Oggi più che mai abbiamo bisogno di guardare il verde risplendere nei nostri cuori e nel cuore di Roma capitale !

Oggi più che mai abbiamo bisogno di guardare il verde risplendere nei nostri cuori e nel cuore di Roma capitale !
Giordana Di Giacomo 

A cura di Giordana Di Giacomo (Roma)

giordana.digiacomo@dconline.info * cell. 333-9033937 *

Segretario regionale Dip. “Ambiente e Salute, Ecologia, Foreste, Fonti energetiche” della Democrazia Cristiana della regione Lazio

Editorialista de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana

Oggi più che mai abbiamo bisogno di guardare il verde risplendere nei nostri cuori e nel cuore di Roma capitale !

Come i pini di Roma, la vita non li spezza…” cantava Antonello Venditti nella sua famosa canzone “Notte prima degli esami”. Eppure oggi qualcos’altro ci sta riuscendo.

In Italia sono presenti il pino silvestre, il pino cembro e il pino mugo nelle zone alpine; lo stesso pino mugo, il pino nero e il pino loricato in talune ristrette aree appenniniche; il pino marittimo, il pino d’Aleppo nella zona mediterranea

Nella foto lo stato in cui versano da diversi anni i “Pinus Pinea” detti Pini domestici e che sono gli alberi simbolo della Capitale.

Mentre a Roma è il pino domestico, PINUS PINEA, simbolo della Città eterna.

Oltre allo smog, anche un piccolo insetto sta mettendo a rischio la sua esistenza.

Il re degli alberi, il “Pinus Pinea”, quello che rilasciava a maturazione le pigne piene di pinoli e la resina profumata che incollava le mani dei ragazzini che le raccoglievano per portare alla mamma che ci preparava il pesto.

Purtroppo non se ne trovano più perché gli alberi non hanno più la linfa per far crescere le pigne.

Peccato perché dagli anni ’60 agli anni ’90 hanno reso felici tanti bambini ma anche gli adulti, che li raccoglievano e li rompevano con un sasso, mangiandoli per merenda.

Anche se spesso si schiacciavano un dito e tornavano a casa con le mani nere e piene di resina, tutto questo oggi rischia di fare parte solo della Storia.

La causa della decimazione di questi alberi storici non è da ritrovare solo nello smog, come si può ben notare sulla corteccia “affumicata” di polveri nere, ma anche a causa di un piccolo insetto che succhia la linfa dell’albero fino a farlo morire.

Com’è già accaduto per le palme e il punteruolo rosso o la xylella in Puglia ed in Veneto.

Dal Foro Italico, fino a Castel Fusano, passando dai Fori Imperiali e dalla Passeggiata Archeologica, la Capitale si fregiava della ricchezza di questa flora maestosa, con un profumo di resina tanto utile alle vie respiratorie e alla purificazione dell’aria.

Oggi sono quasi dimezzati, tra torrenti alluvionali che ne hanno cagionato la tenuta, portando alla eradicazione artificiale e, appunto, deterioramento dei tronchi.

Stiamo per tornare sulla luna ma non siamo nemmeno in grado di curare i nostri principali alleati della sopravvivenza, visto che non è cambiato ancora il processo di fotosintesi che ci fornisce l’ossigeno.

O quantomeno a reinnestarne, quando se ne eliminano di malati.

La cocciniglia tartaruga è un insetto originario dei paesi caraibici, che sta decimando i pini di Roma.

Non si riesce ad immaginare come ha fatto ad arrivare dai Caraibi alla Capitale (forse con l’arrivo di carichi di frutta), mentre si può facilmente immaginare la mancanza di cure e prevenzione nei confronti di una specie di albero storico  importante, che invece siamo certi ha subito abbattimenti e potature selvagge.

Siamo qui a richiedere un provvedimento immediato atto alla prevenzione e alle cure di questa specie particolare, in gravissimo pericolo ambientale e storico.

Ci auguriamo che vengano sospesi gli  abbattimenti e le potature e vengano stanziati i finanziamenti necessari per le cure idonee per il mantenimento in vita del patrimonio arboreo,  sia nelle aree urbane che nelle riserve al cui interno siano presenti delle pinete.

Anche la Democrazia Cristiana si unisce alle numerose realtà associative, già scese in piazza numerose volte per difendere il destino dei pini.

Il Segretario politico nazionale della D.C. dott. Angelo Sandri

Lo stesso Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana Dott. Angelo Sandri, nel dare notizia della precisa volontà del partito dello scudocrociato di celebrare il suo XXIV Congresso nazionale  entro la fine dell’anno in corso (2021), ha rimarcato la necessità di dare ai temi ed alle problematiche di carattere ambientale un ruolo preminente nel programma della Democrazia Cristiana che scaturirà dal prossimo annunciato Congresso nazionale del partito.

<< Conseguentemente al deliberato unanime della Direzione nazionale della D.C. – ha precisato ancora Angelo Sandri – verrà presentata a Roma una lista di candidati con simbolo e nome della Democrazia Cristiana.

All’interno del programma che verrà presentato agli elettori la lista della D.C. intende assumere un preciso impegno per quanto riguarda le problematiche evidenziate a proposito del verde pubblico.

Oggi più che mai abbiamo bisogno di guardare il verde risplendere nei nostri cuori e nel cuore di Roma capitale ! >>.

 

 

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