Presentato a San Benedetto del Tronto (AP) il secondo volume “I DIARI DEGLI ANNI DI PIOMBO” (inediti) di GIULIO ANDREOTTI

Presentato a San Benedetto del Tronto (AP) il secondo volume “I DIARI DEGLI ANNI DI PIOMBO” (inediti) di GIULIO ANDREOTTI
Dott. Fernando Ciarrocchi

A cura di Dott. Fernando Ciarrocchi (Ascoli Piceno)

fernando.ciarrocchi@dconline.info

Dott. Angelo Sandri

Coordinatore della Redazione giornalistica de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana

e di Dott. Angelo Sandri (Udine)

segreteria.nazionale@dconline.info

Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana

Direttore Responsabile de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana

< Presentato a San Benedetto del Tronto (AP) il secondo volume “I DIARI DEGLI ANNI DI PIOMBO” (inediti) di GIULIO ANDREOTTI >

La città di San Benedetto del Tronto (AP) è nota a livello nazionale e internazionale come la < La riviera delle palme >, grazie al suo magnifico lungomare in cui fanno bella mostra più di cento palmizi e che la rendono davvero stupenda !

In questa splendida cornice dunque, rileviamo che la città – nei giorni scorsi – ha ospitato due personaggi d’ eccezione: Serena e Stefano Andreotti, figli del “divo Giulio”, per ben sette volte Presidente del Consiglio dei ministri e ministro della Repubblica Italiana.

Un indimenticabile personaggio storico della politica italiana e tra i fondatori della Democrazia Cristiania.

La circostanza è stata la 41° edizione del festival letterario “Incontri con l’editore” edizione 2022, organizzato da Mimmo Minuto, protagonista con la P maiuscola della cultura sambenedettese.

La Kermesse culturale ha il sostegno dell’Amministrazione Comunale di San Benedetto del Tronto, della Regione Marche e si avvale della collaborazione della libreria “Libri ed eventi”, dell’Associazione culturale “I luoghi della scrittura” e di altri sponsor.

La presentazione del volume “I diari degli anni di piombo ” di Giulio Andreotti , con l’introduzione di Bruno Vespa a cura di Stefano e Serena Andreotti , edito dalla Solferino, è avvenuta dunque lo scorso 27 maggio alle ore 18,00 presso l’auditorium comunale “G. Tebaldini” del Comune di San Benedetto del Tronto, come anticipato anche dalle colonne di questo stesso giornale.

Il pomeriggio culturale, che ha avuto per protagonisti i due illustri ospiti, è stato introdotto da Mimmo Minuto che li ha ringraziati, cui è seguito l’indirizzo di saluto della prof.ssa Lina Lazari, assessore alla cultura del Comune di San Benedetto del Tronto.

A moderare il dibattito la prof.ssa Maria Rita Bartolomei.

Il volume “I diari degli anni di piombo” è un tomo corposo che consta di 767 pagine, molto dense di ricordi, fatti storici , appunti e emozioni trascritte dall’autorevole scrittore Giulio Andreotti.

Segue al primo volume “I diari segreti di Giulio Andreotti , sempre curato dai figli Stefano e Serena, che ha un avuto un successo più che notevole contrassegnato da più edizioni.

Stefano Andreotti nel suo intervento ha sottolineato che entrambi i volumi sono il risultato di un lavoro certosino , appassionato  di ricerca, catalogazione anche complicato dal fatto che nostro padre aveva  una calligrafia minuta  e scriveva anche su fogli occasionali oltreché su  agende e blocchi notes.

Un momento della presentazione “I diari degli anni di piombo” a San Benedetto del Tronto.

Il terzo genito del 7 volte Presidente del Consiglio dei ministri ha evidenziato che lo sterminato materiale manoscritto di Giulio Andreotti equivale ad oltre 700 metri di carta.

Per volontà proprio di Andreotti buona parte del suo archivio lo ha donato all’ Istituto Don Luigi Sturzo, mentre agende e appunti li ha lasciati a noi figli.

“I diari degli anni di piombo” sono il racconto inedito di un  decennio (1969-1979) decisivo della storia italiana in particolare il triennio ( 1976-1979) anni cruciali: elezioni 1976 PC e DC sono quasi alla pari, socialisti ai minimi storici , difficoltà a fare un governo.

Aldo Moro portò al cosiddetto “governo delle astensioni” e che Giulio Andreotti definì “della non fiducia”.

Nel 1978 avvenne la formazione del governo presieduto da Giulio Andreotti con i comunisti nella maggioranza ma non nell’ esecutivo, dunque, con l’appoggio esterno.

Enrico Berlinguer voleva Aldo Moro Presidente del Consiglio dei Ministri perché vedeva in Moro l’artefice della nuova politica  che aveva lo scopo precipuo e innovativo di portare alla democrazia compiuta, alla democrazia dell’alternanza.

Moro però, ha sottolineato Stefano Andreotti, disse che l’operazione sarebbe riuscita soltanto se il governo lo avesse presieduto Giulio Andreotti, così gli americani sarebbero stati più tranquilli.

Serena Andreotti proseguendo l’intervento di suo fratello ha raccontato alcuni fatti inediti dei terribili giorni del sequestro di Aldo Moro dicendo

Quando mio padre seppe del rapimento del Presidente Aldo Moro si sentì  male fisicamente tanto che svenne. Non si è mai risparmiato per porre in campo tutte le azioni possibili e immaginabili per la liberazione dell’amico Aldo Moro.

Il Presidente Aldo Moro

I contatti con il Vaticano furono costanti tanto che il Segretario particolare di Sua Santità Paolo VI, mons. Pasquale Macchi  ogni sera era a casa nostra per colloquiare con mio padre tanto che fu deciso anche di porre in essere  una raccolta di fondi per liberare Aldo Moro.

Ma ai brigatisti non interessavano i soldi. Volevano lo scambio con dei prigionieri brigatisti delle BR.

Ma ciò non avvenne perché avrebbe significato legittimare il fenomeno delle Brigate Rosse e del terrorismo stesso.

Nonostante gli sforzi non fu possibile evitare la tragedia e tutto questo per mio padre fu il periodo più triste e orrendo della sua carriera politica.

Appresa la ferale notizia dell’uccisione dell’amico Aldo Moro per mano dei brigatisti  mio padre pianse . Per rendervi l’idea dell’immenso dolore che ebbe mio padre vi basti pensare che mio padre pianse solo in un’altra circostanza: per la morte di nostra nonna paterna.

I fratelli Stefano e Serena Andreotti

Quindi basta descrivere mio padre come una cattiva creatura.

Sono bugie, fake news, che ancora oggi ritroviamo sugli schermi cinematografici (vedasi il nuovo di Marco Bellocchio ” Esterno notte” presentato in questi giorni a Cannes”).

Alcuni giorni or sono, prima della presentazione sambenedettese, anche Stefano Andreotti , in merito al nuovo film del regista Marco Bellocchio “Esterno notte”, al Corriere della sera ha dichiarato:

“Nel film di Bellocchio viene presentata una immagine falsata di mio padre. Era un uomo con la coscienza pulita. Non andrò a vederlo. Quanto al cinismo la cosa intollerabile è dipingono mio padre come se fosse responsabile dell’assassinio di Aldo Moro, insensibile ai tentativi di salvarlo”.

Il riferimento alla tristissima vicenda del Presiedente Aldo Moro non poteva certo mancare visto il periodo analizzato dal nuovo volume : Serena e Stefano poi hanno anche raccontato anche ampi spaccati della loro vita  in cui la famiglia è stata sempre al primo posto nonostante, hanno raccontato, nostro padre era sempre in giro per il mondo quale ministro degli esteri apprezzato e stimato: ha vissuto la sua azione diplomatica e politica sempre a servizio della pace e per il bene della nazione.

 

 

A conclusione dell’interessantissimo pomeriggio culturale l’immancabile foto di gruppo

Da dx:

il Dott. Fernando Ciarroccchi, la Dott.ssa Serena Andreotti, Mimmo Minuto, la prof.ssa Maria Rita Bartolomei e il Dott. Stefano Andreotti.      

 

 

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