto agli obiettivi prefissati.

 

A cura del Prof. ALESSANDRO CALABRESE (Ginosa/TA) * Segretario nazionale del Dipartimento < Cultura, Scuola, Pubblica Istruzione, Università e Ricerca > della Democrazia Cristiana * alessandro.calabrese@dconline.info .

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