“Questo matrimonio non s’ha da fare !”: i gravissimi problemi del comparto del “wedding planner” in Italia.

“Questo matrimonio non s’ha da fare !”: i gravissimi problemi del comparto del “wedding planner” in Italia.

A cura Dott.ssa Serena Ranieri (Pontecagnano Faiano / in provincia di Salerno) * “Destination wedding planner” e Titolare dell’azienda “Italian event planners”.

Serena Ranieri (Salerno)

“Questo matrimonio non s’ha da fare !”: i gravissimi problemi del comparto del “wedding planner” in Italia.

Si fa tanto parlare del problema economico e delle possibili riaperture in Fase 2 o in fase 3 del comparto cinematografico, di quello della ristorazione, degli stabilimenti balneari e via dicendo, ma della “Wedding Industry” sei sente parlare poco e niente.

Qualche piccolo passaggio su qualche programma TV con parole dei giornalisti che appellano il settore come un giochino, una cosina carina, quasi divertente divertente, del tipo : << Come faremo senza matrimoni ?!? >>.

Questa è la frase che i giornalisti si divertono a ripetere per introdurci alla tematica di cui trattasi: avvilente è dire poco. La domanda da porsi invece sarebbe: << Come faremo con più di 75.000 aziende fallite o in grave crisi e senza possibilità di ricominciare a fatturare se non da Marzo 2021? Come faremo senza più di 200.000 tra imprenditori e dipendenti – famiglie in generale – indebitati da investimenti importanti, in mezzo a una strada? Chi si assumerà la responsabilità di aver sottovalutato le disgrazie di tutte queste famiglie? >>

Le manovre che ci sono in questo momento sono in minima parte “adattabili” a noi, ma non “per” noi? Perchè?

La giornalista Oriana Giraulo, nel presentare questa spinosa questione sul giornale “Le cronache,” ha menzionata in apertura del suo articolo la celebre frase di manzoniana memoria < Questo matrimonio non s’ha da fare ! >.

Una frase letta e riletta un’infinità di volte, a scuola ed anche dopo, ma che – va detto – non è mai stata purtroppo così attuale. Ma se nella storia dei Promessi Sposi a fermare il matrimonio tra Renzo e Lucia ci aveva pensato il famoso ’Innominato, questa volta il cattivo della storia non ha un volto e neanche un aspetto, bensì il nome che tutti ormai conosciamo: il “Covid-19”.

Il “lockdown” infatti  vieta matrimoni e cerimonie di ogni tipo e così tra i settori più duramente colpiti dalla crisi c’è quello dei “wedding planner”. Un intero settore in ginocchio ed uno stop forzato che ha generato lo slittamento degli eventi previsti nei
mesi primaverili ed estivi a fine anno, se non direttamente al 2021/2022.

Un blocco degli incassi del 100%, che si riducono soprattutto a questi mesi in corso, essendo questo un lavoro estremamente legato alla stagionalità. Ma mentre per i matrimoni “italiani” si registrano slittamenti di qualche mese, c’è un altro settore completamente fermo e che ha visto annullati tutti i suoi impegni.

E’ quello del “Destination Wedding”, cioè le nozze delle coppie straniere celebrate
nel nostro Paese. In questo caso il matrimonio diventa una vera e propria occasione di viaggio per festeggiati e parenti che si ritrovano sia a celebrare un matrimonio ma allo stesso tempo realizzare una vera e propria vacanza tutta “Made in Italy”. Mete preferite sono la Toscana, Firenze ma anche Capri, Ischia e la bellissima Costiera Amalfitana.

Sono 50.000 gli operatori coinvolti nel mondo del “destination wedding”; 8.500 location (hotel, ville, ristoranti); 2.000 catering; 8.000 studi fotografici; 2.500 floral designer; 6.500 gruppi musicali; 3.500 agenzie di wedding planners; per non parlare di tutto l’indotto.

Il settore del turismo è in crisi e questo si può ben immaginare.

Ciò che non si immagina è quante realtà professionali collaterali ci sono in esso.

Da oltre dieci anni la mia agenzia si occupa della organizzazione in Italia dei matrimoni per stranieri, partendo proprio dalla bellissima Costiera Amalfitana.

Secondo uno studio della “Convention Bureau Italia”, nel 2019 sono stati celebrati più di
9200 matrimoni di stranieri e più del 15% nella nostra costiera. Parliamo quindi di più di 80.000 turisti provenienti solo da questo indotto, ossia quello della “wedding industry”, che hanno soggiornato e vissuto in costiera la loro vacanza approfittando del
matrimonio. Un matrimonio dunque che diventa occasione di vacanza e per questo motivo da organizzare e pianificare con molto anticipo.

Una crisi, dunque, che non si arresterà nel 2020 ma che potrebbe quasi sicuramente far sentire i suoi effetti anche per il 2021.  Quest’anno infatti non ci saranno turisti e matrimoni di stranieri in costiera e nel resto d’Italia e si prospetta un 2021 con meno della metà delle richieste. Questo significherà l’estinzione di una intera filiera, quella della “wedding industry”.

E purtroppo saranno proprio le medie aziende, le prime a fallire. Il Governo vuole risolvere il nostro problema economico indebitandoci ulteriormente, ma è chiaro che non è la soluzione per questo settore, che dovrà ricominciare da capo.

Per far fronte a questo scenario più che reale, la “Associazione Wedding Industry”
italiana (un gruppo trasversale e spontaneo che sta raggruppando numerose persone ed aziende tra wedding planner, catering e altri operatori ha lanciato online una petizione.

Indicazioni e tempi certi per la futura ripresa dei matrimoni e degli eventi in Italia; sospensione delle cartelle esattoriali e dei tributi per il 2020; accesso a finanziamenti a
fondo perduto per le aziende e indennità per i lavoratori autonomi.

Sono queste le principali richieste redatte all’interno della petizione che ha già raccolto 3.500 firme ed il sostegno di molti nomi noti e autorevoli del settore.

 

A cura Dott.ssa Serena Ranieri (Pontecagnano Faiano / in provincia di Salerno) * “Destination wedding planner” e Titolare dell’azienda “Italian event planners”.

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