PER NON DIMENTICARE: LA FAMIGERATA STRAGE DI 12 CARABINIERI ITALIANI AVVENUTA IL 25 Marzo 1944 E NOTA COME L’ECCIDIO DI “MALGA BALA” !

PER NON DIMENTICARE: LA FAMIGERATA STRAGE DI 12 CARABINIERI ITALIANI AVVENUTA IL 25 Marzo 1944 E NOTA COME L’ECCIDIO DI “MALGA BALA” !
Giovanni Monorchio

A cura di Geom. GIOVANNI MONORCHIO (di Camerino/ in provincia di Macerata)

giovanni.monorchio@dconline.info * cell. 393-5109522 *

Vice-Presidente della Democrazia Cristiana Internazionale

Componente la Direzione nazionale della Democrazia Cristiana

Editorialista de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana

e di Dott. ANGELO SANDRI (Cervignano del Friuli/provincia di Udine)

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Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana

Direttore Responsabile de IL POPOLO della Democrazia Cristiana

< PER NON DIMENTICARE: LA FAMIGERATA STRAGE DI 12 CARABINIERI ITALIANI AVVENUTA IL 25 Marzo 1944 E NOTA COME L’ECCIDIO DI “MALGA BALA” ! >

Da tempo avevamo in animo di approfondire una delle pagine più buie della < Resistenza > e che riguarda il martirio di dodici giovani eroi appartenenti all’Arma dei Carabinieri, che vennero barbaramente trucidati il 25 marzo 1944.

L’attività terroristica dei partigiani comunisti Slavi, del generale Tito, insieme – purtroppo – ad alcuni partigiani comunisti Italiani che operavano ai confini della Jugoslavia, provocò l’eccidio di MALGA BALA.

Il sacrario a Tarvisio in cui si ricordano le vittime dell’eccidio di Malga Bala

Fu uno dei tanti episodi disumani e di inaudita ferocia, ad opera di partigiani comunisti.

Oggi detta strage appare ufficialmente confermata, malgrado tanti anni di disinformazione, falsità, menzogne, così come divulgate da chi aveva interesse a negare anche questa strage, insieme a tantissime altre.

Attaccati in maniera vile durante il presidio della centrale idroelettrica, avvelenati e barbaramente trucidati: fu questo il tragico destino di dodici giovani Carabinieri, catturati dai terroristi titini alle Cave dei Predil, nell’alto Friuli.

Loro, i dodici Carabinieri, costituivano il presidio a difesa della centrale idroelettrica di Bretto.

E’ la sera del 23 Marzo 1944, quando i partigiani comunisti presero in ostaggio il Vicebrigadiere Dino Perpignano, che era il Comandate dei presidio che stava rientrando negli alloggiamenti, sotto la minaccia delle armi, lo costrinsero a pronunciare la parola d’ordine: una volta entrati nel presidio, catturarono tutti i Carabinieri, agendo in maniera estremamente feroce.

I partigiani, terroristi comunisti della Jugoslavia di Tito erano in combutta con quelli italiani con a capo Franç Ursic, nome di battaglia Josko; coadiuvati da Silvo Gianfrate, di Foggia; Ivan Likar, detto Socian, già operaio in miniera a Cave e dal commissario politico del territorio Lojs Hrovat, di Plezzo.

In tutto 22 partigiani che costrinsero gli ostaggi a portare a spalla tutto il materiale trafugato dalla caserma e si incamminarono lungo un percorso in salita, nel bosco per raggiungere a tappe forzate Malga Bala.

Il tragitto lungo, è stato intervallato da poche soste, di nell’ultima, la sera del 24 marzo, in una stalla sita sull’altipiano di Logje, qui venne somministrato ai Carabinieri del minestrone a cui erano stati proditoriamente aggiunti soda caustica e sale nero, usato per il bestiame perché ad elevato potere purgante.

Sono stati avvelenati tutti i dodici Carabinieri in modo barbaro.

La loro agonia si protrasse fra atroci dolori per ore ed ore.

La mattina successiva del 25 marzo, venne fatto percorrere ai Carabinieri, l’ultimo tratto di strada che li separava dal luogo della strage, un casolare sito su un pianoro, MALGA BALA appunto, dove il Vicebrigadiere Perpignano venne arpionato ad un calcagno con un uncino, appeso a testa in giù e costretto a vedere la fine dei propri commilitoni dopo di ché verrà finito mentre gli altri militi vennero sterminati barbaramente.

Al termine dell’eccidio, i corpi vennero trascinati a qualche decina di metri dal casolare ed ammucchiati sotto un grosso sasso, parzialmente ricoperti dalla neve.

I cadaveri dei militi vennero rinvenuti casualmente da una pattuglia di militari tedeschi e recuperati per essere ricomposti presso la chiesa di Tarvisio tra il 31 marzo ed il 2 aprile 1944.

I funerali si svolsero presso la stessa Chiesa il 4 aprile 1944.

Al termine di solenne cerimonia funebre, i resti dei dodici Carabinieri furono seppelliti in località Manolz di Tarvisio.

Solo 65 anni dopo l’eccidio, tardivamente, il 14 luglio 2009, a Tarvisio (UD), sono state conferite le Medaglie d’Oro al Merito Civile alla Memoria ai Carabinieri caduti.

Oggi siamo in pochi cittadini Italiani insieme all’Arma dei Carabinieri che rendiamo gli onori e ricorda i Dodici Martiri Eroi di MALGA BALA.

Questi i nomi dei Dodici Carabinieri trucidati dai partigiani comunisti di Tito con la collaborazione di alcuni partigiani comunisti Italiani:

1 – Vice Brigadiere PERPIGNANO Dino, nato a Sommacampagna (Verona) 17 agosto 1921;

2 – Car. DAL VECCHIO Domenico, n. a Refronto (Treviso) il 18 ottobre 1924;

3 – Car. FERRO Antonio, Rosolina (Rovigo) il 16 febbraio 1923;

4 – Car. AMENICI Primo, n. a Crespino (Rovigo) il 5 settembre 1905;

5 – Car. BERTOGLI Lindo, n. a Casola Montefiorino (Modena) il 19 marzo 1921;

6 – Car. COLSI Rodolfo, n. a Signa (Firenze) il 3 febbraio 1920;

7 – Car. FERRETTI Fernando, n. San Martino in Rio (Reggio Emilia) il 4 luglio 1920;

8 – Car. FRANZAN Attilio, n. a Prola Vicentina (Vicenza) il 9 ottobre 1913;

9 – Car. RUGGERO Pasquale, n. a Airola (Benevento) l’11 febbraio 1924;

10 – Car. ZILIO Adelmino, n. a Prozolo di Camponogara (Venezia) il 15 giungo 1921;

11 – Car. Aus. CASTELLANO Michele, n. a Rochetta S’Antonio (Foggia) l’11 novembre 1910;

12 –Car. Aus. TOGNAZZO PIETRO, n. a Pontevigodarzere (Padova) il 30 giugno 1912

La Democrazia Cristiana italiana propone di ritornare sulla vicenda per un riapprofondito esame di quanto accaduto e propone altresì di conferire la medaglia d’oro al valor militare ai dodici giovani carabinieri barbaramente trucidati con inaudita ferocia mentre compivano il loro dovere a difesa della loro Patria e delle popolazioni italiane..

 

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